From: Silvana

Sent: Wednesday, March 17, 2010 12:10 AM

To: confid@confidenzialmente.com

Subject: da Claudia

Conflittualità

Cara Marzia,

sono ancora qui a scriverti perché sei stata per me di conforto. Ma non basta per seguire i tuoi consigli, che ad un’altra darei anch'io. Ti ho raccontato di un marito che viene a casa solo il fine settimana e anche a te è sembrato, come minimo, sospetto. Nella mia ultima mail non ho spiegato la situazione della signora, che conosco benissimo. Ha tre anni meno di me, un divorzio alle spalle con una figlia ormai adulta fuori di casa, un nuovo matrimonio seguito da un'altra separazione. Ora  vive con un figlio appena adolescente avuto dal secondo marito. Quindi il weekend è libera e a quanto sembra sola e disperata. Mio marito potrebbe benissimo raggiungerla come faceva appena se ne è andato da casa e lei ne sarebbe felice. Lei potrebbe raggiungerlo nella nostra città. Ma lui non vuole, ha deciso, chissà poi perché, di passare il suo tempo libero con me. Durante il weekend, diversamente da prima non si sentono mai. Se fosse stata una scelta ragionata, con l'intenzione di ricostruire un buon rapporto sarei contenta, capace di perdonare e metterci una pietra sopra. Ma alle mie domande, al perché di questo suo modo di vivere, risponde a monosillabi che non vuol vedermi soffrire, che mi vuole bene, ma di progetti o di decisioni di rompere definitivamente con l'altra non parla. Io mi sento una stupida perché incapace di chiudergli la porta in faccia una volta per tutte, di prendere una decisione anche per  lui, di volermi bene e non passare i miei giorni ad aspettare. Ormai penso sia una malattia, non riesco a farne a meno. Due giorni a settimana è fuori per lavoro, per me sono giorni terribili perché so che la loro storia è nata così e, anche se non sempre sono nella stessa città, cerco di distrarmi in tutti i modi, ma non ci riesco. Immagino cosa penserai, ma sto male e non vedo spiragli. Sto andando da una psicologa ma non vedo miglioramenti. Dormo poco, sono distratta anche nel lavoro, di grande responsabilità, in cui me la sono sempre cavata benissimo e che ora seguo a fatica, vedo poche persone perché mi sento in imbarazzo, non concludo niente di buono perché ho un solo pensiero nella testa.  Passo le serate distesa sul divano a fumare e piangere. Ma come ci si può ridurre così? Perché non riesco ad uscirne? Aspetto che magicamente tutto si risolva e che sia stato solo un brutto periodo. Ho provato tutto. Sembra che l'unica cosa da fare sia aspettare che la signora si dilegui.....tanto, a quanto pare né io né lui siamo in grado di dare un taglio.

Scusa, ma mi sento anche incapace di scrivere.

Grazie per avermi letto

Mia cara Silvana,

il tuo racconto è molto accorato e m’ispira comprensione e tenerezza. Da qui nasce una risposta che non consiglierà decisioni drastiche. Del resto, il punto è proprio questo: hai già fatto una scelta (o pseudo scelta) consapevole di non volere (perché non sai) rinunciare a lui, tanto da aver accettato prima, e anche dopo, di condividerlo con un’altra. Non approvo ma posso capirti.

Il periodo peggiore è quando ci sono incertezze e si è combattuti, vivendo una battaglia interiore con se stessi, tu viceversa hai già preso una decisione che è quella dell’attesa, ma anche di una parziale stabilità, delle quali non sai fare a meno. D'altra parte, ti tormenta un conflitto interiore perché la ragione t’imporrebbe una presa di posizione diversa e drastica. Ma quale legge ti obbliga?

Nel confronto fra te e "quella signora", vince (ed è più forte) chi si lagna meno, chi nello spazio di tempo in cui lui… si degna di dedicarsi all’una o all’altra, gli propone un'atmosfera sorridente e serena, mettendo a frutto i momenti che le vengono riservati. Non che l'ambiguità di tuo marito sia giustificabile. Anzi, per niente.

In parole povere, è la strada del compromesso, ma è anche quella che tu hai preferito, stabilito il fatto che non sai e non vuoi rinunciare a lui. Allora combatti. Quindi niente  rimproveri o lacrime.

Tuo marito, probabilmente, con te spera e cerca di ritrovare un benessere perduto,  anche se non lo ammette. Segno che l’altra "lo agita"e probabilmente avanza delle pretese poco legittime, scontenta di una relazione part time. Tuttavia… ma non la conosco e posso soltanto avanzare ipotesi che possono essere sbagliate, è anche una donna che non ha dato dimostrazione di molta stabilità sentimentale. Due matrimoni falliti e due separazioni non sono una buona credenziale. Può darsi che tuo marito, anche a lei, dica che le resta vicino per non farla soffrire.  E' un uomo infedele ma stranamente pietoso che cerca, a modo suo, per sbagliato che sia, di non fare del male. Ma… lo fa. Dovrebbe semmai lui prendere una decisone definitiva, piuttosto che illudere, scaricando su di te, o sull'altra, la responsabilità.

La sua incertezza, che poi è ambiguità, è un difetto e fa male. A chi la vive sulla propria pelle e a chi si rivolge. Inoltre fa nascere il sospetto d’opportunismo: gli conviene mantenere un buon rapporto con te, sapendo che, in caso di abbandono dell'altra, tu ci sei. E sei la moglie legittima. Anche se... un'infedeltà rompe una promessa fondamentale e delegittima un contratto.

Vedi quindi, almeno tu, di saper spender bene e rivolgere a tuo favore la sua debolezza. Intanto accettati per come sei, per come agisci. Non badare ai commenti contrari. Esci dal conflitto in cui ti sei arenata. Vivi e sii serena. È meno difficile di quanto sembri. Te ne avvantaggerai tu stessa, il lavoro e coloro che ti stanno intorno. Ricorda che il tuo malessere si trasmette anche agli altri e alla fine rischi di farti il vuoto intorno. Pensaci.

Ti abbraccio, Marzia

Marzia risponde