From:
DanieleSent: Thursday, September 23, 2010 11:26 AM
To: webmnt@confidenzialmente.com ; confid@confidenzialmente.com
Subject: gelosia
L’amore perfetto
Gentile Marzia,
ho letto con piacere il suo articolo, bello anche se datato, sulla gelosia e rispondo alla sua provocazione: sono un uomo che non prova gelosia. La mia ragazza ne è dispiaciuta, perché a lei sembra che se non sono geloso vuol dire che la amo poco. Eppure è così: io la amo senza possessività e desidero davvero la sua felicità, anche se un giorno mi lascerà e andrà con un altro. Quando questo accadrà trasformerò il mio amore romantico in amore fraterno, ma l'intensità e la sostanza del mio amore per lei rimarranno immutati. Sono davvero un caso anomalo? Devo preoccuparmi di questa mia diversità?
![]()
Caro Daniele,
ti confesso che sono andata a rileggere quel mio articolo davvero molto datato. Non ne ricordavo il contenuto. Ancora lo condivido, nonostante gli anni trascorsi. Così come apprezzo la tua capacità d’amare senza la sbagliata pretesa del possesso, causa di gelosia, che caratterizza quasi tutte le relazioni sentimentali.
In quel mio scritto di anni fa, se hai notato, spiego che, quando s’insinua il sospetto, giustificato o no, e tale sospetto procura malessere e tormentosa gelosia, vuol dire che l’amore è già malato, quindi imperfetto.
Hai ragione e condivido, almeno in parte, quando affermi che il vero amore prevede la felicità dell’altro ma io aggiungo: anche se questo dovesse costare sofferenza nella rinuncia. In tal caso sarebbe un amore perfetto.
Tu invece, fin da adesso, supponi che, se la tua ragazza s’innamorasse di un altro, ne saresti felice e quindi non ne soffriresti, perfino trasformeresti il tuo amore in affetto fraterno. Si può a comando? E, quindi, il merito, o la grandezza, del tuo amore consisterebbe nella certezza di non soffrirne? Gioire della felicità dell’altro, la non-gelosia, non comporta automaticamente l’esclusione della propria sofferenza nel caso di abbandono, o infedeltà, del partner.
Può sembrare un paradosso, ma si ama in modo perfetto se si sacrifica se stessi per il bene dell’altro, rallegrandosi per la felicità dell’essere amato, ma ugualmente soffrendone il vuoto della sua mancanza. Difficile la trasformazione in amicizia. Sentimento che può esistere soltanto quando il rapporto sentimentale (e sessuale) è realmente finito da entrambe le parti. Altrimenti, l’amicizia può essere un surrogato, o forzatura, più o meno consapevole della speranza nascosta di un recupero.
Mio caro David, mi nasce un minimo dubbio. Ho la sensazione che, fin da ora, ciò che provi sia già amicizia, anch’essa amore, ma di tipo diverso, dissimile dal concetto comune che si dà al rapporto uomo-donna. Perdona questa che è davvero una mia provocazione.
Ti ammiro per la tua non-gelosia che presuppone la fiducia nell’altro; per questa ragione la tua ragazza dovrebbe essere contenta e apprezzarti e vivere serenamente la sua storia d’amore con te. Evidentemente il suo sentimento è più terreno del tuo e quindi è gelosa. Come tutte le persone gelose pretende che lo sia anche tu, convinta che il suo modo di amare sia più genuino del tuo. E sbaglia. Al tuo amore perfetto contrappone un amore imperfetto. Ma… l’essere umano, di per se stesso, è imperfetto. Ma... niente è più insopportabile (e inesistente) della perfezione.
Per concludere: rassicurati, forse sei un caso anomalo, ma non devi certo preoccuparti se ti distingui dal genere comune. Hai tutta la mia stima e ammirazione (sempre che tu sia stato sincero) per come sei, senza i condizionamenti della consuetudine.
Ti abbraccio, Marzia