From: Clara

Sent: Wednesday, July 22, 2009 11:08 AM

To: <confid@confidenzialmente.com>

Subject: Perché?

Eccezione che conferma la regola

Buongiorno Marzia. Qualche mese fa ti ho scritto e gentilmente mi hai risposto. Ancora grazie. Allora mi hai dato nome Clara. Sono la donna (over 40) che diceva di aver lasciato l'unico ragazzo che si sia innamorato di lei perché non innamorata (e perché lui era incapace di esprimere a parole i propri sentimenti).

Ora sono passati alcuni mesi da quella e-mail e ti devo dire che sono un po’ "preoccupata" perché sto cominciando ad amare la mia singletudine. Sto davvero bene da sola e l'idea di mettermi a cercare un compagno non mi attrae. Intorno a me, alcuni amici e conoscenti (impiccioni) mi spingono a cercare qualcuno perché "non si deve stare soli", ma ora la "solitudine" (se la vogliamo chiamare in questo modo) non mi spaventa, anzi mi piace. Sono praticamente in grado di occuparmi di me, senza bisogno di sostegno (vero o falso che sia) ma sto cominciando anche a chiedermi se è normale

essere così indipendente e serena?! Forse, già allora avevo rinunciato a quel ragazzo perché non bisognosa di lui!? Ho perfino pensato di essere gay!? Cosa non spaventosa perché, secondo me, l'amore è amore. Comunque sia!

Mi spiace leggere che alcune donne si sentono perse senza un compagno e che non possono vivere senza! Io, al massimo ne potrei avere uno solo di tanto in tanto ...

Ora ti saluto. Ti ringrazio (sperando in una tua risposta) e ti auguro BUONE VACANZE.

Cara Clara,

Per quanto simili sotto molti aspetti, per fortuna, siamo anche tutti diversi; ciascuno è un universo a sé, soltanto che molti non lo sanno (o non vogliono saperlo) e seguono la corrente di uno stesso corso d’acqua, convinti che, se altri la stanno seguendo, giusto o sbagliato che sia, così vada fatto.

Tuttavia, per una legge di natura, saremmo nati per accoppiarci e formare una famiglia. Sembrerebbe una regola obsoleta, ma evidentemente no, visto che la maggior parte del genere umano cerca un partner per condividere la propria vita. Il controsenso è che, se ti guardi intorno, la coppia "scoppia" nel giro di pochi anni o mesi, a danno dei figli che non hanno colpa. Segno che la natura umana è cambiata, oppure che nega se stessa?

In tal caso, sarebbe meglio evitare di fare scelte dettate da ragioni illusorie o, peggio, opportunistiche, visto il risultato. Allora perché le donne, come tu stessa consideri, si sentono perse senza un uomo accanto? Meglio precisare che anche gli uomini, spesso, si sentono persi, senza una donna che li sostenga e, nello stesso tempo, dall'indipendenza delle donna di oggi, si sentono destabilizzati. Qualcuno arriva perfino all'odio, o sete di vendetta, che si traduce  in violenza fino a conseguenze estreme.

Tu, ammesso che sia convinta di quanto affermi, saresti l’eccezione che conferma la regola, oppure, non avendo incontrato un compagno giusto, ti gratifica pensare che puoi farne a meno, che sia anzi un vantaggio. Io, preferisco considerarti una donna molto sicura che ha una grande considerazione di sé, che sta bene in compagnia di se stessa e considera la propria indipendenza un traguardo raggiunto da mantenere. Se è una tua convinzione e una scelta perché contrastarla?

Tuttavia, non è una debolezza innamorarsi, nemmeno voler condividere interessi, convinzioni e progetti, con qualcuno che ci corrisponda. Soltanto che è molto difficile incontrare un qualcuno genuino, a volte, è impossibile. Per una donna intelligente, quale sei tu, c'è la considerazione di non aver bisogno di un uomo, ma… c’è sempre un ma.

Intanto, un compagno, non lo si cerca perché bisognose di sostegno, semmai lo si incontra e ci si innamora senza nemmeno capire perché. Nessun essere umano dovrebbe cercare una compagna soltanto per neutralizzare la propria solitudine. L’ideale è che non ci siano scopi prefissati o, peggio, egoistici. Saper amare è indice anche di generosità, si ama senza porsi domande o traguardi, vivendo e gustando lo stato di grazia del momento.

Inoltre, è bene tu sappia che, andando avanti negli anni, sarà sempre più difficile accettare la presenza di un uomo che metta a rischio la tua indipendenza.

Sia per l’uomo sia per la donna, vale la difficoltà (impossibilità) di rinunciare alle proprie quotidianità, fatte di abitudini e di rituali ormai radicati. Per esempio, per te, prenderti un qualcuno ogni tanto, quando ne senti l’esigenza, diventa un modo di evitare una relazione stabile e una convivenza che altererebbe il tuo ordine prestabilito.

Niente da obiettare: da secoli è una prerogativa maschile, quella dell’usa e getta, non vedo perché una donna debba privarsene. L’importante non avere rimpianti o ripensamenti in seguito. E sarebbe bene non lasciare dietro di sé, qualche cuore infranto, anche se molti uomini lo fanno.

Per inciso, nemmeno io ho pregiudizi verso i gay, al maschile o al femminile, se così si può dire. Trovo strano, però, che tu ti appelli alla parola amore, riferendoti all’omosessualità, proprio tu che disconosci un legame d’amore.

Per concludere, se ti senti serena e ti senti appagata così come sei, cancella dal tuo vocabolario la parola solitudine che invece fa presupporre l’infelicità. Sei una donna indipendente, con molti interessi che le riempiono la vita e non la fanno sentire sola. Le parole degli impiccioni , se davvero ti senti sicura di te, non dovrebbero infastidirti, ma farti sorridere. Lascia che si perdano nel vento.

Ti abbraccio, Marzia

Marzia risponde