----- Original Message -----
From: Simonetta
To: confid@confidenzialmente.com
Sent: Monday, December 21, 2009 2:00 PM
Subject: anche deludere le aspettative significa "tradire"

 


Diritti, doveri e priorità

Cara Marzia,
per caso girovagando qua e là, ho trovato il suo sito e leggendo le varie testimonianze ho deciso di scriverle.

[..]


… ho dovuto sopportare numerose vicende in cui lui flirtava con donne davanti ai miei occhi (si immagini le scene da donna frustrata che potessi fare)..comunque poco male diciamo che fin quando si è innamorati tutto passa...ma il bello viene dopo. Negli anni, comincio a scoprire dei comportamenti di mio marito, che me ne fanno "disturbare" la visione, cioè, in poche parole lui ama tutto ciò che è proibito.


[...]

Mia cara Simonetta,

alla fine della tua mail si deduce che tu abbia già deciso ma, se mi chiedi un parere, è segno che qualche dubbio esiste ancora.

Il mio pensiero va anzitutto a quel bambino che "viene da un’esperienza difficile" e ha sperato di trovare una madre e un padre disposti ad amarlo, una famiglia serena e unita (quella che non ha avuto o che ha perduto), una vita e un futuro pieno di prospettive positive.

Viceversa ha un neo-padre che tu descrivi pessimo, una madre che ha superato il limite di sopportazione, quindi due pseudo genitori che non sono una famiglia, che non lo aiuteranno a dimenticare un passato di sofferenze, che renderanno infelice anche il suo presente e il suo futuro.

Dopo questa precisazione, compatisco (patisco con te) te per aver accettato un uomo che, fin dal primo momento, si è dimostrato piuttosto spregiudicato (per usare un eufemismo), ma che hai amato nonostante tutto. Se ti ha sposato evidentemente ti amava anche lui, in seguito gli ha fatto comodo una moglie passiva disposta a sopportare certe sue divagazioni pur di averlo accanto, di conseguenza non ha nemmeno tentato di modificare un certo suo modo di essere.

È probabile che le tue difficoltà di salute abbiano avuto un ruolo determinante. La tua scarsa disponibilità al rapporto sessuale, penalizzato dalla patologia che riferisci, ha sicuramente contribuito ad allontanarvi. Ha portato lui a cercare esperienze forti, discutibili e spregiudicate fino oltre ai limiti del lecito ma forse era già predisposto in tal senso.

L’amicizia con lo spacciatore, che probabilmente predispone all’uso di droga (con le conseguenze del caso), sono veramente il peggio di un comportamento che esclude qualsiasi attenuante.

Con tali precedenti come mai avete programmato di adottare un bambino, non meno importante di un figlio naturale? Quali verifiche e accertamenti hanno fatto gli enti preposti a concedere adozioni? E su quali credenziali si sono basati per un giudizio positivo?

Pensa che ad una mia amica (da sei anni combatte per un’adozione internazionale), il primo giudizio negativo è stato dato per aver verificato che nel suo giardino si coltivavano alcuni girasoli. Segno di narcisismo, ha scritto la psicologa nella relazione, e di egocentrismo. Che dire? Nemmeno la minima ombra di altro nel curriculum vitae di quei due potenziali genitori. Hanno una bella casa singola, con giardino, un’ottima professione entrambi e una buona salute, ottime persone. Ma… i girasoli in giardino!!! Perdona la divagazione e torniamo a noi.

Dopo le nottate con il cognato, gli spinelli, l’alcool, la frequentazione di uno spacciatore, la droga, i "cosiddetti festini", che tu però definisci "bravate", ciò che per te segna il confine, che fa traboccare il cosiddetto vaso, sono le avventure di chat che rivelano un’esigenza che, in quel "tipo di uomo", è fondamentale. Io troverei peggiori le "bravate" precedenti.

Scusa se mi ripeto ma è inspiegabile che tu abbia intrapreso il percorso dell’adozione, sapendo chi avevi accanto. Ma proseguiamo.

La chat è un luogo che porta alla trasgressione, nasce da una curiosità iniziale e diventa una consuetudine morbosa se non si sa controllare l’istinto. Spesso favorisce l’illusione di un innamoramento, specialmente in una donna che, come te, vive una condizione familiare disastrosa e disastrata.

Tu già la definisci una relazione virtuale, presumibilmente intima, se ti ha preso la mente e se il desiderio fisico è così forte da spingerti ad incontrare chi alla fine è uno sconosciuto, di sicuro molto abile e persuasivo nell’arte del sedurre, ma quanto credibile? In realtà, non sai esattamente chi troverai. Nemmeno metti in dubbio la sua autenticità. Spero che l’eventuale incontro non deluda le tue aspettative. Perdona, ma io non credo nelle storie nate in chat e qualche esempio positivo (che pure esiste) non altera il mio giudizio. Gli uomini, e tuo marito è un esemplare della specie, si servono della chat per collezionare incontri, in una sorta di collezionismo più erotico che sentimentale. Non si salvano nemmeno certe donne, spesso altrettanto spregiudicate, a volte viziose. Non è il caso tuo, ma non si può negare che esistano, altrimenti tuo marito non troverebbe tante affinità d’intenti.

Non sarà nemmeno il caso del tuo "amante virtuale", ma nemmeno si potrebbe giurare il contrario. Capisco che la tua situazione sia insostenibile, ma dubito che la chat ti aiuti a risolverla. Mi auguro di sbagliare.

Chiudo con un ultimo pensiero a quel bambino adottato da poco, un figlio che ancora non senti tale e non sta in cima alla scala delle tue priorità.

Fammi sapere.

Un abbraccio, Marzia

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