----- Original Message -----

From: Manuela

To: confid@confidenzialmente,com

Cc: Marzia

Sent: Sunday, July 16, 2006 11:44 PM

Subject: ciao

 

Autolesionismo

Cara Marzia,

anche oggi è stata una delle tante monotone giornate in cui in casa mia regnano un silenzio glaciale ed una tensione che si taglia col coltello. Mio fratello, come fa sempre più spesso, pronuncia a malapena qualche parola e, quando dice qualcosa, risponde dicendo il minimo indispensabile, per monosillabi e in tono caustico e canzonatorio. Mia cognata non è di meno, ma lei è malata di nervi ed ha dei grossi limiti, anche se non riesco a compatirla e mi fa inc……. come le iene. I bimbi lasciamo perdere, almeno… [...]

Accidenti a quando sono nati….!

[…]

All’Associazione la situazione è sempre più da schifo. S. si sta dimostrando sempre più immaturo, inaffidabile ed incapace di assumersi i propri impegni e le proprie responsabilità. Martedì scorso il responsabile gli ha fatto una partaccia perché fa sempre i c. propri ed è arrivato a dirgli di non venire più. Lui sembra non farsene né qua né là. L. una volontaria, con cui sono uscita alcune volte, mi ha raccontato che la mamma di S. le ha detto più di una volta che, suo figlio, l'ha salvato la sedia a rotelle perché è un ragazzo a rischio. L. mi ha detto ieri sera che S. sputtana tutti i soldi della sua pensione tra cene con gli amici, sigarette (fuma infatti come un turco) e alcool. Come ti ho detto l'altra volta, oltre ad essere tetraplegico, a farsi tutti i bisogni addosso perché non li sente ed avere delle contrazioni violente alle gambe che lo sbalzano in avanti, ha dei grossi problemi e conflitti mentali e psicologici. Mi ci voleva anche questa! Sennò di problemi e di casini non ne avevo già più che a sufficienza per conto mio!

Le uniche due valvole di sfogo sono la scansione e la messa in internet dei libri (stanotte ho postato nelle due liste per non vedenti che si occupano di libri anche LA CAVERNA DEGLI ANTICHI di T. Lobsang Rampa) e, soprattutto, F********

L'ultima volta che l'ho sentito per telefono (giovedì scorso) mi ci ha tenuta tre ore. Per e-mail ci sentiamo tutti i giorni. Tutte le volte che ci sentiamo mi dice che non vede l'ora che venga agosto. Ormai mancano pochi giorni al suo arrivo.

[…]

Cosa mi sta succedendo? Ci sono dei momenti in cui, ricordando quella che ero prima e riflettendo su ciò che sono diventata adesso, inorridisco. Sono diventata cattiva (per non dire crudele, malvagia), acida, insofferente, sadica, sprezzante nei confronti di tutto e di tutti...! Che ne è stato della Manuela dolce e sensibile di un tempo, quella che piangeva e si disperava di fronte ai mali del mondo? Il negativo e la dissolutezza degli altri hanno completamente avvolto ed impregnato anche me, uccidendomi dentro, costringendomi a rinnegare me stessa e rendendomi peggiore di coloro che tanto disprezzo e vorrei evitare. Mi sento prigioniera in una spirale di negativo senza uscita e non riesco in nessun modo a riappropriarmi di me stessa. Solo Dio e la Madonna (e forse F,) possono compiere in me il miracolo della guarigione della mia anima e del mio cuore. Sono stanca. Non ho più voglia di niente né di nessuno. Tutto mi irrita e mi rende insofferente. Più niente ha valore per me. Cosa devo fare per ritrovare me stessa?

Con affetto.

 

 

Mia cara Manuela,

per la verità, negli ultimi giorni, ho pensato spesso ad un'eventuale risposta al tema che avevi inserito, nella tua ultima mail, e in altre in precedenza: pedofilia. E' che io amo e rispetto, in modo assoluto, i bambini, per la loro innocenza e vulnerabilità, più di ogni altro essere umano che pure rispetto e compatisco, salvo casi estremi, come quello in questione. Nessuna comprensione o attenuante, nessuna pietà per i pedofili, o per chiunque dia scandalo ai piccoli. Per chi si macchia di certe colpe, vorrei, malati o coscienti che siano i responsabili, il massimo della pena. Con tutto questo, controllo il mio istinto che li vagheggerebbe al rogo. Per tale motivo, ho tergiversato a risponderti e, come vedi, ho depennato quella parte della tua mail che trattava il tema.

Io credo, cara Manuela, che tu ecceda in pensieri malvagi che però non appartengono al tuo profondo. Sono soltanto una reazione o una sorta di vendetta per la situazione invivibile in cui ti trovi e soprattutto, non potendo rivalerti su altri, infierisci su te stessa. Presupponendo che, essendo tu malvagia (?!), meriti tutto il male che ti capita. E non è da adesso che convalidi la tua collera con fantasie estreme verso il prossimo e soprattutto i nipoti. Io ti conobbi così, ormai diversi anni fa. Non ricordo se era già nato il secondo nipotino. Facemmo insieme un lungo percorso per ritrovare la Manuela che ha dentro tenerezza e bisogno di amore e si commuove. Quella ragazza esiste ancora e, infatti, a volte piangi e ti disperi, altre ti esalti per le parole affettuose di F. e le sue promesse d'amore.

Temo però che, adesso, la paura di quell'incontro abbia preso il sopravvento e tu la nasconda proprio con queste esternazioni violente e cariche di odio, come a voler annullare la tua fragilità e l'ansia che l'incontro si riveli deludente. 

Oltretutto, non ti aiuta verificare, ancora una volta che, alcune Associazioni, cosiddette benefiche, nascondano in realtà carenze di ogni tipo, tali, a volte, addirittura negative e opposte al fine umanitario.

Da quello che racconti, il ragazzo volontario che ti affianca o dovrebbe, è stato sicuramente bistrattato dalla sorte e il suo comportamento, così autodistruttivo, merita grande compassione, così come la sua assenza di rispetto delle regole, perché in fondo, che altro di peggio gli potrebbe capitare?

Quando tu dici che lui se l'è voluta, potresti anche aver ragione, ma si può pure considerare che è stato ampiamente punito. Lui sa bene quello che ha perso, essendo stato, in passato, fisicamente sano e normale. Immagino che sia pieno di rabbia verso se stesso per essere stato causa del proprio male. Inoltre, una madre che pronuncia una sentenza così impietosa, come quella che la sedia a rotelle ha salvato il figlio, non è una madre che sa amare e non restituisce a un figlio  la voglia di vivere che non ha più.

Intendo solo dire che, se sai capire e compatire te stessa, per le tue collere e il tuo odio verso il prossimo che non sa darti amore, sei certo in grado di capire quel povero disgraziato che vorrebbe dimenticare di essere al mondo. E' possibile che S. ti ritenga più fortunata di quanto non lo sia stato lui? Che consideri il tuo handicap molto più leggero e sopportabile?

Spero sia chiaro che non è da me proporti il luogo comune di guardare a chi sta peggio o viceversa a chi sta meglio, perché in senso inverso, scatenerei la tua disapprovazione.

Io credo che tu debba considerare soprattutto te stessa e capire che il continuo logorarti su ciò che è stato o non è stato, non fa che consumarti e toglierti voglia di fare e di essere e speranza che qualcosa arrivi a cambiare in meglio la tua situazione.

Con tutto questo, ti do ragione quando affermi che, nelle tue condizioni di non vedente, costretta in una situazione familiare insopportabile, altro avresti sperato: in un impegno lavorativo umanitario effettivo, piuttosto che essere affiancata da un essere disastrato e inaffidabile come S. che non può darti sostegno e collaborazione.

Io, tuttavia, so che la Manuela dolce e sensibile esiste, solo che per una sorta di processo autolesionista, tu vuoi annientarla, perché quella Manuela è troppo vulnerabile e, una certa umanità, che si dimostra sempre più infame e meno umana, quando colpisce, fa davvero molto male.

Mi sorprende, nella tua mail, la conclusione che, del resto, conferma quanto penso di te: il tuo riferimento a Dio e alla Madonna, mentre, in passato, ti sei sempre dichiarata atea. Tu speri che ti aiutino a salvare la tua anima... ma vedi, se tu già ti rivolgi a Loro, ammetti di avere un'anima e questo già la salva. Io penso che in certi momenti di confusione e disorientamento della nostra mente, l'anima se ne stia in disparte ad osservare e ad aspettare che la follia ci abbandoni. Sembrerà paradossale,  il mio pensiero che, mai, niente, possa sporcare l'anima o contaminarla: la crudeltà è nella mente (non è dell'anima) e il corpo se ne fa strumento. Questo, naturalmente, vale per chi crede esista un'anima immortale e, chi ci crede, è già un privilegiato, toccato dalla grazia. Ma forse il mio pensiero contrasta con certi dogmi della Chiesa e non vorrei sembrare irriguardosa.

Per concludere, ti ringrazio, Manuela, per l'affetto e la fiducia che riponi in me e nella nostra amicizia e mi perdonerai, se nella mia sincerità, a volte rischio di sembrarti poco comprensiva. Tieni sempre presente che ti sono amica e ti voglio bene e vorrei davvero saperti serena o, quantomeno, più distaccata dalle brutture che incontri quotidianamente.

Ti abbraccio, Marzia

Marzia risponde