----- Original Message -----

From: Fabrizio

To: confid@confidenzialmente.com

Sent: Saturday, February 21, 2009 4:05 PM

Subject: destino crudele

 

Decisione drastica ovvero... cambia specialista

Cara Marzia,

ho visto la tua rubrica navigando su Internet... e ho avuto modo di leggere qualcuna delle storie degli utenti.

Ho 37 anni, sono sposato con Sonia, 32 anni, una donna molto bella, sensuale, intelligente, simpatica, socievole, un po’ esuberante, piena di vita. Siamo abbastanza benestanti, entrambi abbiamo il nostro lavoro...fin qui sembrerebbe che la vita mi abbia donato molto... ahimè non lo so... diciamo che mi ha tolto qualcosa di importante... ecco il titolo della mia lettera!!

Cerco di trovare la forza per raccontarti la mia storia (i nomi sono veri... e credo che non abbia senso nasconderli). Pochi mesi dopo il nostro matrimonio ho cominciato di soffrire di impotenza, ovvero di impotenza con disfunzioni erettili, che mi ha impedito di vivere una sessualità normale con mia moglie, è raro che riesca a fare l'amore con lei e, quando succede, avviene per poco tempo. Ovviamente puoi immaginare quando abbiamo saputo la causa consultando un andrologo Sonia come l'abbia presa... davanti al dottore aveva il viso rigato di lacrime. L'andrologo ci aveva detto che ci sono delle cure, tra cui il viagra, cialis etc.. ma anche provando ad usare questo farmaco le cose miglioravano solo un po’... insomma per fartela breve è stato un periodo molto difficile... Mi sentivo menomato nella mia sessualità ed in colpa verso mia moglie, la quale aveva cominciato a essere più nervosa e triste contrariamente alla sua natura allegra e piena di gioia di vivere. Pensa che una sera a cena litigammo quando lei mi disse che una sua cara amica aveva da un po’ di mesi un amante, in quanto era da tempo che suo marito non la cercava e desiderava più. Quando io ho preso le parti del marito lei ha risposto acida "bè no siamo mica nel medioevo, anche la donna può cornificare se il suo partner le fa mancare qualcosa..." da qu,i dopo un breve scambio di divergenze di opinion,i mi ha detto "certo... la nostra società è portata a condannare la donna e sostenere sempre l'uomo... anche un uomo impotente che incatena la moglie!!". Un’altra volta addirittura quando si parlava di gelosia e si corteggiamenti che si ricevono sul lavoro, da clienti, capi e colleghi (all'epoca mi disse che c'era un suo capo che le stava facendo un filo spietato)... mi ha gelato dicendomi..."per tua informazione ho letto su internet che in casi come il nostro ovvero di uomini che non riescono a "consumare" il matrimonio per la chiesa non è annullabile, ma addirittura è nullo"..."ha aggiunto che lei non ha mai pensato ad una soluzione del genere perché mi vuole bene!!

Un giorno mi ha detto che una sua collega le aveva segnalato una consulente matrimoniale, che magari avrebbe potuto aiutarci per quel difficile periodo che stavamo vivendo... così siamo andati da questa signora sui 40 anni, molto cordiale ed intelligente. Dopo un paio di incontri, lei dopo avermi detto di aver parlato con mia moglie, la quale non riusciva ad accettare quella situazione del genere, che, secondo lei,  mi ha precisato che, se non avessi voluto perderla avrei dovuto iniziare un percorso per imparare ad accettare eventuali scappatelle e divertimenti di Sonia. La cosa mi sembrò inaccettabile....io e Sonia discutemmo molto... lei mi chiese semplicemente di provare… e che la cosa poteva essere non così terribile... che mi voleva bene e non voleva perdermi ma a volte sentiva il bisogno di vivere a pieno la sua sessualità...

Da qui in avanti sono cominciate un paio di scappatelle di Sonia, con amici di amiche... devo dire che parlarne con lei alla presenza della consulente è stato molto dura... anzi terribile... ma devo dire che il modo di condurre l'incontro e il contributo della consulente è stato molto di aiuto. Il concetto era "Sonia ha bisogno di provare gioia e piacere facendo sesso... questo sua amante del momento è solo un amico e non andrà a inficiare e danneggiare il vostro matrimonio... sono solo amici con i quali Sonia si diverte e basta!!!"

Per farla breve, ad oggi Sonia ha un amante che è un suo capo, molto attraente a detta sua... a volte il week end vanno via insieme e purtroppo non solo per parlare...

Questa situazione non è affatto facile... il disagio si sente... mi sento un mezzo uomo... ma non riesco a dare a lei la colpa di tutto ciò... a volte penso se oggigiorno molte coppie si fanno le corna a vicenda... almeno lei cornifica per un motivo!!

Scusami se mi sono dilungato ma a volte ho bisogno di sfogarmi... e non posso farlo con amici in quanto nessuno è a conoscenza di ciò. Mi farebbe piacere ricevere una tua risposta e i tuoi consigli per gestire questa difficile situazione, inoltre ti autorizzo a pubblicare la mia lettera sul tuo sito... così forse alcuni utenti capiranno che i problemi di qualcuno possono essere veramente grandi... più dei propri!!

Caro Fabrizio,

nonostante la tua  disponibilità, ho cambiato i nomi dei protagonisti. Dal momento che affermi di non aver parlato del tuo problema con alcuno, mi sorprende che tu non voglia evitare di essere riconosciuto da chi leggerà la tua mail on line. A meno che, il tuo caso sia "di fantasia" o, se autentico, che i nomi siano già stati modificati in origine da te.

Intanto, precisiamo subito che non sono un medico e quindi non ho un’approfondita conoscenza della tua patologia. So che l’impotenza sessuale ha cause ormonali o psicologiche (primarie ma anche conseguenti ad altre malattie e cure relative). Non so se, per quanto ti riguarda, sia possibile soltanto un’origine meccanica, forse d’insufficienza circolatoria. Mi sorprende tuttavia che, durante il fidanzamento, non si siano manifestate difficoltà al rapporto sessuale e siano comparse soltanto alcuni mesi dopo il matrimonio. Abbastanza straordinario, non ti pare? Vedi, se, già da prima, si fosse presentato l’inconveniente, come mai lei ti avrebbe sposato?

Mi lascia dubbiosa anche la prescrizione della specialista, senza aver prima aver approfondito con analisi cliniche appropriate. E mi colpisce che rivolga la sua attenzione a tua moglie, cercando di convincerti a darle licenza di soddisfare altrove la sua sessualità, piuttosto che cercare di curare te. Ammesso che la storia sia vera, l’esigenza sessuale di tua moglie (legittima, per carità), guarda caso, prevedeva già un partner pronto a … soddisfarla: il suo capo che "le faceva un filo spietato" da diverso tempo. Ma guarda che combinazione fortunata!

Altra perplessità: il nome dell’androloga te l’ha suggerito tua moglie? Non pensi che potrebbe essere sua amica e quindi di parte? O che si siano accordate in precedenza?

Se la tua condizione patologica è davvero irreversibile (ma ne dubito) è comprensibile che una donna giovane (anche meno giovane) abbia esigenze sessuali e il diritto di assecondarle anche senza di te. Ma trovo estremamente crudele che tua moglie abbia voluto farti partecipe delle sue "scappatelle" e anche della relazione col suo capo, non tanto per scaricarsi la coscienza, ma per ottenere il tuo consenso ai weekend e pernottamenti vari, come le fossero dovuti. Trovo che tutto questo sia "poco sano".

Ti vuole bene e non intende lasciarti? Ma va! Non vorrei, ma sospetto altre ragioni di opportunismo, forse di tipo economico. Il timore del giudizio della gente mi sembra improbabile, da momento che ne ha parlato con amiche e si mostra in compagnia maschile in numerose occasioni di vacanze più o meno brevi. Non credo che, se davvero ti volesse bene, ti avrebbe ferito, seguitando a ferirti, chiedendoti di esserle complice e dandoti tutte le informazioni (spero non i particolari) dei suoi tradimenti.

Se fossi in te, mi rivolgerei ad un altro andrologo o sessuologo, meglio se di sesso maschile, più competente e più serio, sconosciuto a tua moglie, per una diagnosi obiettiva e scrupolosa. Potrebbe suggerirti… di frequentare altre donne, oltre che prescriverti una cura appropriata e non palliativi.

Se tua moglie, come attenuante, si serve delle tue difficoltà e si riserva il diritto d’infedeltà, alla stessa maniera tu hai il diritto, visto che lei ti condiziona negativamente e non riesci, ma con altre potresti (ci scommetterei), non negarti di rivolgere la tua attenzione verso qualcuna più stimolante e meno disfattista.

Per quanto riguarda la Sacra Rota, le pratiche credo siano piuttosto costose e a volte vengono "aiutate". Il matrimonio è nullo se non c’è capacitò e possibilità di procreare, ma sempre, perché sia dichiarato nullo, occorrono verifiche e testimonianze precise.

Posso dirti che basta una dichiarazione privata e scritta, prematrimoniale, nella quale, uno dei due coniugi affermi di non voler figli. O la testimonianza di qualcuno (un amico?) che confermi di essere a conoscenza di quel precedente. So di una donna, amica di mia madre, quindi molti anni fa, quando giudizi e condizioni erano molto più rigide e bigotte, che ebbe l’annullamento, nonostante i tre figli, avuti durante quello stesso matrimonio poi annullato. Aveva presentato una lettera ricevuta al tempo del fidanzamento nella quale il fidanzato dichiarava di non desiderare figli. Di conseguenza, i tre erano nati… senza il consenso del marito. C’è da riflettere no? O da porsi domande.

Ripeto il mio unico consiglio: rivolgiti ad uno specialista più serio e competente che sappia davvero aiutarti. Rimane il dubbio che tua moglie, che dice di volerti tanto bene, non modificherà le sua abitudini attuali nemmeno nel caso tu risolvessi il problema. Oppure, fin da adesso, dimostrati, tu, scrupoloso e comprensivo, oltre che corretto e generoso (ironia) e chiedi tu l’annullamento, dal momento che la frustrazione che lei ti ha causato, ti rende incapace di un normale rapporto sessuale con lei, quindi incapace di procreare.

Con tutta la comprensione per tua moglie e le sue esigenze, non prestarti al suo gioco distruttivo e umiliante. Di certo non ti ama e insospettisce il fatto che non ti voglia lasciare. Lasciala tu.

Ti abbraccio, Marzia

Marzia risponde