----- Original Message -----

From: Lara

To: confid@confidenzialmente.com

Sent: Thursday, January 15, 2009 3:55 PM

Subject: e lo chiamano amore

Doppio binario

Cara Marzia,

ti scrivo perché sto attraversando un periodo di grande disagio personale.

Da due anni ho una relazione a distanza con P. un uomo sposato conosciuto in chat. Lui dice di volere solo me e di essere disposto a dire tutto alla moglie, ma soltanto se questo comportasse la decisione di vivere noi due insieme (eventualità oggettivamente piena di difficoltà pratiche), mentre io penso che la decisione di separarsi dovrebbe essere presa da lui indipendentemente dalla presenza o meno di un'altra donna. Considera che anche io ho un compagno che non amo più e con cui non convivo, ma non ho avuto certo bisogno di conoscere un altro per dirgli apertamente ciò che penso.

Il problema è che, mentre io e il mio compagno essendo in crisi non abbiamo più rapporti da tempo, P. ha invece sostenuto in un primo momento di avere rapporti solo per dovere e su richiesta della moglie, in seguito mi ha detto che conoscendo me aveva smesso del tutto, mentre di recente ho scoperto che ha ancora occasionalmente incontri con lei: l'ultima volta ha detto che lo aveva fatto in un momento di litigio fra noi due, la volta precedente diceva che la moglie era disperata perché lui voleva lasciarla ed è stato con lei per compassione... Nonostante sia un comportamento piuttosto diffuso e di cui avevo comunque il sospetto, venirlo a sapere mi ha sconvolto. Ora provo un profondo disgusto al pensiero di essere stata con lui, al pensiero che ha rapporti con due donne, oltretutto sempre giustificando se stesso e accusando me di mentire quando affermo in tutta sincerità di non stare più con il mio compagno. Dice che vive benissimo da separato in casa e poi trovo che continua a farlo con la moglie, dice che non la ama più e che se gli concedesse il divorzio la lascerebbe subito, ma poi sta comunque con lei. 

Siccome so che queste sono cose banali che accadono con grande frequenza, mi sento stupida a soffrirne tanto. Perché un grande numero di uomini vive in questo modo le relazioni? Che senso ha mentire a tutti, nessuno escluso? Che senso ha lasciarsi andare agli impulsi fisici e che cosa li provoca davvero?

Ho perso la fiducia nel cosiddetto amore e sento un vuoto enorme. Puoi darmi il tuo punto di vista? Grazie.

 

 

Cara Lara,

sesso e amore possono essere considerati distinti e separati, soprattutto da parte maschile, ma non si può escludere che anche la parte femminile abbia un concetto simile. Non è detto sia una regola, ma spesso accade.

Nel caso del tuo uomo, mi lascia perplessa che, con la moglie, lo sostenga soltanto l’istinto, con una donna che ha sposato e in passato ha amato. Se ora non l’ama e non la desidera più, come afferma con te, non capisco come, automaticamente, riesca ad avere rapporti sessuali con lei. Certe prestazioni non sono poi così automatiche specie con una donna che non attrae fisicamente e, quindi, semmai, ispira un senso di rifiuto se non addirittura di ripulsa, amandone un’altra. Difficile dedicarsi ad entrambe con la stessa intensità ed efficacia.

Può accadere, semmai, anche se la passione coniugale si è esaurita, che il legame affettivo e la tenerezza permangano e riescano a supplire la carenza di fisicità. La risposta fisica è, quindi, dettata dall’affetto, dai ricordi e interessi comuni, non soltanto dall’istinto.

L’impulso istintivo si concepisce con una persona da poco conosciuta, perfino incontrata occasionalmente, con la quale spesso manca una consuetudine. Il nuovo stuzzica e rinnova certi stimoli, a volte sveglia la parte animalesca che si nasconde in ciascuno di noi e, in alcuni, predomina sulla ragione o morale, nello spazio di un incontro che potrebbe restare unico. Si tratta, in genere, delle cosiddette scappatelle, quelle che certe donne (mogli) riescono a perdonare come minime e temporanee infedeltà che non ledono il legame familiare. 

Ecco quindi la mia perplessità, quando il tuo amante afferma di fare sesso con la moglie per compassione, sentimento che non è molto stimolante sessualmente, se altro non c’è. Lo fa perché lei glielo chiede e lui è sempre disponibile.  Almeno racconta di esserlo, disponibile, perfino dopo un litigio con te, quando, invece, a maggior ragione, dovrebbe sentirsi meno motivato. Viceversa, rivolgendosi alla moglie, dimostra che, sessualmente, con lei, c’è ancora intesa.

A parte queste riflessioni, vedo anche una sorta di ricatto da parte sua: lascerebbe la moglie se tu gli garantissi una convivenza. Strana questa sua pretesa. Se tu non accetti la convivenza, lui seguiterà ad avere rapporti fisici con la moglie, quando lei glielo chiede, o dopo un litigio con te, per consolarsi. Su queste affermazioni c’è da riflettere.

Trovo inopportuno che lui venga a raccontarti della sua intimità con la moglie. Chi glielo impone, con quale scopo? Alla moglie nasconde l’infedeltà, quella che probabilmente la porterebbe a farla soffrire oppure a lasciarlo, ma a te invece racconta e riferisce. Ti ritiene più emancipata e disposta alla comprensione? O gli sembra che anche quella confidenza fra voi rientri nella normalità? Infatti, poiché tu lo neghi, dubita che tu sia sincera sul rapporto col tuo compagno perché è convinto che tu debba usare i suoi stessi parametri. Noto una certa prurigine nel suo atteggiamento e la chat non gioca certo a suo favore, non gli dà garanzie di credibilità. Non credo, in linea di massima, nella serietà delle storie nate in chat, salvo naturalmente le eccezioni che ci sono state e ci sono, tuttavia sempre più rare.

È vero, come tu dici, che esistono relazioni che vanno avanti su doppio binario, ma sono, più frequentemente, casi di amanti infedeli che non hanno intenzione di abbandonare la famiglia. Staccano la mente al rientro a casa e viceversa, si adattano al momento e lo vivono con disinvoltura. Lo ritengono perfino un diritto legittimo di evasione. Qualcuno, perfino, afferma che gli serve per rendere più viva la convivenza coniugale. Oppure si convince di amare, sia pure in modo diverso, più soggetti. Ma a ciascuno fa credere che sia l’unico. Se non fosse così convinto e disinvolto, subentrerebbe il rimorso e, come ho detto sopra, avrebbe difficoltà a rapportarsi con il partner legittimo, a sostenerne il confronto. Finirebbe per tradirsi.

Adesso lasciami dire di te. Anche tu hai un compagno che precisi "non convivente". Non avete più rapporti fisici da tempo, lo affermi con orgoglio. Allora come mai continui a frequentarlo, quale tipo di interesse o convenienza ti trattengono? Perché non lo lasci? Come mai lui si adatta alla situazione? Hai mai pensato di confessargli la tua doppia vita? Con quale disinvoltura riesci a guardarlo negli occhi, ad uscire con lui, a pranzare con lui?  Già la sola sua presenza dovrebbe disturbarti, eppure, anche tu, aspetti che la prima mossa venga fatta dall’altro uomo? Non vuoi perdere il certo per l'incerto?

Non meravigliarti allora se un marito seguita a vivere con la propria moglie, pur avendo un'altra, legato ancora da promessa, o giuramento che sia, di fedeltà (che non ha mantenuto) e che cerchi alibi o compromessi per portare avanti una situazione ambigua o pretenda che tu per prima faccia il passo decisivo. Forse te lo chiede perché è sicuro che non lo faresti. Se tu lo facessi, magari scapperebbe. Non mi dici se ci sono figli, non ti soffermi sulla disperazione di una moglie legittima che teme di perdere il marito (te lo racconta lui). Tu sei convinta e pretendi di avere ogni diritto rispetto a lei. Ma, credimi, per il momento, non è così.

Ti do, invece, perfettamente ragione quando esprimi il tuo malessere, avendo scoperto che fisicamente lui si divide fra due donne e l’ha sempre fatto. Può nascere il sospetto di una sorta di "uso e consumo" di due corpi femminili, senza rispetto né per l’uno né per l’altro. Da non sottovalutare il fattore igienico: suscita quel disgusto che provi tu e altre donne proverebbero al tuo posto. Capisco che la delusione ti faccia soffrire e dubitare che esista il vero amore. Qui si tratta, infatti, di sentimenti temporanei, credimi, non paragonabili al vero amore. Nel caso tuo, percepisco infatuazione, suggestione e non amore: una sbandata da chat.

So bene, come tu riconosci, che esistono tante coppie uscite da una separazione precedente, da un divorzio e hanno accordi congiunti sull’educazione dei figli che, tuttavia, sempre ne soffrono. Non saresti la prima e neanche l’ultima, ma, nella tua situazione attuale, non vedo certezze. Inoltre, ritengo che non si possa costruire un vero rapporto d’amore sull’infelicità degli altri. Resteranno sempre residui di ricordi, confronti, rimpianti.

Inoltre, ma questo è una mia convinzione personale, credo che chi tradisce una volta, e così bene sa farla franca (seguitando i rapporti fisici con la moglie legittima), sia predisposto a tradire anche una seconda volta, convinto di essere capace di gestire meglio la situazione, avendola già vissuta. L'indole infedele si cronicizza. Chi tradisce la moglie sa tradir anche l’amante

Per concludere, l’amore esiste, ma con la persona giusta, quella che ci corrisponde e sa che amore è anche rispetto.

Ti auguro maggior serenità e obiettività. 

Un abbraccio, Marzia

Marzia risponde