----- Original Message -----

From: Donatella

To: "confid" <confid@confidenzialmente.com>

Sent: Saturday, November 29, 2008 1:41 PM

Subject: fine di un amore

Contabilità

Ciao Marzia,
navigando in cerca di risposte a tutto quello che, da un mese ad oggi, è successo, mi sono imbattuta sul tuo sito, in cerca di aiuto.
Ti racconto brevemente la mia storia. Ho conosciuto questo ragazzo due anni e mezzo fa, io adesso ho 28 anni e lui 32. Uscivo da una storia un po’ travagliata e lui mi corteggiava. Siamo stati insieme un mesetto, ci siamo visti, abbiamo fatto l'amore per la prima volta, ma poi io gli dissi che il ricordo del mio ex era ancora troppo vivo per poter cominciare una relazione e così gli dissi di non vederci più. Ma alla fine furono solo parole perché di lì in poi almeno per un anno non appena ci incontravamo (avevamo lo stesso giro di amicizie) ci baciavamo, non siamo mai riusciti a stare lontano l'uno dall'altra. In particolare, in questo primo anno di cui ti sto parlando, si sono alternati momenti in cui io cercavo lui e lui mi rifiutava e viceversa, ma soprattutto lui mi cercava sempre quando sapeva che io stavo frequentando qualcun'altro... 

[…]

Ebbene, nel luglio dell'anno scorso, finalmente cominciamo a stare insieme "seriamente", nel senso che si instaura un rapporto "normale", lui mi ama alla follia e me lo dimostra con regali, attenzioni, con progetti riguardo figli, matrimonio. Ha sempre lamentato una mia scarsa attenzione nei suoi confronti, diceva che io ero troppo "uomo" e che voleva che io fossi più dolce con lui. Ha sempre lamentato questo mio "amarlo poco" o cmq questo mio dimostrarglielo meno di quanto facesse lui, in realtà si trattava solo di due modi diversi. Conosce i miei, le mie sorelle, tutta la mia famiglia ed i miei sentimenti crescono e quella mia iniziale diffidenza e quel dimostrare poco lasciano spazio a tanti momenti belli. Cerco di capire di cosa lui ha bisogno e mi lascio andare completamente, troviamo insomma un equilibrio (cosa riconosciuta anche da lui). Finiscono quindi le discussioni riguardano al mio essere troppo indipendente e cominciano quelle relative al sesso: lo facciamo troppo poco. Lui ritiene, riteneva, che stare insieme significa farlo ogni giorno, che fare la pace significa fare l'amore e non parlare... in breve lui attribuisce al sesso un'importanza maggiore rispetto alla mia. Solo ed esclusivamente un problema di quantità e non di qualità. Subito dopo queste discussioni effettivamente io cercavo di venirgli incontro di più mettendo da parte i miei mal di testa e quant'altro, ma poi si faceva a modo mio nel senso che se io non avevo voglia non si faceva. Diciamo che io l'ho ascoltato poco riguardo questa cosa perché forte dei sentimenti che lui diceva di provare per me, non credevo che potesse essere un motivo per lasciarmi! 

[…]

Diciamo che a periodi succedeva spesso in una settimana ed altri meno (come è normale che sia secondo me). Andiamo in vacanza, stiamo benissimo sotto tutti i punti di vista, ci divertiamo, lui in genere è una persona molto affettuosa, molto dolce e molto geloso; l'amore che mi ha sempre dimostrato vive il suo momento migliore. Circa un mese dopo dal rientro lui decide di entrare nella mia posta (lui dice casualmente ma io non gli credo), scopre una mail che io avevo mandato al mio ex ragazzo scrivendogli "mi manchi"...è la fine. Inizialmente ne discutiamo e lui dice di avermi perdonata, ma poi appena due settimane dopo mi lascia, mi dice che non ce la fa, che una parte di lui mi vuole bene ed una parte di lui mi odia, che mi picchierebbe per la rabbia e mi dice che è confuso. Io gli spiego che il "mi manchi" scritto a quest'altra persona è stato solo un gesto di superficialità e che non aveva connotazioni sessuali perché è una persona che non amo più, di cui non sono attratta fisicamente.

 […]

Insomma io passo un mese in lacrime, cerco di riconquistarlo, sento di amarlo, gli mando una lettera, delle rose, mi faccio venire a prendere perché rimango a piedi con la macchina e, quando parliamo, lui mi ripete sempre le stesse cose: ho rabbia, una parte di me ti odia, una parte di me ti vuol bene. L'ultimo incontro avviene tre giorni fa a distanza di un mese dall'inizio della fine. Lui continua a dire sempre le stesse cose, con l'aggiunta questa volta che non ce la fa a vedermi stare male, che lui sta male perché non vuole vedermi così, mi dice che gli manco e alla domanda perché non vuoi stare con me mi risponde: perché sono venute a mancare due cose fondamentali, la fiducia ed il sesso e le due cose sono correlate, nel senso che lui è stato cosi tanto buono da "accontentarmi del sesso che tu mi davi" e io l' ho ripagato in questo modo. Premesso che io posso anche capire tutto questo discorso, ma i sentimenti dove stanno? si puo lasciare una persona che si dice di amare per questi motivi? 

[…]

… alla domanda se mi ami mi dice che è talmente tanto arrabbiato che non lo sa... ma intanto mi ha detto di non volermi più vedere ne sentire, alla domanda "per sempre" mi risponde "non lo so".. .Ha sempre detto di amarmi alla follia e si è sempre comportato di conseguenza, possono finire questi sentimenti? Io ho tradito la sua fiducia è vero, ma l'amore non fa superare tutti gli ostacoli? mi devo convincere che non mi ama più? e se non mi ama più come è possibile?...


ps: questo è l'ultimo messaggio che mi ha mandato: "Addio amore mio voglio per te quello che il nostro noi non riuscirà mai a darti"...
Il dolore passa, ma adesso mi sembra tutto cosi impossibile...

Cara Donatella,

ho la sensazione che si riduca un rapporto di coppia ad una contabilità del sesso: tutti i giorni o a giorni alterni o due volte alla settimana ? Mi torna in mente la massima citata da un vecchio medico condotto romagnolo che curava mia nonna (altri tempi). Lui la declamava nel suo dialetto, verbalmente potrei ricordala ma non saprei trascriverla nell’idioma giusto. In italiano suona così: "Una volta al mese… come il prete del mio paese, una volta alla settimana è cosa sana, tutti giorni… fai un po’ tu". La parte finale ha la rima solo in dialetto: tott’ e de… fa pu’ te…! Non so se ho scritto in modo esatto. E’ evidente che quel medico riteneva rischiosa la pratica giornaliera. Ora ci sono pareri medici discordi, c’è chi la ritiene addirittura salutare. Io penso sia un questione soggettiva e individuale e non una terapia da prescrivere.

A parte gli scherzi, un rapporto sessuale così frequente, inevitabilmente, diventa una routine quotidiana e meccanica, alla fine ripetitiva e monotona, perfino declassata ad un'esigenza fisiologica, come nutrirsi o dissetarsi o espletare altre funzioni.

Purtroppo, se circoscriviamo il rapporto sessuale ad un esercizio quotidiano, la poesia, la passione, la complicità, l’amore nel senso completo del termine, perdono senso e spazio. Ma potrebbe trasformarsi in una forma di dipendenza fisica.

Non è quindi comprensibile la dichiarazione d’amore del tuo uomo nel momento stesso in cui ti lascia, visto che "s’è dovuto accontentare del sesso che ti gli davi…"  (tanto si è permesso di dirti). Una persona così "generosa e comprensiva" (permettimi l’ironia)) entra nella tua corrispondenza personale e scopre che hai uno scambio di mail col tuo ex precedente e, oltretutto, ti concedi di scrivergli che "ti manca".

Ebbene, tu la chiami leggerezza, io la considero una tua difficoltà e ricerca di sentimento e nostalgia di un modo di essere diverso.

Nei confronti del tuo ragazzo più recente, hai sbagliato e gli hai dato motivo di sentirsi tradito; purtroppo per te, gli hai anche concesso la motivazione legittima a lasciarti. Lui vorrebbe accanto una donna perennemente disponibile a soddisfare i suoi istinti, non se la sente più di "accontentarsi" di una ragazza che non gli corrisponde e in più si permette di rimpiangere l’ex e scrivergli in segreto. Non credo che, ritornando insieme, il rapporto possa reimpostarsi in modo equilibrato: lui resta sempre un abitudinario del sesso quotidiano, tu quella che lo asseconda contro voglia.

Penso che non siate fatti l’uno per l’altra. Però, non sentirti sbagliata, come del resto nemmeno lui lo è, siete semplicemente diversi. L’amore, quello con la A maiuscola, nemmeno si pone certi problemi, tantomeno si concede discussioni e rimproveri sul tema: l’amore, non c’è dubbio, comprende anche l’intesa sessuale, così come la confidenza, la complicità, la comprensione, la sincerità, la fiducia, la tenerezza. Se manca una sola di queste componenti, è difettoso.

Altra questione. Entrare "per caso" nella casella di posta di un altro, che sia o no una fidanzata, è mancanza di fiducia e un’azione scorretta, tanto quanto quella di scrivere, ad un ex fidanzato, "mi manchi", in una mail nascosta. La giustificazione che non sei attratta fisicamente dal precedente ex, quasi che tu mettessi la fisicità al primo posto di un rapporto di coppia, fa sorridere. Non è in quel senso che eventualmente avresti tradito.

Come spesso accade, quando una relazione s’interrompe, la responsabilità è divisa equamente fra i due soggetti, soltanto che ciascuno di loro ritiene di essere dalla parte della ragione.

Per fortuna, tu stessa ammetti che, prima o poi, il dolore passerà, ma, credimi, sarebbe molto più doloroso portare avanti una storia fra due persone di indole così diversa.

Un abbraccio, Marzia

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