----- Original Message -----
From: Marina
To:
confid@confidenzialmente.comSent: Wednesday, November 14, 2007 3:25 PM
Subject: abortire o impazzire?
Aborto, scelta difficile e dolorosa
Cara Marzia,
ho trovato il tuo indirizzo tramite e-mail e ho deciso di scriverti per chiederti consiglio (per avere un consiglio al di fuori della mia famiglia); ho 26 anni, e una bimba di 18 mesi, il parto è stato molto doloroso, e anche la maternità mi ha segnato molto a livello psicologico e fisico, dato anche il fatto che sono costretta a lavorate 8 ore, per problemi economici. Il mio convivente lavora tutto il giorno e, in casa o con mia figlia, non mia aiuta in alcun senso, lui vuole comunque tutto pronto, ed io sono fisicamente e psicologicamente a terra, e si aggiunge il fatto che sono costretta a dover vivere in un posto che non mi piace, in una casa che non mi piace e in condizioni di vita all'estremo dell'insostenibile, lontana dai miei genitori, sola tutto il giorno, non ho amiche, non ho vita sociale, non parlo con nessuno, mentre lui le sue serate le trascorre come e quando vuole, i suoi giorni liberi sono liberi nel vero senso della parola, esce di casa e torna dopo 4-5-6 ore, ed io sono lì a pulire, lavare, cucinare e naturalmente stare con mia figlia.
Fatto tutto questo per la mia piccola bambina, ma devo scusarmi per la parola: "purtroppo", sono incinta nuovamente, e qui sono scoppiata, ho intrapreso un discorso con il mio convivente dicendogli che con 2 bambini ho bisogno di stare vicino a mia madre e a mio padre, ho bisogno della casa con le dovute comodità (la casa in cui viviamo adesso ha soltanto la cucina con un divano, un bagno ed una camera da letto e paghiamo 300 euro al mese), ho proposto alternative migliori con 200 euro in più al mese, ma lui non vuole sentire ragioni, mi ha detto di scegliere: o faccio come dice lui, oppure vado via; e qui arriva la mia decisione drastica, una donna sola con due figli non può andare avanti, non può permettersi di lavorare part-time, e pagare asilo nido o baby-sitter, e comunque, pur avendo la massima disponibilità di mia madre, non potrei riuscirci, inoltre fisicamente sto molto male, sono debole, stanca, non ho più forza fisica, non ho più niente a cui aggrapparmi, e la mia decisione è quella di interrompere la gravidanza. Sono al 1° mese di gravidanza, ma sento che sto male, come faccio a dover stare a letto con una bambina di 18 mesi cha ancora ha bisogno di me, sono sicura che il mio stato d' animo ricadrà anche su di lei, la mia ansia, il mio malessere mentale e fisico finirebbero per rovinare la sua vita, ed io diventerei pazza, non posso fare affidamento su un marito che mi aiuta, (tra l'altro, sulla mia decisione di interrompere, la gravidanza e di andare via di casa la sua risposta è stata: fai come di pare!!!), l'aborto è brutto, ma una gravidanza diventa ancora più brutta quando si mette in gioco la serenità e la vita della futura madre e di sua figlia, soltanto pensandoci, non sposso fare a meno di piangere ma è l'unica soluzione... sento che la mia vita sta crollando, sono sola, un compagno che ho scoperto tiene più ai suoi bisogni che a quelli di sua moglie e di sua figlia, non posso riuscire a fronteggiare a tutto da sola... sono costretta.
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Cara Marina,
ti do la precedenza, anche se la tua mail arriva dopo altre. Il tema è troppo importante e urgente per poterlo rimandare, sia pure di qualche giorno. La tua situazione è delicatissima. Ho avuto modo, più volte, di esprimermi sul tema dell'aborto. Chi mi conosce sa che sono contraria, per motivi personali ed etici, ma non giudico e non condanno chi fa scelte diverse. E tu cerchi un incoraggiamento o un'approvazione che ti aiuti a superare il senso di colpa che già ti angoscia. Qualsiasi sia il mio punto di vista, capisco che ci sono situazioni insostenibili e drammatiche che meritano solidarietà e rispetto. La tua, è una di queste. Invece un uomo che non sa condividere le difficoltà familiari, non è di sostegno alla madre di sua figlia, né sembra peraltro occuparsi della figlia stessa, dimostra assenza di amore e pretende i propri spazi di evasione incurante di chi e quanto lascia a casa, non merita alcuna solidarietà o tantomeno rispetto. Perché lui non ha rispetto, probabilmente non sa amare. Lo ha dimostrato anche la sua leggerezza nel procurarti una seconda gravidanza, incurante dei tuoi problemi psicologi e fisici, della condizione precaria della casa, dello tua fatica fisica che è il doppio della sua.
Capisco e condivido la tua angoscia, ma permettimi un'osservazione. Com'è possibile che, ai nostri giorni, una donna con le tue difficoltà, non abbia provveduto, dopo una prima difficile maternità, a prevenirne una seconda, con i mezzi anticoncezionali esistenti? Non ti avrebbe comportato grande perdita di tempo o costi, andare dal medico per farti prescrivere la pillola anticoncezionale, così da metterti al sicuro da ogni rischio, soprattutto avendo accanto un uomo così irresponsabile.
Hai forse delle ragioni di incompatibilità al farmaco? O si è trattato di leggerezza? Anche tua oltre che sua perché, in certi rapporti ravvicinati, si è in due.
Ma adesso è tardi per recriminare.
Hai ventisei anni e un macigno enorme che ti pesa sulle spalle. Un uomo che, alla tua minaccia di abortire e andartene di casa, ti risponde: - Fa come vuoi - merita ben poco e, da lui, non ci si può aspettare niente di buono. Sensibilità zero oltre che disamore.
Se tu puoi contare sui tuoi genitori, tua madre soprattutto, ti consiglio di affidarti a loro. Confidati con loro al più presto e informali di tutto. Lascia perdere l'orgoglio nel dover ammettere le tue scelte sbagliate. Non penso che ti negheranno il loro sostegno, conoscendo la tua drammatica situazione, del resto tu stessa lo precisi. Avrai quantomeno un alloggio confortevole, un aiuto per la bambina e potrai seguitare a lavorare, ma senza dover ammazzarti di fatica anche in casa, senza alcun aiuto o appoggio. Soprattutto non rischierai di cadere in gesti inconsulti, causati da un eccesso di stress.
Per quanto riguarda la seconda gravidanza e la decisione da prendere, prenditi qualche giorno di riflessione, ma non perdere tempo a trasferirti in casa dei tuoi. Poi, decidi. Mi pare che la legge dia un limite di tre mesi. Sei ad un mese di gestazione, concediti un paio di settimane in più per riflettere bene. Chiediti se sarai capace di affrontare un aborto, senza colpevolizzarti dopo. Devi essere ben sicura, senza agire d'impulso.
Qualunque sia la tua decisione, non prenderla da sola. E' una scelta difficile, in un senso e nell'altro. Sarà comunque dolorosa. Abortire lascia segni nell'anima, spesso indelebili. Rifletti insieme ai tuoi. Con tua madre. Nessuno meglio di lei saprà capirti e aiutarti, essendo, a sua volta, madre.
Ti abbraccio, Marzia