----- Original Message -----
From: Francesco
To: "confid" <confid@confidenzialmente.com>
Sent: Friday, September 14, 2007 1:38 PM
Subject: ciao
Donne di ieri, donne di oggi
A me è capitato, purtroppo, troppe volte di trovare donne che vogliono vivere la famiglia, con in testa esempi come quella del mulino bianco, schiave dell'immagine che vedono in tv. La vita è diversa, ha momenti belli, limpidi e divertenti, leggeri, ma anche momenti difficili ed è proprio nelle difficoltà che viene fuori il carattere delle persone ed il risultato della loro educazione familiare e culturale dovuto ai media che oggi educano più dei genitori.
Io ho trovato donne che belle, appariscenti, tutto quello che si vuole... si sgonfiano e impazziscono al primo ostacolo, non sanno affrontare i problemi e non sanno ragionare. Questo non significa che le donne siano tutte così, ma a me capita di conoscere questo tipo di ragazze. Forse dipende dai luoghi e dalle compagnie che la vita ti porta a frequentare, ma tant'è. Relativamente alla voglia di libertà, secondo me è diventata una scusante per non avere più remore morali e comportamentali, forse per mancanza di ideali, ma è proprio lì che si vede la qualità delle persone. Poi per carità capita a tutti nella vita di aver voglia di evadere dai problemi, dalla quotidianità, di buttarsi nel sesso, di non pensare, di sentirsi uno spirito libero, di sbagliare, ma bisogna a mio avviso, non calpestare la persona che si ha a fianco, i propri ideali e bisogna non dimenticarsi che i momenti di "fuga" e "libertà" passano e quello che si è diventati dandosi delle scuse per non aver limiti interiori rimane, imbruttendoci dentro. Quello che manca nelle donne che io ho conosciuto è un esame obbiettivo della realtà e la capacità di non esagerare nelle parole, nei modi e nei comportamenti, impegnandosi da adulte in una vita a 2. Magari si banalizza un sentimento, un racconto mettendo al centro della vita l'acquisto di una classe A, di un jeans D&G o del nuovo look copiato dalla presentatrice del momento.
Forse sì ho paura che non esistano più donne vere, che sanno essere femminili senza essere banali, che sanno ragionare e prendersi responsabilità per scelta non per costrizione.
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Caro Francesco,
apparentemente la tua analisi non fa una piega. Ma, a prima vista c’è una contraddizione fra il paragrafo iniziale e il seguito: forse vuoi dire che quelle stesse donne che aspirano alla famiglia del Mulino Bianco, poi invece si lasciano distrarre da modelli TV, oppure che idealizzano l’idea del matrimonio, basandosi su quell’ immagine idilliaca televisiva e poi non sono all’altezza di mantenerla tale?
Anche se, in linea di massima, purtroppo, potrei darti ragione, a chi vorresti attribuire la responsabilità? Nel definire gli effetti, bisogna risalire alla causa.
La donna ha subìto, nei secoli, infinite mortificazioni, soprusi, discriminazioni. C’è stata, di conseguenza, una vera rivoluzione lunga e difficile perché fossero riconosciuti i suoi diritti: una parità dei diritti che non è mai stata una vera parità.. Non da molto, per esempio, alla donna è stato riconosciuto il diritto di votare, va tenuto presente.
S'inorridisce per l’infibulazione, pratica orrida, nei paesi del Terzo Mondo e si dimentica che un secolo fa o poco più, in certe regioni, in certe famiglie altolocate, o meno, italiane, accadeva qualcosa di simile, complice il medico di famiglia (ago e filo). O, abbastanza di recente, la ragazzina sedotta e… danneggiata da un’esperienza sfortunata, per non perdere l’occasione di un buon matrimonio legittimo, veniva (forse succede ancora) ricostruita. Oppure, senza arrivare a tale, perfino ridicola, manipolazione, la figlia femmina di padre benestante, spesso, non più di un secolo fa, era obbligata al convento, ancora bambina. Erede solo il figlio maschio.
Lasciando stare gli estremismi, l’uso e l’abuso della donna sussiste ancora oggi, basta leggere la cronaca nera quotidiana. Violenza in casa e fuori casa. Solo che, molto spesso, le donne usate e abusate, non parlano, non si confidano, non denunciano, salvo rare eccezioni.
Ti posso garantire di aver letto, in un libro di psicologia della donna (scritto da uno psicologo italiano) degli anni ’40, epoca fascista, pagine talmente incredibili che, piuttosto che offendere, suscitano ilarità, tanto sono inconcepibili.
Egli dice che la donna ha limiti alla capacità di pensiero. Riesce molto bene nel ricamo e può suonare il pianoforte, restando sempre, però, nella mediocrità. Non è in grado di istruirsi a livello superiore, perché non ne è intellettualmente all’altezza, del resto, sarebbe un errore ipotizzare di poterglielo permettere. Va, quindi, per questi suoi limiti, compatita e trattata con delicatezza, mai eccessiva, senza dimenticare, saltuariamente, qualche punizione corporale per qualche sua presunta manchevolezza.
Non ti sto citando il testo di un estremista islamico! C’è un detto, a tale proposito, mi pare cinese, che ancora sussiste e spesso si cita: " Picchia tua moglie regolarmente anche se sembra non esserci una spiegazione, sta certo che un motivo nascosto c’è e lei lo conosce".
Se poi, leggi, o rileggi, il libro di Tomasi di Lampedusa, o rivedi il film di Visconti "Il Gattopardo", osservi che la moglie, come tutte le mogli dell’epoca, è semplicemente una "fattrice", atta a partorire e alla cura dei figli, ma non alla loro educazione; la notte indossa il suo bel camicione monacale e niente sa o deve sapere di sesso, se non assoggettarsi ad una rapida inseminazione. L’uomo, per il proprio piacere (nemmeno lontanamente considera il piacere della moglie), si rivolge ad amanti esterne, magari anche sposate (quindi mogli ribelli di altri mariti) considerate di …costumi facili, in ogni caso, delle poco di buono. O, meglio ancora, il marito benestante, è cliente di certe case private (dette case chiuse!), di gran lusso, con ottime e fresche offerte.
Pensi che oggi sia davvero tutto cambiato? Non ci sono più le case chiuse, ma c’è abbondante mercanzia, basta guardarsi intorno. Ed è anche quello un degrado e abuso della donna. Per i meno agiati, povere ragazze, spesso sfruttate, si moltiplicano nelle strade di periferia delle città. Per gli abbienti, fior di qualità, alto livello, a costi adeguati, in appartamenti privati. L’uso e il consumo della femmina, volenti o nolenti, esiste ancora. Senza considerare (non se ne parla molto) quante donne, mogli ignare, sono state infettate dal consorte, la cui mancanza di rispetto arriva a quella che io considero un’azione criminosa. Molte donne sieropositive all’AIDS, sono state infettate dal marito. Vogliamo definirlo (il marito) ignobile?
Ribatterai che esiste anche il contrario, mariti contagiati dalle mogli infedeli. Non lo nego. La parità, nel bene e nel male, c’è. Ma quanto ci sarebbe da recriminare su certi uomini se, come tu racconti della donna, si raccontasse di loro?
Avendo identificato l’origine del cambiamento, o le cause, ti meravigli che, adesso, le donne siano così diverse?
Condivido, tuttavia, il tuo giudizio, leggendo i fatti dalla tua angolazione, perché la ribellione, o rivoluzione femminile, con la sua esasperazione, è arrivata ad eccessi tali da partorire un mostro, nella convinzione che parità equivalga ad una copia conforme dell’uomo e della sua natura peggiore. Il comportamento femminile diventa indecoroso, perfino scandaloso, immorale, quanto, appunto, quello dell’uomo di ieri e di oggi. A scapito del rispetto proprio e altrui.
La cosiddetta raggiunta parità, ha, purtroppo, svalutato la donna, proprio per gli eccessi in cui è caduta. La donna che tu osservi e critichi, è quella che scimmiotta certi uomini, non vorrei dire quasi tutti, perché cadrei nel tuo stesso eccesso, facendo di tutta l’erba un fascio. Quando invece l’erba buona esiste, basta averne cura e non farla seccare.
La donna di oggi, col suo agire non condivisibile, è figlia delle donne del passato che hanno accumulato così tanta rabbia e rancore da trasmetterlo geneticamente, a figlie e nipoti. Anche molte di quelle che si distaccano da certi estremismi, hanno disimparato ad amare nel modo giusto, tanto che al minimo ostacolo (come tu fai notare), si sentono vittime incomprese, non sanno condividere e vivere la famiglia, mettono se stesse, spesso, prima dei loro stessi figli, hanno annacquato l’amore con l’egoismo e quindi incrementato il triste vivaio del "bullismo" giovanile. Sono le donne che tu, nella tua mail, mi racconti e giudichi. Che, però, hanno accanto un compagno che non è da meno. Che difende con i denti i propri spazi e non sa né collaborare né privarsi delle proprie diverse distrazioni. Altra conseguenza negativa, è una nuova generazione di uomini frustrati e spaventati da questa donna aggressiva che li inibisce e spegne le belle illusioni, a volte, la loro virilità. Fra questi, purtroppo, sempre più numerosi individui, che si caricano d’odio per l’offesa presunta al loro predominio di maschio (quello così comunemente imposto nel passato) e riversano la loro violenza, spesso, guarda caso, su quelle donne rimaste femminili e più indifese e quindi più vulnerabili.
La verità, amico mio, non sta mai da una parte sola.
Cordialmente. Marzia
N.B. Inserisco la risposta anche nella sezione di attualità Parliamone, trattandosi di un argomento molto attuale e spesso dibattuto