----- Original Message -----
From: Giorgio
To: confid@confidenzialmente.com
Sent: Friday, April 27, 2007 2:33 PM
Subject: Situazione simile a quella di Paride
Alba e tramonto
Ciao Marzia, ti scrivo perché navigando in internet cercavo una soluzione per alleviare il mio dolore. In questo modo sono finito nella mail di Paride. La mia situazione è simile, solo che gli anni in cui siamo stati insieme sono stati 8 e noi abbiamo 33 e 34 anni. Io purtroppo sto ancora malissimo dopo 2 mesi e, nel mio caso, io so che lei frequenta un'altra persona (presumo un collega dell'ospedale). Per 8 anni mi parlava di amore e di onestà e in un attimo mi ha lasciato per un'altro. Pensa che mi aveva dichiarato il suo amore solo pochi giorni prima. Vorrei riuscire a occuparmi di me stesso ma non ci riesco. Anche io ho perso tutti gli amici era lei che riempiva i miei spazi vuoti ed ora mi sento nudo, è come un incubo che non vuole finire. Naturalmente oltre all'abbandono si aggiunge la paura di rimanere solo. La disperazione mi attanaglia ed ho bisogno di qualche consiglio, magari anche crudo, ma che mi faccia stare meglio.
Grazie
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Caro Giorgio,
non torno mai a rileggere le mie risposte passate, stavolta l’ho fatto. Il risultato è proprio quello che in genere cerco di evitare, le trovo molto più specifiche (e più giovani) delle attuali, anche se sulla stessa linea di pensiero. I fatti si ripetono, cambia la forma espressiva, ma in realtà io resto la stessa, quindi anche le risposte sono simili e rischiano di essere ripetitive. Tieni presente che la mail di Paride risale a cinque anni fa. Successivamente ho scelto di lasciare in testa i riferimenti originali, modificando solo il nome e cancellando l’indirizzo, così che la data sia evidente.
Noto, tuttavia, che, in ogni caso, ciascuno dei protagonisti di una storia simile ha una propria personale sofferenza con una capacità di reazione diversa oltre con una soglia più o meno alta di sopportazione del dolore.
Resta il fatto che gli amori finiscono, a volte senza una ragione apparente, esattamente come sono nati. Gli antichi ipotizzavano le frecce di Cupido, tanto per alleggerire gli eventi con una spiegazione soprannaturale, dando loro il senso dell’inevitabilità. Era un modo di aggirare la responsabilità umana, in questo caso, del nascere e finire di un amore e, quindi, una rassegnazione più facile. Adesso, per alleggerire, parliamo di fatalità (cambia il nome, ma non il concetto), piuttosto che ammettere una mancanza di sincerità, o superficialità o, peggio, egoismo. Certo siamo molto più propensi ad accusare l’altro della fine di una storia piuttosto che trovare ragioni in noi stessi. Come tu sai, c’è sempre una responsabilità comune. L’amore a volte finisce quando ci si rende conto che il compagno non è esattamente come lo avevamo creduto. Questo può essere accaduto alla tua ex ragazza, passata ad un nuovo partner. Facilmente succede, e averlo nascosto è un segno di viltà, quando il nuovo era già all’orizzonte, o esisteva da molto prima, per un tempo di confronto perfino prolungato. Ha rinnovato quell’attrazione, prevalentemente fisica, che non si sentiva più così prepotente col compagno accanto. Che poi l’istinto e la sessualità siano davvero la misura dell’amore, è da vedersi. Ma non si può negare che siamo importanti e, oggi, si dà molto valore al fattore fisico. Per questo motivo, così facilmente ci si lascia, anche dopo essere stati sposati. Per lo meno voi non siete sposati e non ci sono figli a soffrire per le ragioni elencate sopra, frutto, lasciamelo dire, di immaturità e forse egoismo.
In parole povere, è possibile che la tua ex, frequentasse già l'altro, prima di decidersi a lasciarti, ma questa è solo un’ipotesi che la mette in cattiva luce, che può accentuare la tua delusione ma, nello stesso tempo, aiutarti a dimenticarla prima.
Forse, cinque anni fa, avrei giudicato diversamente, chi lo sa. Fa testo la risposta a Paride. Ora ho invece la sensazione che gli amori finiscano con troppa leggerezza. Segno che non sono stati vero amore. O che il sentimento fosse un optional piuttosto che la ragione primaria di una storia. E, se quello della tua ex non è stato vero amore, non vale la pena di rimpiangerlo e piangerlo.
D’altra parte, come scrissi a Paride, la sofferenza è la conseguenza logica di un abbandono, soprattutto se ci coglie impreparati, quasi come la morte improvvisa di una persona cara. Ti suggerisco di dare il giusto peso a quel quasi che diventa una differenza abissale, nel confronto: da un amore che muore sempre si rinasce, spesso più forti, attenti e prudenti nell’innamorasi di nuovo, ma, nello stesso tempo, disponibili. Sta certo che la capacità d'amare, se la si è avuta, non la si perde. Mai.
Logico e anche giusto che tu adesso soffra, altrimenti saresti un robot. L’importante non restare passivi, lasciandosi andare, come se fosse l’unica possibilità di soluzione.
Accetta la sofferenza come "normale" e logica e vai avanti, sapendo che nella vita c’è sempre una lettura positiva dei fatti, il futuro può proporci occasioni migliori. L’importante è non piangersi addosso, nemmeno lasciare che lo sconforto ci renda deboli e apatici, annullando la nostra stessa personalità. L’errore è anche quello di isolarsi, quindi evitalo.
Ricorda anche che le nuove conoscenze diventano amicizie, a volte amori. Quindi come già dissi a Paride, frequenta ambienti idonei, apparentemente banali, ma sani e piacevoli: dalla piscina alla palestra, associazioni sportive, club culturali. Non so, tiro a caso: studia e impara una lingua nuova, iscrivendoti presso una qualche scuola di lingua straniera, fai amicizia con gli altri allievi. Non restare inattivo.
Guardati intorno, lei ti ha lasciato, ma il sole nasce ancora al mattino e tramonta la sera e così accade da sempre. E non cesserà di riscaldarti soltanto perché lei ti ha lasciato.
Ti abbraccio, Marzia