From: Tiziano

Sent: Monday, May 03, 2010 3:05 PM

To: confid@confidenzialmente.com

Subject: Bene o Amore?

L'affetto è amore?

Ciao Marzia, mi sono imbattuto su questo sito ed ho deciso di scriverti perché ho bisogno di capire e prendere una decisione. Sono da 9 mesi con una ragazza splendida, dolce, che mi sa ascoltare, dare consigli, affettuosa premurosa, che mi ha fatto anche piangere per un gesto molto importante per me! Non mi sono mai sentito così amato! Le mie storie (poche) sono state tutte una tragedia perché la prima volta mi ero innamorato della persona sbagliata e dopo 2 anni insieme ho cominciato a nutrire dubbi sul mio sentimento. Un periodo terribile della mia vita con conseguente fine della storia. Poi un rapporto di soli 5 mesi, lei mi piaceva, stavamo bene insieme ma un giorno mi lascia dicendomi "Ho dei dubbi, non ti amo!". In quel periodo c'era una ragazza che mi corteggiava e non mi era indifferente ma nel momento in cui mi ha lasciato sono caduto nel baratro! In seguito solo storie stupide. Alcuni anni fa mi piaceva una ragazza e mi sono subito interessato a lei cercando di conquistarla. Non la conoscevo ma c'è stata una forte attrazione da parte mia! C'è stato un bacio, poi ho cominciato a corteggiarla ma lei mi respingeva. Alla fine non mi ha voluto e sono stato malissimo! Dopo 8 anni vissuti da single incontro lei.

Lei mi ha baciato la prima sera ed ha cominciato a correre, a darmi tutto in un sol momento! Io non ho avuto una scintilla nei suoi riguardi ma ho cominciato a frequentarla. Dopo alcuni mesi l'ho lasciata perché mi parlava sempre dei suoi sogni: una famiglia e dei figli. Io non mi sento pronto. Nel lasciarla ho pianto! Forse cominciavo a sentire qualcosa per lei. Non so!

È questo il punto, perché quando sono con lei sto benissimo, mi sento a casa, mi fa sorridere, mi fa stare bene, parliamo tanto ed io sono stato sempre sincero con lei. Ma non mi sono mai sentito innamorato!

La guardo e provo tanta tenerezza, la abbraccio, la bacio, la accarezzo, le tengo la mano. Eppure quando sono da solo non ho il bisogno di chiamarla, sono distaccato, non riesco a dirle "Ti amo!"

Gliene ho parlato e dopo avergli chiesto una pausa lei ferita ha deciso di lasciarmi! Io sono stato male ho provato in un primo momento a contattarla ma senza risposta! Dopo di che mi ha richiamato lei ed io pur stando male non sapevo se volevo vederla, non so se voglio stare con lei visto i miei dubbi! Ci siamo poi visti ed abbiamo parlato ed è stato tristissimo, sono andato via che piangevo di cuore. Vederla soffrire così mi distrugge! Sono una persona sensibile. Sto cercando ci capire cosa provo per lei, se è solo "BENE" o c'è dell'altro per cui vale la pena di lottare. Non se come dice lei, potrei amarla davvero.

Mi fa soffrire perderla perché stavo davvero bene con lei... ma ogni volta che incontro una ragazza più carina mi viene un istinto nel conoscerla. Forse manca la vera attrazione fisica? Tutto questo mi porta a pensare che il mio è solo un attaccamento a lei che mi dà amore. Io per lei ho fatto alcune cose dovute alla mia premura per lei e della sua vita. Sinceramente non ho mai fatto nulla che fosse un segnale chiaro di AMORE.

In certe circostanze, in risposta ai suoi segnali d'amore una voce dentro di me dice "NO!".

Lei vorrebbe tornare con me perché dice che con lei sono amorevole. Io non so più cosa fare. Il fatto che mi manca potrebbe significare qualcosa? O è solo perché siamo stati insieme 9 mesi?

Caro Tiziano,

questo quesito mi è stato posto molte volte, in precedenti mail e risposte. Per me non c’è una sostanziale distinzione: è solo una questione di termini. Cosa si prova per una fratello, sorella, genitore? Puoi chiamarlo affetto, ma è anche e soprattutto amore. I figli si amano. La vita si ama.

Di una coppia che resti unita per molti anni, anzi per tutta la vita, si è soliti precisare, e lo fanno anche i due interessati, che l’amore, con gli anni, si è strasformato in affetto e, tuttavia, per come la penso io, non vale meno dell’amore. Come vedi è soltanto una sottile distinzione, magari perfino una forma di pudore o timore di andare controcorrente e di essere derisi.

Tu però ti riferisci alla passione, quella che, nell’innamoramento (che non è ancora amore), prevale. Essa porta al desiderio di possesso oltre che di conquista. È attrazione fisica. Non so se tu l’abbia provata nel tuo recente incontro. L’errore della ragazza è stato quello di concedersi subito. Se si fosse resa più preziosa, avrebbe accentuato in te il desiderio di averla e quindi ti avrebbe indotto a riservarle tutte quelle attenzioni che un uomo rivolge ad una donna per svegliare il suo interesse. Insomma, ti ha negato il piacere della conquista.

Vero che, oggi, 2010, non si fa più caso a certi comportamenti della raggiunta parità dei sessi. Le ragazze seguono l’impulso istintivo del momento e un uomo non dovrebbe esserne disorientato, in genere, n'è perfino compiaciuto. Tuttavia, in alcuni, l’istinto maschile resta quello primordiale. Lo conferma la tua precisazione che ti trascrivo: "Lei mi ha baciato la prima sera ed ha cominciato a correre, a darmi tutto in un sol momento!"

Delle tue precedenti esperienze racconti solo elementi negativi. La prima si è conclusa più o meno come stai concludendo questa. La seconda idem, solo a parti invertite, la ragazza ti ha preceduto, altrimenti ci saresti arrivato tu.

A questo punto, potrei ipotizzare che non sei mai stato innamorato. Da qui nasce la tua confusione fra amore e affetto. Se nemmeno conosci l’amore, come fai a stabilire la differenza? Inoltre, ti contraddici. Affermi che quando vi frequentavate, nei momenti di lontananza, non la cercavi perché non sentivi la sua mancanza. Probabilmente perché sapevi che ti avrebbe cercato lei e quindi perché affannarti? Dopo che lei ha deciso di lasciarti, invece, sei stato male e l’hai cercata. Proprio perché avevi perso le tue certezze nei suoi riguardi.

Ecco, se lei riuscisse a negarsi un po’ di più, forse arriveresti a dire che la ami. E infatti, guarda caso, ti è mancata. Tanto da volerla cercare, cosa che non avevi mai fatto prima e soffrendo che lei dapprima non ti abbia assecondato. In precedenza, avevi riconosciuto di esser stato bene con lei, di esserti sentito a tuo agio… pur negando di amarla. Ora che lei ti ha richiamato (dopo che lo avevi già fatto tu) tutto è di nuovo troppo facile, lei troppo condiscendente e questo, per come sei fatto, non ti va bene.

Ogni volta che una ragazza ti si è concessa, il tuo interesse è calato, il rapporto ti è pesato: stai malissimo (parole tue).

Non credo che tu sia incapace di amare, semplicemente i tuoi innamoramenti non si trasformano in amore, forse sei affetto da "narcisismo", ami soprattutto te stesso e il piacere che ti procura la conquista di ogni ragazza carina che incontri. Salvo poi a "stare malissimo", frequentandola, perché non ti dà più emozioni. Ormai lo scopo è raggiunto.

Per quest’ultima sei stato male quando lei ti ha lasciato, ora che torna a… pregarti come prima, ecco che di nuovo si presentano i dubbi. E lacrime e sofferenza reciproche. Anche egoismo. Perché se sai di farla piangere perché mai, richiamandola, rinnovi il suo malessere, oltre che il tuo? Se provi affetto, che per te non equivale ad amore, evita di farlo.

Attento, alla fine, corri il rischio di restare solo. O di amare l'unica che ti farà veramente penare e soffrire. Perché solo una donna che non ti dia certezze, ti farebbe perdere la testa. E sarebbe un’esperienza che potrebbe insegnarti il vero significato del verbo amare.

Ti abbraccio, Marzia

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