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From: Giovanni

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Sent: Tuesday, August 19, 2008 3:14 PM

Subject: Problema serio con una figlia

 

Adolescenza difficile

Ciao Marzia, sono il compagno di una donna che ha due figlie una di 9 anni e una di 15 e mezzo.
Vengo subito al dunque. Circa un anno fa, la ragazza grande, dopo vari innamoramenti adolescenziali, prende una cotta per un suo coetaneo che dura più o meno cinque/sei mesi. Un bel giorno tra una menzogna e l’altra scopriamo io e la mamma che lei era andata a casa di questo ragazzo per due ore e diciamo che tra un succhiotto e l’altro per il corpo è stata scoperta da noi, ripresa e quanto di più si potesse fare per farle capire gli errori e soprattutto i valori del suo corpo e della vita stessa. Ovviamente da parte della ragazza ci sono state le solite promesse di una ragazza adolescente, giurando che non sarebbe mai più accaduto. Il problema grande nasce quest’anno ed è un problema veramente difficile da affrontare per noi o forse è più grande di noi.
Alla fine di quest’anno scolastico la ragazza (che però dimostra 20 anni ed ha una quinta di seno) decide di andare in un oratorio a fare volontariato per tutto il mese di giugno per seguire i bambini. Qui conosce un 24 enne con il quale ci si mette insieme. I primi di luglio però si parte per la vacanza famigliare e una volta raggiunto il villaggio in Sardegna, alla visione di tanti giovani animatori, decide di lasciare questo ragazzo per telefono, asserendo di aver fatto un errore a illuderlo e a mettersi con lui. Passano i giorni nel villaggio e in accordo con la mia compagna anche se con un po’ di cuore in gola, consentiamo alla ragazza di muoversi come meglio riteneva opportuno nel villaggio ivi compreso la discoteca serale fino alle ore due di notte. Premetto che questa scelta era stata fatta da noi dopo aver parlato con la ragazza che aveva promesso serietà totale e che noi abbiamo ritenuto fosse utile a lei per responsabilizzarsi un po’. Al ritorno della vacanza, viene contattata da un ex di due anni prima che io e la mamma neanche ricordavamo, per uscirci insieme e malgrado le raccomandazioni della madre che era inizialmente contraria esce con questo ragazzo dopo aver convinto la madre. La madre preoccupata di tutto il contesto la chiama inutilmente sul cellulare la mattina stessa e capito che dietro c’era qualcosa di losco (cellulare spento per quasi tre ore e menzogne e contraddizioni a non finire) comincia ad indagare e veniamo a scoprire che anche in questo caso era stata a casa di questo ragazzo per due ore. Nell’occasione non è stato possibile sapere altro da lei perché uscivano solo lacrime. Non puoi comunque immaginare l’atmosfera famigliare del non credere o non voler credere. Comunque passano due-tre giorni di tormento e atmosfera pesante in casa e mi trovo un pomeriggio da solo con questa ragazza per portarla a casa dopo una giornata di lavoro (la mamma era a casa in malattia) e lei, non so se per scaricarsi le responsabilità o per quale altro motivo, tra lacrime e vergogna, si confida e comincia a spiegare quanto era successo con questi ragazzi, asserendo che non aveva il coraggio di affrontare la madre. Chiaramente quando ho visto che aveva voglia di parlare ho usato modi e parole affinché dicesse il più possibile. Inutile dirti che mi sono dovuto fermare con la macchina per la vergogna e quant’altro provavo in quei momenti che forse neanche io ho mai vissuto né da ragazzo né da adulto. In sostanza già con il primo ragazzo c’erano state delle masturbazioni reciproche, stessa cosa con quello dell’oratorio. Il fattaccio è per quello che è successo in vacanza e dopo la vacanza, in quanto ha detto di essere stata in camera con un ragazzo del villaggio di 18 anni (nella camera del ragazzo che era in vacanza con un suo amico) e che aveva appena conosciuto in discoteca, e con il quale ha avuto ogni tipo di contatto fisico sia orale che manuale e soprattutto reciproco per due ore di continuo ma senza avere una penetrazione vaginale (ti chiedo scusa per la schiettezza). Stessa cosa quando al ritorno della vacanza si vide con quell’ex, andando anche in questo caso a casa di questo per le stesse identiche cose che ritengo schifose e vergognose per una ragazza di 15 anni e che puoi anche tu immaginare senza che io le esprima. Inutile parlare del mio sgomento e inizialmente l’ho accusata di essere una poco di buono e poi ho cercato di capirne i motivi che la potessero aver spinta a tutto questo e come fare e se farlo per dire tutto alla madre che ne sarebbe rimasta sconvolta. Decido quindi di aspettare che la ragazza andasse in montagna dai nonni materni per poter dire tutto alla mia compagna che in cuor suo forse immaginava ma non voleva di certo farsene una ragione nel suo cuore. Quindi aspetto un momento di calma e le dico tutto ma proprio tutto. La mia compagna è andata in tilt totale dal dolore e dal dispiacere provato. E soprattutto sono cominciate a volare accuse contro tutto e tutti e soprattutto con se stessa. Insomma un grande problema per il quale non riusciamo a darci una spiegazione visti gli insegnamenti della mamma stessa, di me e perché no dei nonni e del suo papà. Ora mi chiedo come possiamo fare e cosa dobbiamo fare. Inutile nascondersi dietro falsità morali. Si è comportata da poco di buono e in modo ripetitivo e non ci sono attenuanti in merito. Ma il problema è cosa fare per recuperare questa ragazza e come possiamo noi non esserne così tanto coinvolti al punto di rovinare la nostra stessa vita e relazione per colpa degli errori della ragazza che invece andrebbe ritengo aiutata. Tu cosa ne pensi Marzia?
Spero in tua risposta a breve.


Caro Giovanni,

quasi sempre, in una mail, anche molto lunga e dettagliata, alla prima lettura, una frase, fra le tante, mi colpisce più di tutto l’insieme. Poi, certo, rileggo con maggior attenzione ma, quasi sempre, quella prima frase, si scandisce nella mia mente. Parto da quella, anche se, in effetti, non è facile essere obiettiva, nonostante tutta la mia scrupolosa attenzione.

Affermare che una ragazzina di quindici anni sia una poco di buono mi sembra davvero eccessivo. Dirlo poi a lei, senza mezzi termini, come una frustata sul viso, diventa piuttosto grave. Intanto, la fai sentire sporca e colpevole, e, peggio, convincendola che quella è, e sarà, una strada a precipizio, ormai quasi inevitabile, da percorrere, nonostante il pentimento e le lacrime.

Come definiresti quei ragazzi, un paio, più grandi di lei, che l’hanno indotta a certe "pratiche", approfittando della sua inesperienza, curiosità nonché esplosione ormonale? Se non sbaglio, anche quando aveva un anno di meno, c’era già stato qualche contatto ravvicinato con un coetaneo e l’ultimo episodio si riferisce ad un ex di due anni prima, quando lei aveva solo 13 anni! Ma voi, all’epoca, dove eravate?

Mi sorprende molto che, nel tragitto in auto verso casa, la ragazzina ti abbia confidato spontaneamente i suoi segreti più intimi e, soprattutto che tu, con le tue domande mirate, l’abbia indotta ad entrare nei particolari più scabrosi. Talmente scabrosi che ti sei sentito di dover fermare l’auto per "la vergogna". Sarebbe bastato, e avanzato, aver ammesso, lei, di avere avuto rapporti sessuali incompleti con i ragazzi frequentati, senza entrare nei minimi dettagli.

Si potrebbe supporre che tu, per te stesso, possa esserti vergognato della situazione anomala e, perdona, anche un po’ morbosa, invece, ti sei vergognato di e per lei e le hai rivolto quell’epiteto: poco di buono. In ogni caso, ricorda che aggredire non aiuta la riflessione di chi ti ascolta, soprattutto quando si manifesta un pentimento.

Semmai, bisognerebbe (spetterebbe alla madre) mettere in guardia la figlia, sui gravi pericoli cui va incontro, fidandosi di certi inviti e proposte. Il più banale è una gravidanza prematura e indesiderata e, a seguire, altri molto peggiori e tragici: le pagine di cronaca nera lo insegnano e lo propongono quasi quotidianamente.

Mi sembra di capire che i suoi genitori (purtroppo anche la mamma) non siano figure di riferimento ideali. Lei non si fida della madre (eppure vivono insieme), non sente quindi l’esigenza di guadagnarne la fiducia. Maria (le do un nome fittizio) nasce da un matrimonio fallito. Ha una sorellina, figlia di un altro padre che non sei tu e si confida con un uomo che non è suo padre, né quello della sorellina. Viene perfino il sospetto che si rivolga a te per una forma di provocazione o di rivalsa verso la madre. Ad altro non voglio pensare. Il suo comportamento può essere una forma di ribellione, un urlo di protesta o un modo per mettersi in evidenza e attirare la vostra attenzione. Così come avviene per altre trasgressioni dei ragazzi d'oggi, dai gesti vandalici alla droga.

Oggigiorno, inoltre, si tende sempre più, purtroppo, ad anticipare i tempi, condizionati dall’emulazione di chi "l’ha già fatto" e, soprattutto, da certa informazione "malata", in TV o, peggio, in Internet, dove una morbosità adulta e malsana diffonde pornografia.

Invece, è bene chiarire (e insegnare ai figli) che la sessualità è qualcosa di naturale che nasce e si scopre fin dalla prima infanzia, poi si sviluppa ed esplode incontrollata nell’adolescenza, quando il corpo diventa adulto ma la mente è ancora bambina. Spetta agli adulti (la madre per le femmine) intervenire e spiegare con delicatezza. Tutti ci siamo passati ed è ipocrita negarlo. Vale per i maschi, vale per le femmine. In passato, c’era un eccesso di repressione e proibizionismo che alimentavano i sensi di colpa con lo spauracchio del peccato mortale. Oggi, al contrario, c’è un eccesso di libertà che i genitori ritengono di dover elargire ai figli per responsabilizzarli, dicono e, più o meno inconsciamente, permettono, a se stessi, maggiore libertà di movimento. Generalizzo, s’intende. Dal posteggio davanti alla TV, si passa alle ore di connessione in Internet. Manca il dialogo, manca la confidenza e manca la fiducia. In più c’è il disagio di dover affrontare certi argomenti (quindi, evitandoli), con tutta la buonafede del caso.

Di certo, non aiuta lasciare che la figlia quindicenne vada la sera in discoteca e rientri alle due di notte e, tantomeno, aiuta tacciarla da poco di buono perché qualcuno ha approfittato della circostanza.

Vi consiglio dolcezza e comprensione, senza falsi moralismi e un dialogo sano, quello che, da tempo, sarebbe dovuto esserci, fin dai primi segnali di un cambiamento fisico.

I giovanissimi dovrebbero sapere quanto la sessualità sia naturale e bella se vissuta in modo spontaneo e sano, nell’età giusta, con la persona giusta, quando si è in grado di riconoscerla, senza sprecarsi col primo venuto solo per fare un’esperienza o per il piacere del sesso fine a se stesso.

C’è una regola fondamentale che io ho sempre seguito con i figli e che consiglio a tutti i genitori: i ragazzi dicano sempre a casa con chi vanno e dove vanno ed è fondamentale che lo rivelino a chi dà loro un appuntamento, anche se lo ritengono amico e fidato. È un modo di proteggersi da possibili cattive intenzioni altrui. Se chi propone si defila, è davvero cattivo segno. Mai fidarsi di chi chiede di mentire e nascondere alla famiglia dove, e con chi, si va.

Capisco le difficoltà che esprimi, mi sorprende che, proprio tu, te ne faccia carico, sia pure con tutte le buone intenzioni. Spero che, della mia analisi, vorrai farne partecipe anche la tua compagna e perché no, anche la stessa Maria.

Ti abbraccio, Marzia

 

Marzia risponde