----- Original Message -----
From: Sofia
To: "confid" <
L'allieva e il professore
Carissima Marzia,
devo farti innanzitutto i miei complimenti per le risposte che dai sempre molto chiare e soddisfacenti.
Sono una ragazza di 18 anni e mi darò il nome immaginario di Sofia...
So benissimo che hai trattato più volte il tema della differenza di età, ma siccome sono veramente disperata, ti prego di leggere comunque quello che ti ho scritto.
Sono figlia unica, di genitori divorziati da quando io avevo 3 anni. Ho sempre vissuto da sola con mia madre; mio padre lo vedo soltanto il sabato per circa 4 ore da quando sono nata […]
Mi è sempre mancata la figura paterna, ma autoanalizzandomi ho capito di soffrirne più adesso rispetto a quando ero bambina.
Mi sono legata particolarmente, da quando sono al liceo, ad un mio professore, per il quale all'inizio provavo semplicemente stima ma di cui adesso sono innamorata.
L'uomo in questione ha 56 anni, è sposato, ed ha 2 figlie grandi.
Ho notato in lui un cambiamento nei miei confronti da 2 anni, mi sono accorta che mi guarda con occhi diversi. Lui stesso mi ha fatto capire che è attratto da me fisicamente e psicologicamente.
Io veramente non riesco più a vivere se non penso a lui, è l'unico che mi ascolta. Ho bisogno di lui, mi sento al sicuro quando siamo insieme.
E' l'uomo che sceglierei come padre dei miei figli.
Forse tutte queste parole ti sembreranno solo il frutto della mente di una ragazza che ha bisogno dell'amore che non ha ricevuto dalla sua famiglia... E io ti rispondo di sì.
La mia domanda è: perché sarebbe così sbagliato stare insieme a lui? Perché devo trattenermi da dirgli quello che provo?
E soprattutto perché mi sento una donna matura intrappolata in un corpo da 18enne?
Sono consapevole che lui non lascerà mai sua moglie, mai io continuo a imbarcarmi solo in storie di questo tipo, non provando interesse verso i ragazzi della mia età...
Sono destinata a rincorrere l'amore per tutta la vita?
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Cara Sofia,
è abbastanza frequente, o normale, che uno studente subisca il fascino di un
insegnante, specialmente se questo si dimostra gentile, attento e disponibile. In genere, però, la differenza di età non è così eccessiva.
Figlia di divorziati, padre quasi assente, o, di certo, non presente in modo tale da essere di riferimento ad una figlia, lasciata bambina di tre anni, è conseguenza logica ( e tu lo affermi) che, per reazione, nell’età più adulta, si cerchi in un uomo la figura paterna. Fino a una sorta di innamoramento, che in realtà nasconde un bisogno di guida e sicurezza.
Nel caso del professore… più che la figura del padre … vista l’età, si può ipotizzare la figura di un nonno, o quasi. Sinceramente, il triplo dei tuoi anni mi sembra mastodontico.
A parte queste considerazioni, ciò che trovo veramente poco edificante, abbastanza sospetto di certa indole, è che un professore di 56 anni, ti presti attenzione d’altro tipo piuttosto che quella didattica: lui ti guarda, scrivi, già da due anni con occhi diversi. A meno che si tratti solo di una tua sensazione.
Dici: Mi sono legata particolarmente, da quando sono al liceo, ad un mio professore…
Che tipo di legame? Perché allora la figura del professore diventerebbe del tutto deplorevole, anzi ne uscirebbe come quella di un individuo senza scrupoli, che ha preso al volo l’opportunità di poter approfittare di una ragazzina che, per condizionamento del proprio vissuto, ha creduto di essere innamorata di lui.
Non lo giustifica il fatto che tu gli abbia fatto capire, con sguardi e quanto altro, che sei attratta da lui. Se tutti gli insegnanti, uomo/donna, dovessero assecondare l’innamoramento di uno studente, la scuola, di educativo, avrebbe davvero molto poco.
E, del resto, se e quando accade, la differenza di età fra i due è abbastanza limitata. Per esempio, nel caso di un supplente annuale, maggiore al massimo di dieci anni e certamente non sposato. So di storie d’amore nate così.
Tu dici: Lui stesso mi ha fatto capire che è attratto da me fisicamente e psicologicamente…
E qui provo sollievo, perché sembri smentire la frase sopra, ma ugualmente mette lui in posizione deplorevole. Può darsi che il suo codice morale, faccia riferimento al romanzo Lolita più che ad un’etica professionale.
Tu dici: Ho bisogno di lui, mi sento al sicuro quando siamo insieme.
E ancora:
E' l'uomo che sceglierei come padre dei miei figli.
Ti senti al sicuro, come già considerato sopra, per quella specie di transfert (come accade in analisi con lo psicologo) quando si trasferisce una figura importante (presente o passata) in un altro individuo, suggestionati da un atteggiamento protettivo e rassicurante, vero o falso che sia.
Per la successiva affermazione (padre dei tuoi figli), se rifletti bene, fa abbastanza sorridere.
Pensa tu, se avessi, fra un anno o due, un figlio da lui… bella prospettiva per quel figlio e per te!
Tu hai sofferto per essere stata figlia di divorziati… pensa a quell’eventuale bambino e a te stessa, fra dieci anni: ventotto anni, un figlio di 8-9 anni, un uomo accanto, padre di tuo figlio, di sessantasei anni, età che si avvia al decadimento, al calo della virilità, agli acciacchi ecc.. E, tu donna ancora giovanissima e vitale, in tutti i sensi.
Pensi che non potresti allora essere attratta, chessò, faccio un esempio, da un trentottenne, che magari si sentirebbe, amandoti, di amare o accettare anche tuo figlio? Di conseguenza una separazione. Ma quanta sofferenza per tutti? Per il figlio, il marito e padre, per te. Oppure la rinuncia a sentirti donna per il bene di quel figlio, restando accanto ad un uomo anziano che non ami, col divario, nel tempo, sempre più sensibile e ampio.
Credo che tutte le mie riflessione servano alla risposta che cerchi: perché sarebbe così sbagliato stare insieme a lui?
Cosa intendi? e per quanto tempo?
Lui, il professore, per primo, sa bene quando sia sconsiderato se non impossibile costruire qualcosa di concreto con te. Può offriti (forse) e soprattutto prendersi il suo piacere e l’illusione per lui, attraverso te, di essere ringiovanito, per uno spazio di tempo temporaneo.
Vedrei, in lui, se accadesse, la debolezza di un pover’uomo, più che il fascino dell’esperienza e del capello bianco.
Poi, l’istinto è quello che è, e spesso non sente ragione, vale per lui, vale per te, ma con la consapevolezza che una certa superficialità nel buttarsi in una storia senza futuro, può portare a conseguenze dolorose, per se stessi e per gli altri, molto più prolungate che una breve (spero non squallida) attrazione fisica.
So però che per te si tratta più di illusione ed esigenza di un sentimento, per questo vorrei che tu non ti sprecassi e cercassi di pensare alla soluzione migliore e più sensata, in attesa di quell'amore che giustamente esigi. Fai appello alla maturità che senti di avere e dimostrala. Non avertene a male se ti dico che certe tua affermazioni, che ho evidenziato in corsivo, sopra, fanno piuttosto pensare all’ingenuità di un’adolescente piuttosto che alla sicurezza di una donna.
Non trovo niente di disdicevole che a te piacciano gli uomini più maturi. Dai tempo al tempo e vedrai che ci sono uomini più adulti di te (ma non così tanto come il professore che, scusami, mi sembra proprio, per il suo comportamento, molto piccolo e immaturo, per mentalità, coscienza e moralità), ma sempre giovani, per esempio un trentenne… niente ti vieterebbe di innamorarti di qualcuno anche più giovane, ma per esperienza di vita, maturo quanto te. Non è l’età che dà la misura della maturità e tu stessa lo affermi.
Sono certa che saprai arrivare ad una scelta meditata e consapevole: hai tutta la mia stima.
Ti abbraccio affettuosamente, Marzia