From: Ronaldo

Sent: Saturday, May 29, 2010 11:31 AM

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Subject: Non saprei che titolo dare vista la situazione :(

Convivenza, fragilità e lacrime

Ciao Marzia,

sono un ragazzo di 24 anni che sta da 5 mesi con un ragazzo di 20 anni.

Bene la nostra storia che però nel nostro piccolo passato ha avuto dei problemi. Siamo andati a convivere dopo un mese perché io, trovandomi a ***** per studio e lui a *****, non si riusciva a stare distanti.

C'è da premettere che gli inizi della nostra storia sono stati molto traballanti nel senso che mi comportavo da stupido e facevo in modo di farmi sentire il + distaccato possibile, a volte ferendolo (e dopo piangevo per ciò che facevo perché lo sentivo già mio).

Bene, il 4 febbraio, per problemi suoi passati e un mese e mezzo di relazione che comunque era iniziata in quella maniera, per una mia parola di rabbia tenta di porre fine a se stesso.

Vengo a sapere da lui questa cosa e reagisco in mal modo piangendo e spintonandolo perché me lo sono visto perdere tra le mani!

Decido di seguirlo e di aiutarlo e cerco di farlo insieme alla sua migliore amica.

Certo sbaglio un po’ perché la sua migliore amica si affeziona a me e, per non dare molti problemi a lui, visto il suo stato, decide a volte di sfogarsi con me (errore madornale che lui appena lo capisce me lo rinfaccia, ma alla fine comprende che tutto è stato fatto per il suo bene).

Succede solo che il 18 febbraio io devo partire per ***** per motivi di studio, non avrei voluto lasciarlo, però sono stato meno di due settimane. Avendo anche io i miei problemi in famiglia, non potevo dire nulla e ho dovuto fare finta di vivere a ***** mentre invece stavo a ***** da lui.

Certo la convivenza non è un bene dopo così poco tempo e non lo è soprattutto per noi giovanissimi, ma soprattutto per lui.

Mi accenna che gli pesa ma mi fa anche capire che sta bene… però avvengono delle liti per cazzate che cmq si risolvono dopo poco!

Continuando, decido di regalargli un viaggio in un posto dove i sogni non hanno mai fine: DISNEYLAND PARIS.

Io, lui, la sua migliore amica e il mio migliore amico partiamo e ci divertiamo un sacco! Anche qui si litiga un giorno ma per il fatto che lui soffre di attacchi di panico, e molte volte sono ingestibili, talmente ingestibili che arriviamo al momento cruciale dove, ritornati dal viaggio, io decido di fare una piccola sosta a casa dei miei a *****, Stiamo la notte del 3 maggio insieme e lì succede il finimondo.

Per una stupidaggine e una mia piccola crisi di pianto, lui preso da ira si rivolge a me dicendomi "TI ODIO TI ODIO" e cerca di ferirsi pesantemente con una penna.

Le sue pupille erano nere, vedevo la rabbia … Ho cercato di tenerlo visto che tentava di aprire la finestra per buttarsi e mi son procurato dei lividi. 

Vedo le ferite che è fatto e incomincio a piangere e capisce il dolore provocatosi e provocatomi e scoppia in lacrime.

Mi dice che non riesce + in questa convivenza (COSA OVVIA) e che preferisce un distacco… ha avuto troppo ME!

Torna a ***** e io rimango a ***** dai miei. La sera, dopo il fattaccio, mi dice che preferiva finirla, perché con me non è felice al massimo ma anche ha paura di perdermi e sa che sono speciale per lui e sa che come me non ne troverebbe!

I suoi amici cercano di fagli capire che sbaglia e che tutto è determinata dalla convivenza e la soluzione è evitarla!!

E così è, la convivenza è finita, io per l'ultimo mese, vado a stare dalla sua migliore amica che abita a pochi passi da lui.

Mi spiega che contro di me non ha nulla e sta bene, solo che lo ha oppresso questo stile di vita e ha rovinato la storia.. e quindi ora si cerca di recuperare…

Questo il 10 maggio!

Dal 10 fino ad oggi 29 maggio tutto sembra ok, fino a quando ieri 28 maggio esce il discorso dell'amore tra noi. Avevo notato che per dei giorni non aveva voluto avere rapporti e lui mi spiega che è calato l'amore (ma io dico l'amore può calare??) che lui prova emozioni quando sta con me a letto e gli va benissimo l'attività sessuale, che io non sbaglio ormai +, che io sono troppo buono ... che io sono perfetto ma cmq questo amore da parte sua è calato!

Non si sente geloso più come prima verso di me :(

Mi dice io ti amo (un amore che va scemando) ma per te ho un rispetto enorme, tu sei indefinibile, non esistono aggettivi, ti stimo + di altri e non voglio lasciarti e mi faccio schifo a pensare che l'amore per una persona come te stia scemando! "Che devo fare?"

Vogliamo entrambi stare insieme, cercare una soluzione.. Marzia mi puoi dare un consiglio? Per favore :( Grazie

Caro Ronaldo,

la tua storia non è così diversa da altre, se non per il fatto che i protagonisti sono due ragazzi dello stesso sesso. Questo dimostra che la passione, il desiderio, il sentimento non fanno distinzione di sesso, purché, naturalmente, siano genuini e non causino disagio e sofferenza. Personalmente non faccio discriminazioni e ho rispetto per tutti, sempre che le scelte personali non violino la libertà altrui. È sottinteso che qualsiasi violenza mi ripugna e quindi la condanno. Ma veniamo al tuo caso.

Il tuo compagno, o ex che sia, evidentemente ha vissuto con difficoltà la scelta di una convivenza, per una decisione troppo affrettata e forse forzata.

Ti domandi se l’amore può calare. Un amore può finire esattamente come all’improvviso è cominciato. Nel vostro caso non è mai stato quell’amore che unisce due persone e le fa vivere (o convivere) in sintonia, con gusti e interessi comuni, senza quei continui litigi o scaramucce che lo rendono insopportabile e che dimostrano che amore non è. Scorrendo la tua mail, si nota una facilità al pianto, se comprensibile in circostanze gravi, altre volte, per futili motivi, lo è di meno. Fra voi è piuttosto frequente sia per l'uno che per l'altro. Mi sembra un segno non soltanto di sensibilità, ma anche di grande fragilità e insicurezza . Trovo esagerato anche il "voler farla finita" del tuo amico (la minaccia facile) o il suo tentativo di farsi del male di fronte a te e, poco dopo, scontrarvi fisicamente, o malmenarvi, mentre cerchi di trattenerlo. Molto… maschile, oserei dire e molto immaturo. Lo si nota fra i ragazzini delle scuole medie inferiori che, nei corridoi della scuola, durante l’intervallo, giocano (facendosi del male) ad una specie di lotta che gioco non è. Il più delle volte per farsi notare o per dimostrare una superiorità fisica che alla fine è l’esatto contrario. Se così non fosse, sarebbe l'ennesima dimostrazione di una pericolosa debolezza psicologica.

Ho la sensazione che questo tuo ragazzo sia molto combattuto fra l’essere e il divenire, che non abbia ancora trovato la sua giusta collocazione, che ancora non faccia distinzione fra fantasia e realtà. Soprattutto che giochi troppo col fuoco, oppure che cerchi sensazioni come per farsi notare, dare spettacolo o, in un certo senso, dimostrare agli altri che esiste.

Non mi piace dare consigli, l’unico è quello di riflettere e chiedersi se davvero valga la pena di fare tentativi già falliti in partenza.

Certe situazioni non si possono forzare e l’amore non si può imporre. Sempre che sia amore. Non mi sembra che il vostro lo sia o lo sia stato. Tutto è rimasto dei limiti (anche se importanti) della fisicità, una sorta, forse per lui, di sperimentazione o trasgressione, che è risultata fallimentare e che, adesso, perfino rifiuta. Non mi pare che, come tu dici, entrambi vogliate stare insieme: lo dimostrano i fatti e le… lacrime frequenti, quelle che si versano anche quando non si ha il coraggio di affrontare la verità.

Ricorda sempre che se una storia finisce, probabilmente un’altra è già pronta a cominciare. Domani o fra un anno, non ha importanza. Prima o poi si ripresenterà un’occasione adeguata e migliore. L'importante, adesso, è conoscere a fondo se stessi.

Ti abbraccio, Marzia

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