----- Original Message -----
From: Mariangela
To: <confid@confidenzialmente.com>
Sent: Tuesday, January 20, 2009 3:49 PM
Subject: Cosa fare?
Ciò che resta di un amore
Ciao Marzia,
ormai sei diventata parte della mia travagliata storia d’amore... è come se, periodicamente, sentissi il bisogno di parlare con qualcuno in grado di capirmi così in fondo come sai fare tu.
Questa è l’ennesima volta che ti scrivo (Da Mariangela...Telefonate alla figlia e Da Mariangela... Nessuna Sorpresa ).
Sono arrivata però al "giro di boa" di questa storia. Nel periodo trascorso ho cambiato casa e sarà facile immaginare che questa nuova casa è per me e per il mio adorato figlio. Ho seguito i tuoi consigli esprimendo le mie speranze, le mie aspettative e chiedendo conferme... senza mai essere aggressiva o pretenziosa ma senza neanche essere poco chiara (era troppo importante per me capire).
Nel chiedere ho anche espresso il mio parere riguardo questa storia così..."alla giornata".
Ebbene, le sue risposte sono state ovviamente quelle che non volevo... e cioè di avere pazienza almeno fino a quando sua figlia sia sedicenne (ora ha 9 anni) per poter ipotizzare un trasferimento a
Xxxx.
Mi sono sentita anche rinfacciare il fatto di non aver preso in considerazione la sua delusione per non aver preso io seriamente l’ipotesi di andare a vivere a casa sua anche perché il discorso poteva essere reciproco.
Beh, per non dilungarmi troppo, mi sono rimboccata le maniche e ho cercato di risolvere il MIO problema... io ho la responsabilità di un figlio e sono inesorabilmente... sola....(questo è quello che ho
dedotto dopo tutti i discorsi fatti ma soprattutto quello che ho sentito). Ho trovato un appartamento piccolino, in affitto vicino casa di mia madre che da sempre si prende cura di mio figlio mentre io sono
in ufficio, dovendo ovviamente affrontare spese maggiori che certo non mi rasserenano o facilitano la vita.
Devo ammettere che lui mi ha dato un grande supporto per tutto ciò che ha comportato sia il trasloco sia il sistemare la nuova casetta. Però... però io questa cosa evidentemente non l’ho digerita e, come accennato nella mia precedente mail, ho iniziato a non essere più così tollerante e comprensiva e soprattutto si è affievolita la passione per lui da diventare, a volte, quasi un dovere. Soffrendo per questa cosa e trovandomi spesso a chiedermi "perché non più la voglia di prima di fare l’amore con lui?" Ho provato a rispondermi
dando la colpa alle fatiche di un trasloco affrontato con pochi soldi, allo stress del dover sistemare una casa e lavorare contemporaneamente... contare i soldi... aver paura di non farcela a pagare l’affitto con il mio stipendio....
Poi ho messo a fuoco cosa c’è che mi fa "distaccare"; le speranze disattese, le sue attenzioni che non sono più le stesse, che non mi sento più desiderata come prima; nessun complimento, nessun segno di
interesse se faccio qualcosa di diverso... Io purtroppo vivo il sesso come coronamento di tutta una serie di cose e non voglio essere avvicinata solo di sera quando siamo nel letto.
Ovviamente lui si è accorto che non è più come prima; e ovviamente me ne ha parlato adducendo solo a me le responsabilità di queste "mancanze" e del fatto di essere spesso stanca (ma lo sono davvero
Marzia! la sera faccio fatica a rimanere sveglia).
Gli ho detto la verità, gli ho spiegato che non può essere solo "colpa" di una persona se in una coppia qualcosa non va. Di recente ho avuto spesso la sensazione che venisse da me controvoglia, come un dovere e mi sono sentita spesso rimbrottare sul fatto che si sente costantemente messo in discussione, additato e di questo è stanco (di recente mi ha spesso detto che è stanco di me).
Sempre e comunque tutta colpa mia.
In realtà io non metto in discussione nessuno ma ormai se c’è qualcosa che non mi sta bene e che prima tolleravo ora la dico e, ti giuro su quello che ho di più caro, senza MAI gridare, senza isterismi o imporre le mie decisioni. E mai su capricci ma cose importanti. A volte mi immagino un’altra al posto mio come avrebbe reagito e con quale foga!
Il fatto è che lui non vuole essere mai contraddetto ed è, invece, il primo lui a ridire degli altri.
L’ultimo weekend trascorso insieme non è stato coronato dalla passione ( e stavolta non per causa mia); lunedì avrebbe dovuto rimanere da me e, invece, quando sono tornata dal lavoro, non l’ho trovato.
L’ho chiamato, abbiamo parlato, gli ho detto che non dovrebbero esserci malintesi, che non si
può valutare la storia solo sul sesso, seppur molto importante, ma di vedere anche tutto ciò che abbiamo costruito insieme in 6 anni (a questo punto mi chiedo: cosa?), e che abbiamo il dovere reciproco di
riportarci sui binari se uno dei due deraglia...
[…]
Marzia io non mi sento di avere tutti i torti, e qui chiedo a te la "valutazione": è colpa mia? In cosa ho sbagliato?
Non ho voglia di fare nulla. Io credo invece che lui si sia disamorato, che non sia più attratto da me e che nutra solo un profondo affetto.
Ieri, tra le lacrime, mi sono ritrovata a dire, "Dio fai quello che è meglio per me" ma è sacrosanto starci male ed essere disorientati. Mi ha detto tante volte "ti amo" ma ora mi chiedo....chissà cosa
intende per amore...
![]()
Cara Mariangela,
pochi giorni fa ho risposto ad una mail che ha analogie con la tua. Ma si sa, ogni storia ha le sue diversità. Intanto, ti ringrazio per la fiducia e la stima che mi dimostri e vengo subito al punto.
Da quanto racconti e descrivi, sembrate una coppia di coniugi datati in un rapporto ormai appiattito e stanco che va avanti per forza d’inerzia e soprattutto per il bene dei figli. Voi, però, non siete sposati e i figli sono entrambi precedenti alla vostra relazione, fra voi c’è una scomoda distanza, soprattutto per te che hai un lavoro nella città in cui vivi, senza possibilità di trasferimento, inoltre c'è tua madre che ti è di grande sostegno nell’accudire tuo figlio.
Lui, nonostante possa ottenere il trasferimento di lavoro nella nuova sede, mette avanti le proprie difficoltà nell’ipotesi d’allontanarsi dalla sua bambina, alla quale è molto legato. Niente, come nel passato, gl’impedirebbe d’incontrarla e telefonarle quando e quanto vuole e i trenta km fra loro sono facilmente percorribili. Se non ricordo male, correggimi se sbaglio, la bambina vive con la madre, cioè la sua ex moglie, che non è certo un'estranea, con tutte le attenzioni che sa avere una madre per la propria figlia. Può essere però che i genitori si suddividano compiti giornalieri, avendo orari lavorativi diversi, come accompagnare e riprendere la figlia a scuola (o palestra, o altro di simile) e questo non si può organizzare a distanza. Motivi validi, quindi, quanto i tuoi.
A parte le ragioni citate sopra, trovo sorprendente la scadenza dei sedici anni della figlia. Cosa cambierà a quell’età? Pensa che la figlia, all'epoca, vorrà seguirlo nell’eventuale trasferimento? O avrà meno bisogno della sua presenza? Mi sembra invece un voler prendere tempo, in attesa che il vostro rapporto si chiuda per sfinimento dal momento che i segnali già ci sono.
È una semplice ipotesi negativa, resta però che la bambina, per lui, ha priorità assoluta, così come l’ha tuo figlio per te e non posso che condividere e rispettare le ragioni di entrambi. A tuo favore c’è che i vostri figli (se non ricordo male) già si conoscono, si frequentano e stanno bene insieme. Né la ex moglie ha posto difficoltà al proposito.
Leggendoti, però, con attenzione, prevale l’altra realtà. Il vostro distacco è reciproco, si è spenta la passione in entrambi, tu addirittura acconsenti per dovere e senza desiderio alle sue attenzioni, lui fa lo stesso. Tu gli rimproveri di essere demotivato e distaccato, lui ti accusa di essere sempre svogliata e spenta, arriva a dirti che si è stancato di te. Più esplicito di così!
La fortuna vuole che non siate sposati e non vi aspettino problematiche legali o, peggio, dispute per l’affidamento di un figlio.
Lo so, c’è molta amarezza e sofferenza, quando una storia finisce. Ma considero ancora più doloroso e umiliante portarla avanti senza più attrazione e interesse reciproco. Perché, vedi, quando si ama davvero, le difficoltà si sanno affrontare con semplicità e naturalezza , senza provare sacrificio. Nel caso vostro pesano, eccome, per entrambi. E non solo da oggi. Se in passato ti ho incoraggiata a pazientare, ora direi che il tempo della pazienza è finito.
Si tratta adesso di stabilire quanto, del vostro amore originale, sia rimasto. Definisci il suo "un affetto profondo", ne sei certa? E quanto è ancora profondo il tuo sentimento per lui?
Ti stimo intelligente tanto da saper risponderti e prendere la decisione giusta.
Ti abbraccio, Marzia