From: Patrizio

Sent: Monday, November 29, 2010 11:53 PM

To: <confid@confidenzialmente.com>

Subject: la cosa giusta da fare...

IL DARE E L’AVERE

Ciao Marzia,

mi chiamo Patrizio, ho 34 anni e negli ultimi anni ho letto spesso le tue risposte, le reputo sincere e ora sinceramente ti chiedo un aiuto.

Sto da due anni con una ragazza vedova di 40 anni con due figli, maschio e femmina di 13 e undici rispettivamente. Il marito è morto quando il maschietto aveva un anno e mezzo e lei era incinta della bambina.

La storia è nata conoscendoci tramite amici comuni e si è protratta fino ad oggi A gennaio di quest'anno, non ti nascondo senza qualche timore ma comunque deciso, abbiamo iniziato a convivere da lei, perciò mi sono trasferito dalla mia abitazione (una mansardina soppalcata) ove vivevo solo, per stare con lei ed i bambini.

Purtroppo spesso, da subito a causa di due caratteri che si infiammano facilmente, le discussioni non sono mai mancate!!

In casa non ti nascondo le difficoltà, ho un lavoro di responsabilità e spesso ho trasferte che mi tengono 3/4 volte al mese fuori regione. Quando sono in sede, esco, faccio la spesa e cucino per tutti, restando attento a far trovare a tutti pronto ed in tavola. Insomma cercando di dimostrare amore e dedizione per come sono capace. Ultimamente, faccio fatica ad adeguarmi ai ritmi degli altri componenti della famiglia, a volte vorrei un po’ di pace anche io, pur essendo conscio che la scelta che ho fatto comporta sacrifici.

Lei, che preferisco chiamare Laura, inizialmente era entusiasta del nostro avvicinamento, mi diceva spesso che le era capitata una cosa bellissima, che

c'ero anche io a condividere l'impegno che le era toccato, crescere due figli

senza un padre..Sicuramente tra i due lei è molto più solare, più affabile con la gente di me che preferisco stare sulle mie prime di lasciarmi andare a confidenze o comunque a parlare delle mie cose. Come ti scrivevo qualche riga fa, ultimamente i nostri litigi sono sempre più frequenti, e di varia natura.

Io ho la mia visione della vita ed a volte la esprimo con modi bruschi, poco pazienti ecco. Non trovo ad esempio corretto che i figli facciano i compiti alle 9 di sera, dopo aver fatto di tutto il pomeriggio (lei lavora part time e non sempre è a casa) pc con messenger, sky , videogiochi etc.

Inizialmente lei era d'accordo con me, ma il suo polso con i figli e di manica larghissima. Sono convinto che la sera sia sera per tutti e debba essere un momento di

condivisione, comune ed anche non meno tra me e la madre.

Voglio bene a lei ed ai suoi figli, ma a volte mi sento come dirti… manipolato… buono solo se faccio il mio dovere senza avanzare diritti, quasi di alcun genere.

Di crisi ne abbiamo passate un paio, gli amici più cari mi hanno detto che secondo loro è molto insicura e che dietro al suo fare a volte provocatorio, si nasconde una persona estremamente fragile che probabilmente non ha completamente superato il lutto della morte del marito ed il gravoso compito che si è trovata ad affrontare.

Non ho mai preteso di sostituire il padre dei ragazzi, ho cercato di essere affettuoso, per come ne sono capace alternando la fermezza quando ho ritenuto

occorresse. Nelle ultime discussioni mi son sentito dire: questa non è la tua famiglia! I figli sono i miei e mi preoccupo io della loro crescita ed educazione! Tu detesti ciò che io amo di più...

Mi dice di amarmi, di volermi bene, ma che bene ed amore trovi nelle frasi di

sopra?? Se si discute in due, può essere sempre colpa, scusami, delle stupidate

che partono da me??

[…]

Caro Patrizio,

sempre, quando leggo una mail, l’attenzione si focalizza su un primo particolare che potrebbe sembrare minimo o insignificante, ma non lo è.

Nel tuo caso mi sento subito di puntualizzare che una donna di 40 anni, vedova e con due figli, non è una ragazza, come la definisci tu e, quindi, non si può considerarla tale. È una donna matura, con una suo carattere e personalità (difetti e virtù) ben definiti, che non sempre di amalgamano con quelli di un’altra persona, sia pure questa un compagno.

Altro fattore importante è che ha perso il marito quando aveva un bimbo di soltanto un anno ed era incinta della bambina. Se la matematica non è un’opinione, per dieci anni, prima di conoscere te, ha fatto da madre e da padre ai propri figli, con tutte le difficoltà e responsabilità che un compito simile comporta. Loro sono il più importante riferimento per lei così come lei lo è per loro. Una sorta di circolo chiuso agli altri.

Non dubito che incontrarti le abbia risvegliato sentimenti ed emozioni che aveva trascurato, però è anche vero che per quei figli lei, oltre che madre, è stata padre e un’interferenza nella loro educazione la disturba. Probabilmente, sbagliando, lei con loro, è diventata più permissiva da quando ci sei tu. Questo suo comportamento si esaspera al momento in cui tu sembri prevaricarla: lei è la madre ma per tanti anni è stata anche padre e tu in certo senso diventi un suo rivale.

Se tu non intervenissi, probabilmente sarebbe lei più ferma e decisa. Una madre può criticare i figli, ma diventa una furia se un altro s’intromette, sia pure con ragione. Succede a volta anche fra moglie e marito (spesso assente per lavoro), figuriamoci con chi lo si considera un estraneo rispetto ai propri figli. Se ogni tuo rimprovero la disturba e te lo restituisce vuol dire che teme di passarti il testimone. Non si fida di te? Non ti ama abbastanza?

La sua frase. "questa non è la tua famiglia! I figli sono i miei e mi preoccupo io della loro crescita ed educazione!" coincide con quanto penso io e del resto anche tu. E… una frase simile, mio caro, basta e avanza per allontanarti da lei.

All’inizio, due anni fa Laura ha dimostrato entusiasmo nei tuoi confronti. Viene il dubbio che, accettando tuo appoggio riguardo ai figli, abbia inteso più il lato economico e pratico, piuttosto che altro. Paradossalmente ti sei prodigato troppo oltre i tuoi veri doveri, l'hai viziata e lei s'è adagiata come se tutto le fosse dovuto.

Ha comprato casa e tu sei andato a vivere con lei. È stato allora che fra voi sono nate le incomprensioni e i litigi? Forse la convivenza è stata una scelta sbagliata. È sempre un’esperienza difficile, nel caso vostro, lo è anche di più, perché i figli per lei rappresentano tutto e ,averti in casa assieme a loro, le ha scatenato perfino della gelosia, che si accentua ogni volta che tu conquisti la loro fiducia e simpatia. Di sicuro non se ne rende conto ma teme di cedere una parte dell’affetto che i figli hanno per lei.

Purtroppo, quando i motivi di scontro si fanno frequenti, è evidente che s’è guastato qualcosa nel rapporto. Soprattutto, perdona, quando nasce la critica (la tua) per ragioni economiche, la questione si complica ancora di più e diventa spiacevole.

Tu paghi la cena fuori casa, tu le dai la tua parte quando lei fa la spesa per il vitto, ma lei non ricambia nel caso inverso. Non ti lava le camicie e non le stira. Forse ha già tanto da lavare e stirare per sé e per i figli? Forse trova naturale che tu le risparmi certe incombenze in casa? Lei lavora soltanto part-time. Prevalentemente sei tu ad occuparti delle mansioni casalinghe. Tu cucini, quando sei in sede. Chi accompagna i figli a scuola? Chi va al colloquio con gl’insegnanti? E… al pagamento del mutuo (se c’è un mutuo), per la casa dove abitate, chi provvede? Dividete anche quello? Se tu avessi casa per conto tuo, dovresti pagare un affitto… Vedi com’è brutta questa contabilità in una coppia? E facendo i conti a tavolino, chi dà e chi prende di più? Può darsi che lei maceri in sé questo tipo di confronto e di rancore, esattamente come a te viene da riflettere sulla cena al ristorante e le camicie in lavanderia. Forse ritiene di essere lei a contribuire più di te all’andamento familiare. C’è anche da considerare i suoi molti dissensi, in passato, col suocero. In quel caso era lui a rinfacciarle di non contribuire alle spese di casa, tant’è vero che, dopo anni, lei se n’è andata. Questioni economiche anche allora, soltanto più evidenziate da un suocero esasperato. Forse lei ha assimilato quella mentalità?

Per concludere, mio caro, due che si amano non si logorano nella partita del dare e avere e, se accade, vuol dire che di amore ce n’è poco.

Ti abbraccio, Marzia

Marzia risponde