----- Original Message -----

From: Luisa

To: <confid@confidenzialmente.com>

Sent: Monday, September 29, 2008 12:23 AM

Subject: Domenica 28 Settembre 2008

 

Cara Marzia: [...]

L’amicizia è anche sincerità

Cara Luisa,

non pubblico la tua lettera perché troppo personale. Dalla mia risposta si può intuirne il contenuto senza identificarne i diretti interessati.

Le tue mail mi portano spesso a certe riflessioni che, di solito, evito di esternare per
non sollevare una tua reazione negativa nei miei confronti. Questo perché mi
sei nel cuore e vorrei davvero vederti finalmente libera da tante difficoltà oggettive, così come vorrei restare un tuo punto di riferimento piuttosto che rischiare di allontanarti.
D'altra parte, l'amicizia vera è anche sincerità. E quindi  sarò sincera. Le tue lettere esprimono sempre la tua angoscia che è purtroppo motivata da una situazione reale, quindi ripetono lo stesso tema di odio e rabbia verso quei tuoi fratelli  (di secondo letto) che, se ci pensi bene, della situazione di grande disagio in cui ti trovi, non hanno colpa, se non sono addirittura vittime anch'essi dell'egoismo degli adulti. La tua rabbia è comprensibile ma, di riflesso, cade più su di loro che sui loro genitori. Sentirti augurare malanni e morte mi dà sempre un certo raccapriccio e mi rattrista molto. Sicuramente lo fai in senso figurato: la loro morte a castigo di chi li ha messi al mondo rimane un’esternazione del tutto gratuita. La trasferisci anche sopra i figli di chiunque che tu dichiari di detestare così come affermi che mai vorresti averne di tuoi.
Quando confessi di restare indifferente alle disgrazie altrui, posso in parte capirti perché già molte ne hai subìte tu così come tante, ogni giorno, leggiamo sulle pagine di cronaca o ascoltiamo durante il telegiornale. Così tante che diventano tragica routine. Ci confermano la follia che sta infettando l'umanità. Uccidere due bambini piccoli ( e poi in quella maniera atroce (a martellate. E certo uno di loro sarà stato, prima di morire, spettatore della morte del fratellino) non può essere altro che follia demoniaca. Tu dichiari indifferenza, io non ti credo, perché è impossibile non inorridirne.
Per quanto riguarda l'incidente d'auto del figlio di quei vostri amici, purtroppo, tali incidenti (del sabato sera) sono così frequenti che, per quanto sconvolgenti, non colpiscono l’attenzione, sembrandoci lontani da noi, quando in realtà, da essi , può dividerci soltanto un attimo. Questo vale pure per certe malattie così frequenti e gravi: sembra quasi di esserne immuni finché non arrivano e ci toccano da vicino.
Veniamo al punto.
La malattia del tuo compagno e il suo atteggiamento di rifiuto nei confronti
dell'operazione è anch'esso comprensibile, dal momento che lui suppone che,
dall'intervento chirurgico, potrebbe non uscirne sano ma in condizioni molto
peggiori delle attuali. Diciamo pure che rischia di morirne, esattamente come non operandosi. Il suo rifiuto è anche rassegnazione oppure speranza di un intervento dall'Alto.
Tu, a tal proposito ti raccomandi a Dio e alla Madonna. Ciò è molto naturale
e svela un lato totalmente opposto di Luisa: una donna che ha fede e crede che il Divino possa davvero intervenire e aiutarla.
Ora ti farò la domanda che mi brucia dentro e che ogni volta evito di esternarti. Come può, ammesso che voglia, la Madre di Gesù, ascoltare le preghiere di chi augura la morte o le peggiori disgrazie ai propri stessi consanguinei, ragazzini (e prima ancora bambini piccoli) che non hanno colpa d'essere venuti al mondo o di essere figli di quei tali genitori?
Gesù disse (dal Vangelo) "Lasciate che i pargoli vengano a me. A chiunque faccia loro del male saranno per sempre chiuse le porte del Paradiso". Non sono le parole esatte, che dovrebbero essere " A chiunque dia loro scandalo", ma il concetto è simile. Riferendole a te, si potrebbe dire che se riesci ad augurare tanto male a quei ragazzi (e lo facevi anche quando erano piccolissimi), non puoi sperare né tantomeno pretendere che qualche Santo o la stessa Madonna possano intercedere per te.
Ecco,ti ho rivelato certi miei pensieri con sincerità e con affetto perché so che, nella lotta interiore che ti logora e ti fa soffrire, c'è di sicuro una Silvia buona e pietosa. L'altra, quella che augura il male, fa soprattutto male a se stessa e, di riflesso, a coloro che le vogliono bene.


Con affetto, Marzia

Marzia risponde