----- Original Message -----

From: Silvana

To: confid@confidenzialmente.com

Sent: Thursday, November 29, 2007 2:50 PM

Subject: L'uomo della mia vita?

Amare di meno

Ciao Marzia, spero tu possa darmi un buon consiglio.
Ho 26 anni e sto da tre anni con un ragazzo di 22. Una storia bellissima. Lui è un ragazzo bravissimo, un "bravo ragazzo" come vorrebbero le mamme.
Ma da un po’ di mesi mi sono resa conto che la storia si è spenta. Non da parte sua, che dice di amarmi più di prima, ma da parte mia.
Quando lo vedo sono contenta, sto bene, ma quando non lo vedo non mi manca, e sto bene anche da sola.
Un po’ di mesi fa abbiamo cercato una casa, perché pensavamo di vivere insieme, ma quando io pensavo più al concreto, mi sono accorta che per lui era "presto", e che i suoi progetti con me riguardano il futuro molto in là. Vivere insieme fra 2/3 anni… e sposarci quando lui ha 28 anni circa.
Insomma, dopo un po’ questa situazione mi ha fatto perdere gli stimoli per pensare a un progetto con lui. E non so se è stata quella la causa, ma mi sono piano piano distaccata con il sentimento. Sento molto affetto, gli voglio un bene immenso... amore. ma non l'amore di un tempo. Si può amare di meno? o in questo caso non si ama piu? Ho paura a parlagliene, perché non voglio farlo soffrite. Ma anch’io ci sto male. Può funzionare una pausa di riflessione?
Ti ringrazio, spero di riuscire a "capirmi".

 

 

Cara Silvana,

la tua mail è piena di affermazioni contrastanti, a partire dalle prime righe. Quando lo vedi, sei contenta e con lui stai bene, ma, altrettanto bene, stai quando non lo vedi e, se non c’è, non ti manca. Probabilmente perché sai che lui c’è, anche quando non è presente e sei sicura lui, quando dichiara di amarti più di prima. Mi sembra piuttosto di capire non gli perdoni di voler rimandare un impegno più concreto e definitivo per il quale invece tu ti sentiresti pronta.

Pronta ad impegnarti, pur sapendo che stai bene da sola e non ti manca quando lui non sta con te? Oppure è una reazione alla delusione che ti procura il suo tergiversare?

Verrebbe piuttosto da chiedersi come mai non sia sicuro di sé e dei suoi sentimenti, nonostante affermi il contrario. Però non mi sento di condannarlo. I suoi ventidue anni sono ancora l’età dell’incertezza. Ancora di più, i suoi diciannove anni, quando si è messo con te. Probabilmente ha dubbi, non tanto perché ti ami di meno (al contrario di te), ma perché gli è mancato il termine di confronto o l’esperienza sufficiente a fargli capire che vuol passare con te tutta la vita. Vuole essere più sicuro dei suoi e dei tuoi sentimenti. Non ha torto, dal momento che tu stessa stai mettendo in dubbio i tuoi. Tu, per prima, ti/mi chiedi se è possibile amare di meno. L’amore è amore e non ha peso maggiore o inferiore. Può con gli anni assumere un aspetto diverso, ma non meno importante, tuttavia ciò accade dopo anni di vita in comune, non dopo così poco tempo e nel rapporto di una coppia giovane.

Se tu pensi di amare di meno, vuol dire che temi di ammettere di non amare più. Forse cerchi da me una conferma, come per demandarmi la responsabilità di una scelta.

Ti faccio notare che il matrimonio deve essere una decisione molto convinta e ponderata, quella che porta a giurare un impegno per tutta la vita, di amore e di fedeltà. Oggi ci si sposa con troppa superficialità, per non dire faciloneria e, troppo spesso, dopo pochissimi anni ci si lascia. Molti scelgono di convivere prima. Secondo me l’impegno morale c’è lo stesso, anche se non formalizzato. Ma evidentemente, non avendo sottoscritto un contratto, davanti al sacerdote o al sindaco, ci si sente meno vincolati. La convivenza appare come una sorta di prova generale. Porta a confrontarsi, a smussare le proprie abitudini, difetti e virtù, ad amalgamarsi e, se non c’è un amore vero e forte, la coppia esplode e, lasciarsi sembra più facile ed economico. Meglio capirlo senza averlo giurato e sottoscritto davanti all’altare e senza ricorrere al giudice servendosi di un avvocato. La questione si complica se ci sono figli. Ma torniamo al tema.

Posso darti ragione se lui rifiuta, come sembra, anche la prova di convivenza. Questo fa pensare, se non ha ragioni pratiche valide, che non è sicuro di sé (né di te), in parole povere, non è certo dei propri sentimenti e si sente immaturo. E’ una forma di prudenza o di difesa e fa pensare.

Meglio, comunque, e più onesto, che lui si riveli adesso, con le proprie insicurezze, meglio ancora che abbia il coraggio di parlare apertamente. Così come dovresti fare anche tu, senza nasconderti dietro l’alibi di una amore "minore".

Ti consiglio di leggere anche la risposta, precedente alla tua, rivolta a Cristian, dal titolo "Il dubbio che diventa certezza": situazione simile, vista dalla parte maschile.

Ti abbraccio, Marzia

Marzia risponde