----- Original Message -----

From: Lorenza

To: confid@confidenzialmente.com

Sent: Friday, December 04, 2009 11:08 PM

Subject: cosa ne pensi?

Errore di percorso

Ciao Marzia,

non ho problemi sentimentali, ma spero che tu risponda anche a me. Si tratta sempre di sentimenti, ma non di coppia. Insomma ora ti spiego.

Ho diciotto anni e un fratello di 20. Siamo cresciuti insieme ma, in un certo modo, è come se fossimo stati sempre separati. Mia madre mi dice che sono stata gelosa di lui, appena nata. Ma non è che di solito sono gelosi i fratelli che nascono per primi? Io non credo di essere nata gelosa, ma di esserlo diventata dopo tutte le ingiustizie subite dai miei genitori. Ti faccio degli esempi.

Mio fratello Luca (non è il suo vero nome) ha avuto la sua prima vera bicicletta a sei anni, io ho dovuto contentarmi della sua ad otto anni quando era già tutta sgangherata, lo stesso per il primo motorino che lui ha avuto a 14 anni, io no, nemmeno il suo usato. Me lo ha prestato qualche volta. Appena ha fatto diciotto anni ha preso la patente alla scuola di guida e gli hanno comprato un’auto usata ma sempre buona. Io ho guadagnato la patente con le lezioni gratuite di un amico, ma la macchina me la sogno. Quando ho chiesto a mio fratello di prestarmela, ha rifiutato perché non si fida e poi serve a lui.

Mia madre, raramente mi lascia guidare la sua, con lei accanto che si agita.

Mi domanderai se ho chiesto spiegazioni ai miei genitori. Sì che ho chiesto. Da quando era piccola non ho fatto altro che chiedere, piangere e adesso gridare di rabbia. E allora passo per la st…… di casa, l’invidiosa. Loro tirano fuori la solita scusa: Luca è una ragazzo serio e si merita di essere premiato. È sempre stato molto bravo negli studi, si è diplomato col massimo dei voti, la macchina gli serve per andare all’università lontana 40 km dal nostro paese. Io, per loro, sono una specie di peste, una ragazza irresponsabile, indisciplinata a scuola, bocciata una volta (faccio le magistrali, mio fratello, il genio, ha la maturità scientifica), frequento ragazze troppo vivaci (loro dicono poco serie), non rispetto mai gli orari, ho una storia con un ragazzo di 24 anni ora disoccupato (che però si è diplomato all’ITC) e ha fatto l’operaio fino a pochi mesi fa. Non è colpa sua se adesso è senza lavoro!

Ora sono venuta a sapere che quel bravo ragazzo di mio fratello si vede fuori con la sua ex insegnante di liceo, una che aveva avuto l’incarico annuale, una donna di trent’anni. Luca, invece di seguire le lezioni all’università, spesso e volentieri sta a casa di lei che vive da sola e insomma inventa bugie su bugie ai miei genitori. Per esempio che resta a dormire a casa di un amico e che mangia alla mensa universitaria. So anche di peggio… che si fa le canne. La storia della canne potrebbe essere un pettegolezzo, lo ha raccontato un ex suo compagno di liceo che ora sta con una mia amica.

Non posso riferire ai miei genitori perché direbbero che m’invento tutto, è già successo in passato quando l’ho accusato di qualcosa, per esempio di quella volta che l’ho visto frugare nella borsa di mia madre. Lui allora ha negato e, si sa, il ragazzo che andava bene a scuola è lui. L’asina sono io. Chissà se gli andranno bene anche gli esami universitari… per ora non ne ha dato nemmeno uno.

Io, invece, a malapena arrivo alla sufficienza ed è il secondo anno che faccio la terza magistrale. Ma scusa… potrei essere meno dotata, o meno intelligente di lui, che colpa ne ho?

[…..]

Cara Lorenza,

ho un rivisitato la tua lettera, tagliando alcune parti un po’ troppo forti. Anche quando si ha ragione, con l’aggressività si rischia di passare al torto. Capisco però la tua rabbia che nasce dalla delusione di un atteggiamento sbagliato e discriminante, a partire dalle minime cose fino alle più importanti. E poi si discute di parità di diritti e doveri raggiunti fra i sessi, mentre nemmeno si realizza nella quotidianità di una famiglia cosiddetta normale. Per non citare fatti molto più gravi di cui sono piene le pagine di cronaca.

Tu racconti, nella parte omessa, che sei nata indesiderata, un errore di percorso come si usa dire, così da fartene perfino una colpa per quante volte te lo sei sentita ripetere. Trovo imperdonabile questa "precisazione" di tua madre ad ogni tua mancanza, o comportamento maldestro, che la fa arrabbiare. Altrettanto grave porti ad esempio, continuamente, tuo fratello, il figlio modello, col risultato di fartelo detestare. Probabilmente è proprio quel confronto continuo che ti induce ad atteggiarti e agire in modo opposto. Di conseguenza, ecco la tua svogliatezza, l’indisciplina a scuola, l’atteggiamento sfrontato, la bocciatura. Non credo che tu sia poco intelligente o meno dotata di Luca, hai semplicemente scelto di esserlo per una forma di rivalsa (sbagliata) verso di loro. Tu reprimi qualità e sentimenti positivi a causa della poca considerazione ricevuta fin da piccola. Alla fine, sei stata privata anche dell’amore naturale fra fratelli, così come ne è stato privato Luca, quell’amore che vi permetterebbe adesso di dialogare e confidarvi reciprocamente. Di chiedergli semplicemente cosa ci sia di vero nelle voci che circolano e via di seguito.

Considera che sto rispondendo dandoti fiducia. Non conosco la versione degli altri, non posso metterla a confronto con la tua. Ma devo anche dirti, riferendomi a tua madre, che a volte si sbaglia in buonafede, pensando di agire nel modo migliore. Così come sta accadendo a te che reagisci facendo del male a te stessa per risentimento verso i tuoi genitori convinta che sia il modo migliore di attirare la loro attenzione.

Io credo che, a questo punto, dovresti considerare che ogni traguardo raggiunto in positivo, sarebbe a tuo favore. E a te stessa devi pensare. Ormai è scontata la sfiducia dei tuoi, non fartene l’attenuante di ogni tua eventuale sconfitta. Riconquista rispetto e stima per te prima di tutto, non per loro. Non credo che ti piaccia stazionare più tempo del dovuto al banco della terza magistrale. Quanto prima avrai finito gli studi, meglio se con buoni risultati, più in fretta ti affrancherai da una situazione che ti ha fatto e ti fa ancora soffrire. Dimostra a te stessa che non sei seconda a nessuno, che vali quanto altri, se non di più.

Ribadirai che è facile parlare, dal di fuori. Non credo che saranno le mie parole a capovolgere la tua visione della vita, per come la vivi adesso, ma spero che ti inducano a pensare, a leggerti dentro, a chiederti se valga la pena di sprecare le tue potenzialità per dispetto agli altri piuttosto che per amore verso te stessa. Non sei un errore di percorso, credimi, niente avviene per niente e, se ci sei, è segno che ci devi essere.  La vita è tua, spendila bene.

Un abbraccio, Marzia

Marzia risponde