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RacheleSent: Thursday, December 23, 2010 3:33 PM
To: Marzia
Subject: da una Mamma
Esame di coscienza
Cara Marzia, sono veramente perplessa per mia figlia di quasi 4 anni e spesso ho molti sensi di colpa! Sin da piccolissima ho avuto un rapporto molto conflittuale con lei.. Sebbene lei abbia un carattere che si è visto dai primi mesi molto caparbio, determinato e ostinato, in modo particolare con me ha mostrato una sorta di ribellione e voglia di contrariarmi sottoforma di capricci, scenate e addirittura pianti e reazioni isteriche.. già all'epoca dell'asilo nido e quindi dall'anno di età in su.. Anzi ricordo anche prima dell'anno, quando ancora non camminava, che nei momenti di arrabbiatura dava testate sul lettino e a volte anche sul pavimento, senza farsi veramente male, ma come segno di protesta! Fra me e suo padre, prima del suo anno di età è sorta una forte crisi, sfociata poi nella separazione e divorzio qualche anno dopo.. Ho avuto un certo distacco emotivo e psicologico nei suoi confronti, a causa della mia intensa sofferenza per la perdita del mio ex marito, e quindi ho abbandonato il mio ruolo di madre, che non sentivo più, per cercare di ritrovare ostinatamente il mio ruolo di donna.. perso ormai, a mio avviso, e umiliato (il mio ex mi ha lasciato per la sua attuale moglie, con cui ha intrapreso una relazione mentre io ero incinta.. la mia storia è già raccontata nella lettera che ti ho inviato "Galeotta fu la chat")...mentre il padre della bambina, le è sempre stato molto attaccato, è più presente di me, lo ammetto.. Mia figlia era e rimane comunque una bambina di natura molto vivace, con la tendenza a fare solo quello che vuole e a decidere lei, a dominarmi (mentre sente l'autorità di suo padre e lo ascolta), a manipolarmi, a comandare, a voler fare l'adulta.
[…]
… la situazione con la bimba esisteva già prima di questi eventi, quando io e suo padre, pur abitando sotto lo stesso tetto, per motivi economici abbiamo continuato a convivere separati in casa, ma il rapporto poi è diventato amichevole fra noi, quindi mia figlia non ha nemmeno dovuto subire le nostre liti dopo l’anno di età, quando io mi ero ormai rassegnata e mi stavo rifacendo una nuova vita sentimentale.. la bambina è sempre andata più d’accordo col padre, che l'ha sempre coccolata, "viziata" come la bimba del papà... penso abbia più relazionato con lei, nei giochi ad es... ma penso anche che l’abbia trattata meno da bambina e più da adulta… a volte guardava con lei film fino a notte fonda, quando rimaneva con lui… va anche molto d'accordo con la attuale moglie del papà..
Da quando sono di nuovo felice sentimentalmente, però, mi sono più dedicata a mia figlia, sentendomi di nuovo madre responsabile, madre presente, intendo con la testa, psicologicamente… cercando di giocare con lei, di farla disegnare, etc.. ma lei ha continuato ad andar più d’accordo col papà… più giocherellone di me… e andando meno d’accordo con me e il mio compagno, con cui convivo da poco più di un anno..
Forse abbiamo un approccio naturalmente diverso dal loro, più severo, attenti alle regole da seguire, che la riprendono più volte.. (la bambina è estremamente vivace! Non sta mai ferma e deve imparare a seguire almeno le regole fondamentali), di conseguenza la bambina è spesso e volentieri a casa del papà, anche se frequenta entrambe le case tutti i giorni…
Inizialmente passava alcuni giorni da me e alcuni da lui.. senza precisi giorni della settimana.. la cosa era abbastanza libera, a seconda di come ci mettevamo d’accordo fra di noi.. accordi molto elastici in base agli impegni di ognuno.. Da mesi ad es, la bimba passa il pomeriggio da me e la sera dorme dal padre.. L’accordo infatti tra noi due, prevedeva che la bambina passasse tutti i giorni con entrambi, dividendoci gli spazi.. (anche se legalmente è affidata a me…). E la bambina ha praticamente due case.. E direi anche una doppia vita .. Da noi si mangia addirittura un certo tipo di cucina e dal padre un’altra… non sapendo cucinare bene la matrigna.. si arrangiano..
Con l'inizio della scuola materna… da quest'anno il suo atteggiamento nei miei confronti sembra peggiorato (alla materna non si lamentano però..). Quando mi trovo da sola con lei, ne combina di tutte… prima ha iniziato a non seguire le regole che lei ben conosce, come lavarsi le mani appena in casa da fuori, togliersi le scarpe, non saltare sul letto, non dondolarsi sulle sedie, non andare scalza… etc.. quando le faccio notare che non si fa.. vedo che fa le cose apposta.. gliele spiego.. ma niente.. mi arrabbio e poi si arriva all'esasperazione.. scappano anche le sculacciate.. ma niente.. per poi arrivare a vere e proprie reazioni di ripicca come lanciare cose, buttare la tovaglia dal tavolo e le coperte dal letto, dare calci alle porte, urlare come una pazza!!! Una vera vandala.. un comportamento che mi ricorda un’adolescente ribelle.. più che una bambina di 3 o 4 anni.. Queste sono le scene che io chiamo isteriche, disturbate.. perché si rotola per terra, si dibatte, insomma un vero e proprio trauma per entrambe.. forse di più per me.. Ho notato che la bambina mi "prende" per sfinimento, insomma è più facile che mi stanchi io che lei.. ma non perché io ceda, ma mi sembra abbia un'energia, una forza e una determinazione ostinata più forti di me!
Tant'è che dopo mesi in cui la obbligo a lavarsi le mani, non passa giorno in cui la cosa non solo non è diventata automatica ma è oggetto di dispute, lotte e contrattazioni.. L'insistere insomma non ha effetto su di lei, anzi spesso il contrario…
( Mi comporto così perché ho letto che bisogna insistere e insegnare le regole sin da piccoli. Ho letto libri su libri di pedagogia, sull’educazione.. mi impegno.. davvero.. ma non ne vengo fuori… La cosa che sorprende è che mia figlia ha questo comportamento solo con me.. con il mio compagno cambia completamente, come se fosse un'altra persona! È come un soldatino che esegue ordini.. con suo padre idem.. con la sua nuova moglie.. diciamo che la ragazza è più compagna di gioco che figura educatrice (è giovane..) per cui.. no problem.. ed è in grado di cambiare comportamento e umore nell'arco di un secondo a seconda di chi ha di fronte.. segno di grande intelligenza, ma anche furbizia e malizia tipici di bimbi ben più grandi di età! Ultimamente non passa neanche più tempo con me.. preferisce stare e divertirsi con la moglie del papà, un po’ infantile e immatura a mio parere.. Per lei lì e come un luna park.. si mangiano caramelle, dolci e patatine.. qui ci sono alcuni limiti.. Insomma 2 case, 2 famiglie, 2 schemi comportamentali e 2 ambienti diversi! che devo fare io? come comportarmi? Sento di perdere la relazione con mia figlia.. non la forzo neanche più a stare con me.. perché poi è di malumore.. e mi sento molto frustrata per questo.. insomma non vuole accettare la mia autorità.. che fare quando inizia i dispetti uno dietro l'altro andando avanti per ore… del tipo.. le proibisco una cosa e ne combina altre 100 peggiori..? Mi esaspera a tal punto che spesso disperata e in lacrime chiamo al lavoro il mio compagno e il mio ex, lamentandomi dell’accaduto! …. Poi, tre settimane fa ho avuto un’altra figlia dal mio compagno.. ma la bambina sembra non essere affatto gelosa della sorellina, anzi la bacia, la coccola e l’abbraccia..(ha sempre avuto un atteggiamento protettivo nei confronti degli altri bimbi e simula comportamenti materni) ma, dopo preferisce stare con il suo papà e la matrigna.. Tra l’altro, il mio compagno, che si è trasferito da un’altra città per stare con me, ha intenzione di tornarci, tutti insieme, perché qui, da più di un anno non si trova affatto bene e ha avuto un periodo difficile di depressione, anche se non grave.. Quindi all’idea di un eventuale, futuro trasferimento (160 km di distanza), sto abbandonando l’idea di portarmi dietro mia figlia (il padre è contrario a ciò e ha sempre preteso che la figlia rimanesse con lui!) e di lasciarla al padre, data la natura conflittuale del nostro rapporto.. ( lo stare insieme si tramuta in inferno, appena la mamma vuol far valere la sua autorità), e l’attaccamento più che oggettivo e palese tra padre e figlia…Ovviamente mi organizzerei per stare con lei il week end e nelle festività e vacanza.. Però nello stesso tempo ho sensi di colpa, paura, delusione per come le cose stanno fra me e mia figlia e sofferenza per il fatto che la crescerà un’altra donna, fra l’altro quella che ha rovinato una famiglia! E il paradosso vuole che mia figlia sta più volentieri con lei.. (l’altro giorno piangeva talmente forte e urlava per lei, che ho dovuto chiamarla e farla venire a prendere!)… Vorrei un tuo parere, anche perché non vorrei turbare la serenità della mia nuova famiglia, soprattutto dell’altra figlia neonata, in una fase così delicata..però voglio il Bene anche dell’altra.. un abbraccio…
P.S. Mi sono spesso fatta un auto esame di coscienza, per capire la conflittualità con mia figlia, le cause.. tutto sommato sono stata sì distratta e meno presente come madre, ma d'altro canto penso a quanti bimbi siano innamorati di madri ben peggiori, di tossicodipendenti, di madri che fuggono... non è così? forse dipende dal carattere e naturali inclinazioni del bambino più che dall'ambiente... non so che pensare...
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Cara Rachele,
strana la tua considerazione finale che ti mette a confronto con madri … peggiori di te. Più che un esame di coscienza il tuo sembra un atto di accusa verso tua figlia.
La tua lunghissima mail tende a giustificare il tuo prossimo trasferimento, lasciando la città in cui vive anche il tuo ex marito con la donna che ha sposato. Cerca attenuanti al proposito di lasciare la bimba con suo padre, dal momento che ti rendi conto che non vuole stare con te.
Perdonami, ma la mia prima considerazione è stata: "Povera bambina". Il suo comportamento ostile verso di te denota la sua sofferenza per l’amore che non le hai dimostrato e che invece ha desiderato con tutta se stessa. La sua ribellione nasce dal sentirsi quasi un peso nella tua vita, un inconveniente o un motivo di disturbo. Da qui partono certe sue ribellioni che sono un grido di protesta e insieme una richiesta di amore. I tuoi ordini, la disciplina che le imponi da tempo, sono davvero state premature e lei le ha recepite come un’esasperazione di fastidio nei suoi confronti.
Fino ai tre anni, un bambino deve soprattutto avere la certezza dell’amore di sua madre, deve sentirsi protetto e difeso, sapere che può contare su un appoggio sicuro, un riferimento fondamentale per lui. E, soltanto in seguito, quando sarà più grandicello (oltre i tre anni), con la dovuta pacatezza amorevole, gli si potranno spiegare quelle che chiami regole di vita. Mai sotto forma d'obbligo, e sempre con la certezza che i suoi errori, dopo, saranno perdonati. In quel caso, cercherà di non ripeterli per non dispiacerti.
Conosco bambini, per esperienza diretta e indiretta che, come spieghi tu, non stanno mai fermi e sono insofferenti degli "ordini" ricevuti, proprio perché sono ordini e non indicazioni utili e affettuose. Gli "ordini" suscitano rifiuto e ribellione.
La tua bambina ha subìto le tue angosce fin dal tempo della gestazione, non hai idea come nel grembo materno già si avverta il "male di vivere" di chi invece dovrebbe
dare protezione e sicurezza. Naturalmente tu, a tua volta, risentivi di torti ricevuti e incomprensioni gravi che non eri in grado di gestire: psicologicamente, avevi delle gravi difficoltà. Eri in attesa di partorire la figlia concepita con un uomo che ti aveva tradita. E, senza rendertene conto, in qualche modo, anche tu tradivi le aspettative di quell’esserino indifeso che stava per nascere.La piccola soffre e si aggrappa là dove trova (o crede di trovare) un calore che in qualche modo la consola di certe carenze subìte. Suo padre e la giovane moglie sono certamente superficiali e permissivi, fanno sbagli di tipo alimentare ma, ricorda, che gli errori si ridimensionano quando si sbaglia per amore. Trovare, in quella casa, chi le si dedica affettuosamente (e non per dovere), gioca con lei, esce con lei, chiacchiera con lei, senza rimproverarla di continuo, diventa, per fortuna, la sua alternativa all’infelicità.
È come "una bambina adulta" (scrivi), certo che lo è, adulta, perché è sempre stata trattata come tale ed è la definizione più triste riferita ad una bambina di tre anni. In casa di suo padre, quindi, va a cercare la sua infanzia perduta. Non so se riesca a trovarla, io lo spero per lei. Che lui la tenga con sé davanti alla TV fino a tarda sera, come lo sai? Te lo racconta la piccola? Io penso che, in quel caso, lei s’addormenti sul divano, accanto al papà, paga di sentirselo vicino. Non penso che "vegli" e segua le vicende sul video. Almeno lo spero.
Sì, credo che sarà alla fine una buona soluzione lasciarla col padre, senza che debba di continuo dividersi fra due ambienti e situazioni totalmente diverse che la destabilizzano.
Credi che la nascita della sorellina non la faccia soffrire. L’istinto materno che le attribuisci dimostra che lei cerca di dare quanto avrebbe voluto ricevere da te, già dai primi mesi, quindi immagina di dover ripagarlo, temendo che tu possa essere con la neonata come lo sei stata con lei. Anche il suo atteggiamento verso altri bambini, così materno, è consolatorio e riparatore, immaginando che tutti i bambini, per una qualche ragione, possano soffrire di un’eccessiva autorità della mamma. Addirittura può ritenere che per tutti sia così. Tende quindi a immaginare di poter consolare e, nello stesso tempo, di ripagare se stessa dando affetto agli altri. Quello che, purtroppo, non dimostra a te. Infatti ti chiedi come mai con te sia diversa, ma sai darti la risposta?
Il pericolo, in certi casi (e conosco vari esempi) è che la bambina si predisponga ad essere una moglie-madre insofferente, dispotica, se non addirittura violenta.
Ora ti chiedo, quanto hai desiderato la piccolina nata da un mese? Quanto sei stata felice di averla dentro di te? Quanto hai gioito nel metterla al mondo? Con quanta tenerezza la stringi al cuore?
E adesso rivolgiti le stesse domande, riferendoti alla tua primogenita: una creatura di soli tre-quattro anni, diventata adulta prematuramente, che osserva il mondo degli adulti con sguardo ipercritico e accusatorio. E si sente vittima.
Capisco che tu abbia sofferto per l’infedeltà di un marito, fin dalla tua prima gestazione e compatisco il tuo stato d’animo di allora, ma ricorda che i figli non devono mai diventare un capro espiatorio. Anche a costo di grandi sacrifici e di rinunce.
Con tutto questo, lungi da me accusarti, non è il mio compito e neppure la mia intenzione, semplicemente vorrei farti riflettere. I bambini cosiddetti difficili, hanno sempre, all’origine del loro comportamento, una ragione valida e ben precisa.
Ti abbraccio, Marzia