----- Original Message -----

From: Annamaria

To: confid@confidenzialmente.com

Sent: Wednesday, May 07, 2008 2:16 PM

Subject: Ciao Marzia ...

Le aspettative deluse

Ciao Marzia,

volevo raccontarti un po’ di me …

Un anno fa ho chiuso una storia molto importante, è durata 3 anni e mezzo … tanta sofferenza … mi ricordo tanta sofferenza e poco di altro …

 Riconosco che avrei dovuto chiuderla molto, molto tempo prima, perché lui era quello che era (una persona che credo abbia sempre fatto molto fatica ad "amare" qualcuno) e io mi illudevo (sbaglio perenne commesso nella mia vita) che dandogli tutto l’amore del mondo, forse si sarebbe accorto di me …

Col senno di poi (ora ci sentiamo tutti i giorni come amici, è lui che vuole mantenere il "contatto" pur sapendo dell’esistenza di un’altra persona ma credo lo faccia per bisogno … sicuramente nn per amore) mi rendo conto di tutti gli errori commessi … con me stessa, soprattutto …

 Ed è proprio da questa storia che è nata una "nuova" Annamaria …

 Ti ho parlato del passato perché secondo me è fondamentale per capire il presente … la Annamaria al "presente" …

 Come ti ho detto un anno fa ho chiuso definitivamente (scusa, mi ero dimenticata di dirti che una volta mi ha lasciato lui, una volta mi sono allontanata io … insomma, il cosiddetto "tira e molla") e in quel periodo (giusto nel mese di Maggio) si "dichiara" a chiare lettere un collega …

 A dire la verità da tempo avevo intuito un suo interesse, ma essendo una persona molto simpatica ed espansiva, credevo che i suoi atteggiamenti fossero semplicemente una manifestazione naturale della sua persona …

 Quando finalmente ci troviamo a quattr’occhi, mi dichiara il suo amore … mi dice di essersi accorto subito di me da quando è stato assunto in azienda (premetto che 6 anni fa era sposato, ora divorziato così come la sottoscritta) e che inizialmente ha provato una forte attrazione fisica che, con il passare del tempo, si è trasformata in un forte sentimento per trasformarsi pian piano in amore … (qualche mese fa mi ha detto: Ti amo).

 Iniziamo a vederci, frequentarci … ciò che aveva pensato, sognato di me, ha avuto conferma (parole sue) fino a quando verso la fine d’anno, la storia comincia a prendere sempre più "forma" …

L’intesa tra di noi è perfetta, sia mentale che fisica … davvero siamo due corpi e un’anima sola …

Lui essendo un dirigente è molto preso, coinvolto dal lavoro, e io onestamente ne soffro … gliene parlo, ma lui riesce cmq a far si che il tempo passato insieme riempia i momenti di black-out dettati da un lavoro che lo coinvolge parecchio …

A me piace stare con lui … da morire … ma mi passano per la testa mille e nn più mille pensieri … forse paure … paura che tutto questo nn sia vero … troppo per me perché nn mi sono sentita mai amata così … e la paura di soffrire … di lasciarmi andare a tanto e soffrire ancora più di quanto ho sofferto nei 3 anni e mezzo passati con il mio ex … mi sento come se ci fossero due Annamaria … una si lascia vivere dalle emozioni, dalle sensazioni, dal suono della sua voce, dalle ore passate al telefono, dal coinvolgimento fisico, mi lascio trasportare da quest’onda in piena, facendomi travolgere, abbracciare … ma … ma c’è in fondo un’altra Annamaria, latente, in un profondo e piccolissimo angolo … stranita da tanto coinvolgimento … stordita perché nn abituata da tanta dolcezza, tanta passione, da tanto bene … un bene tangibile …

Come ci si fa ad abituare a tanto amore … come nn rimanere stranita quando ti dice: "il sesso è l ‘ultima cosa" … perché tu, Annamaria, sei una bella persona, sei bella dentro e fuori … mi spiace nn averti incontrato prima nella vita …

Quante parole … mai sentito tante parole d’amore nella mia vita …

 Che magone … che emozione Marzia … che emozioni …

Succede poi che mi propone un fine settimana, io e lui, finalmente lontano dal caos, dagli impegni, da tutto … (abbiamo entrambi dei figli)

… MA … ma … alle 5 del pomeriggio del venerdì, mi dice che nn ce la fa (io era da un paio di giorni che chiedevo se confermava il week-end e lui glissava sempre), problemi di lavoro, all’ultimo minuto … da credergli, perché so come funzionano le cose in azienda, soprattutto in apertura di punti vendita) … mi chiede, se rimandando il fine settimana, quanto l’avrei odiato …

Sono certa che lui sapesse come andavano le cose già da qualche giorno e sono certa che ha provato fino all’ultimo per vedere se si sarebbero raddrizzate (parole sue) ma io ho un figlio e nn posso permettermi di vivere "sul filo del rasoio" …

Se sto via un fine settimana mi devo organizzare almeno una settimana prima … e lui questo lo sapeva … quindi voglio chiarire che ciò che mi ha particolarmente "urtato" è stato il fatto che, sapendo bene i miei impegni di madre-lavoratrice, nn sarebbe dovuto arrivare all’ultimo momento …

Da qui muso mio (nel contempo gli mando un sms dicendo che "così nn si fa", che l’"essere manager nn prescinde dall’avere rispetto per le vite e i tempi altrui" …

nn ha mai risposto ai miei msg …) e muso lui …

 A distanza di qualche giorno, apparentemente passati i fumi del mio malumore, uscita dall’ ufficio lo chiamo, lui felicemente sorpreso, mi dice che al momento nn può parlare, e che mi chiama più tardi …

 Sono in palestra, qnd arriva un suo msg con il quale si scusa e mi dice che nn riesce a chiamare perché è subentrato un casino …

Gli rispondo, pensando quanto meno che magari verso sera avrebbe richiamato ma … silenzio …

E qui la paura mi assale, ancora … come mille altre volte la paura che qualcosa nn vada più … la paura di aver creduto e … nn lo so … mille pensieri … il sentirmi messa da parte … ancora … e gli mando un msg … questo:" ………………"

 E da lì lui alza un muro spessissimo, a distanza di qualche giorno lo chiamo dall’ ufficio (mercoledì scorso) e gli dico: "possiamo parlare …?" lui rimane un po’ lì, passa in rassegna gli impegni e mi dice: "ti chiamo io …" … quella telefonata nn è mai arrivata …

 Ora mi evita, sta chiuso nel suo ufficio anche a pranzo, se capita che ci incontriamo per i corridoi abbassa la testa … e … lo so che ho sbagliato … lo so che certi msg possono ferire, profondamente ma mi aspettavo due parole … speravo capisse che quel messaggio rappresentava per me uno sfogo … pensavo capisse le mie paure e … se l’avevo ferito a tal punto da fargli decidere di chiudere questa storia quanto meno un "basta" … invece fugge … è fuggito … e ha chiuso nel peggiore dei modi … lasciando che sia … lasciando che passi … ad entrambi …

… ora sono ferma … immobile … il mio cervello, dopo un primo momento di smarrimento, si è fermato … nn sento minimamente la volontà di farmi viva ancora … la paura mi blocca … la paura di aver perso una persona importante …

… una volta avrei insistito … provato fino allo sfinimento ma …

… forse è meglio così …

… mi sento un gran peso sul cuore …

 

Cara Annamaria,

chissà perché ci aspettiamo che gli altri capiscano le nostre esigenze, di certo valide, mentre non siamo altrettanto attenti alle loro. 

Parli di questo tuo uomo in termini entusiasti, lo decanti, dichiari le grandi emozioni che ti ha fatto vivere, ti senti come mai prima d’ora, e poi? Al primo contrattempo lo metti sotto accusa, senza possibilità di replica. Ne fai una tragedia e gli mostri la peggior parte di te: apprensiva, insicura, rancorosa, sarcastica.

Certo è comprensibile che tu, in previsione di due giorni di vacanza, debba organizzarti perché il tuo bambino abbia il massimo delle attenzioni e non senta troppo la tua mancanza (perché anche un figlio può crearsi ansia e timore di abbandono) e quindi che  tu resti delusa se il programma viene annullato. Forse anche mortificata nel doverlo comunicare ad altri. Ma non mi sembra così disdicevole spiegare che il progetto è saltato o è stato rinviato sia al piccolo sia a chi avrebbe dovuto occuparsi di lui. Penso invece che il tuo bambini sia stato contento, sapendo che saresti rimasta con lui piuttosto che diversamente e abbia anche imparato che non sempre le aspettative si possono realizzare in modo immediato. Vale anche per gli adulti oltre che per i bambini.

La proposta del weekend insieme, se non ho capito male, non è partita da te ma da lui. Non ci sarebbe stato motivo di un tale invito se già avesse avuto intenzione di non mantenere. Evidentemente l’inconveniente è stato improvviso. Tu stessa, lavorando nella stessa azienda, sai che può succedere di trovarsi imbrigliati in una situazione di sovraccarico di lavoro. Lui, come te, lo ha saputo all’ultimo minuto e, probabilmente ne sarà stata irritato, ma mai avrebbe supposto la tua reazione che lo ha disturbato ancora di più.

Sarebbe stato molto più apprezzabile, ammettere di essere dispiaciuta, ma anche serena nel dover rimandare a momenti migliori e meno impegnativi. Invece lo hai affrontato come se ti avesse fatto un torto imperdonabile. 

Paradossalmente, si potrebbe anche ipotizzare che abbia voluto metterti alla prova, per verificare se, per disgrazia, tu somigli, nel comportamento accusatorio, alla moglie dalla quale ha divorziato. Chissà quanto, anche lei, negli anni, lo aveva assillato con dubbi e rimproveri e accuse di trascuratezza, o di dare la precedenza al lavoro piuttosto che a lei.

Essere dirigente, comporta più obblighi e doveri di un impiegato con mansioni non direttive. Il dirigente risponde di qualunque inconveniente porti danno all’azienda, ne è responsabile a tutti gli effetti e deve accorrere se avviene una tale circostanza. Oltretutto, il dirigente, sindacalmente è molto meno protetto di un operaio o impiegato di concetto. Lo si può rimuovere dal suo incarico senza tanti complimenti: arrivederci e grazie. Spesso la gente non sa che i privilegi di un dirigente di un’azienda non sono poi tali come si potrebbe supporre.

Non so come tu possa rimediare né se sei ancora in tempo.

Forse mandandogli una mail, scusandoti un comportamento puerile e istintivo, dovuto al fatto che, amandolo, ti è pesato privarti di lui solo per pochi giorni, avendo così tanto sperato e fantasticato quel weekend giorni con lui.  Parole giuste, senza essere umile, ma sicuramente serena, meno ansiosa ed apprensiva, meno accusatrice.

Dopo di che, se non dovesse rispondere o non tornare ad essere come prima dell’inconveniente, non insistere e, incontrandolo sul lavoro, nascondi la tua insicurezza senza lanciargli sguardi di rimprovero e d’infelicità, oltremodo deprimenti se non fastidiosi. Se non bastasse, vuol dire che il suo carattere è più fermo del tuo e non vuole ritrovarsi ad episodi di insofferenza come quest’ultimo che gli hai dimostrato. Credo, tuttavia, che, se ti ama davvero, sarà lui a riavvicinarsi e a voler chiarire. Se per caso fosse stato tutto un bluff, meglio che si sia manifestato ora piuttosto che in futuro.

Ti consiglio di lavorare su te stessa per vincere l’eccessiva ansietà dovuta alla tua insicurezza. Tieni anche presente che non tutti gli uomini sono uguali e non puoi far pagare all’uno i torti dell’altro.

Ti abbraccio, Marzia

Marzia risponde