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MatteoSent: Tuesday, January 19, 2010 9:47 AM
To: confid@confidenzialmente.com
Essere uomo
Ciao Marzia
il mio problema è il rapporto con mia moglie, che è arrivato a un punto di rottura quasi definitivo, la mia speranza è di poter salvare il matrimonio ma non sono certo di poterci riuscire.
Ovviamente devo fornirti un dettaglio della situazione che però non potrà essere completo in tutto e per tutto, perché parliamo di quasi 21 anni di matrimonio.
La prima cosa che devo dire è che mia moglie è stata l'unica donna della mia vita, ci siamo sposati giovani e anche per lei, sebbene da ragazza abbia avuto qualche storiella di poco conto, io sono l'unico uomo che ha avuto. Abbiamo avuto subito un figlio, che ora ha 20 anni, ma dopo i primi due anni in cui, nonostante vari problemi di natura pratica, il rapporto funzionava bene, sono cominciate le prime difficoltà. La questione è da sempre la stessa, mia moglie mi accusa di non essere in grado in nessun modo di farla sentire amata, si sente sempre sotto esame o criticata se non fa le cose come voglio io, dice di vivere una vita non sua, regolata su ritmi che sono i miei e non i suoi, di non sentire affetto, passione, di vivere in un grigiore perenne dove la freddezza prevale sul calore.
Mia moglie è una persona fantastica, intelligente, bellissima, con una sensibilità assolutamente al di sopra di qualsiasi media, e il problema è proprio questo; io purtroppo manco totalmente di sensibilità, non riesco a recepire i messaggi o le situazioni come fa invece lei, non ho la sua dolcezza, il calore umano che emana solo standole vicino, sono una persona troppo fredda e razionale. Ma sono, ora più che mai, dopo l'ultima discussione che l'ha portata a dire che è veramente finita, profondamente innamorato di lei. Le ho sempre detto, e lo penso davvero, che non ci sarà nessun’altra donna nella mia vita, se mai un giorno mi lascerà del tutto, preferirò stare solo piuttosto che pensare che qualcuno possa prendere il suo posto; l'aspetterei per il resto della mia vita sperando che ritorni. Mia moglie ha un grande rispetto di me e mi considera una bravissima persona, mi vuole un gran bene e non vorrebbe vedermi soffrire; tanto è vero che ha deciso di non andarsene da casa, di rimanere anche per nostro figlio, che purtroppo ho mio malgrado coinvolto in questa ultima crisi, non ho resistito e mi sono sfogato con lui, sconvolgendolo e probabilmente facendo ancora più male a mio moglie che lo ha visto soffrire come non mai.
Quello che mia moglie mi chiede dovrebbe essere facile da dare, attenzione, piccoli gesti e pensieri, calore e un po’ di passione; sono riuscito a darle tutto ciò solo ogni volta dopo che è entrata in crisi e ha richiamato la mia attenzione, poi sono sempre ripiombato nella routine quotidiana, dimenticando che stavo facendo del male a la persona a cui tengo di più; per aggiungere altri elementi, sono una persona che aiuta tantissimo in casa, cucino quasi sempre io, aiuto con le faccende, mi occupo della gestione delle spese e altro ancora, ma paradossalmente questo sembra essere un male perché un'altra accusa che ricevo è di voler sempre avere tutto controllo, e di pensare prima a svuotare la lavastovilgie piuttosto che abbracciare mia moglie; mi sono allora domandato, sarà forse vero che, come dice lei, penso di amarla ma in realtà non è così perché riesco solo a farla soffrire? La risposta l'ho avuta due sere fa, quando mi ha detto che era finita. Ho provato un dolore fisico mai sentito prima, ho pianto come non mai nella mia vita e mi sono sentito distrutto, se non l'amassi veramente potrei provare questo?
Ho bisogno di riconquistarla e di farlo definitivamente. Per ora vive ancora qui, sono assolutamente certo che non c'è nessun altro uomo nella sua vita, se ci fosse me lo direbbe come mi ha sempre detto di uomini che le hanno fatto la corte serrata e che lei ha sempre respinto, ma non so quanto resisterà. Dormiamo in letti separati e cerca di evitarmi il più possibile, io soffro ma non voglio fare niente per peggiorare le cose; mi ha detto di dimostrare per una volta di essere un vero uomo e di non piangermi addosso, di prendere in mano la situazione e dimostrare veramente qualcosa.
Ho una tremenda paura di sbagliare, questo è il motivo per cui sto inviando questa richiesta di consulenza, con la speranza di avere qualche consiglio per poter affrontare la situazione con la possibilità di riuscire nel mio scopo, far capire a mia moglie che la amo davvero e che voglio renderla felice per il resto della sua vita.
Grazie
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Caro Matteo,
ci sono donne che metterebbero più firme (non una sola) per avere un marito come te che si prodiga a dare un aiuto in casa, oltre al proprio lavoro fuori casa. È un comportamento, fatto di "piccoli gesti" che dimostra amore e rispetto nei confronti della famiglia e soprattutto della moglie, o compagna che sia, e vale più di una carezza.
Tua moglie intende altro: affettuosità, tenerezza, passione. Però mi chiedo: chi ha preteso letti separati e dopo quanti anni di matrimonio? Questa scelta già esclude un contatto fisico e limita anche quella gestualità affettuosa che non ha molto senso di esserci, se si sono posti dei limiti così precisi.
Dire che letti separati sono solo una questione di sonno più sereno e più sano per entrambi, è in realtà un alibi per evitare una vicinanza notturna che potrebbe portare a qualche tentativo di approccio sessuale. È anche insofferenza dell’altro. La tenerezza e passione che tua moglie intende, evidentemente, si limita allo spazio quotidiano che, se entrambi lavorate, è molto ridotto. Non ho ben capito, per la verità, se tu hai anche un’attività fuori casa, oppure se fra voi i ruoli si siano invertiti.
Ora, per volontà di tua moglie siete arrivati ad una rottura, ma cosa è cambiato rispetto a prima? Lei vive ancora nella stessa casa, ma la situazione resta la stessa: niente sesso, niente carezze. Sedete ancora alla stessa tavola dopo che tu hai cucinato e, poi, ti alzi, sparecchi e carichi la lavastoviglie. Ma tua moglie prende mai certe iniziative affettuose? Per esempio, un bacio mentre ti aiuta a caricare la lavastoviglie? O resta ad aspettare che tu abbia finito, pretendendo, dopo, una tua tenerezza?
Lei ti ha accusato, ti accusa, di volere tenere tutto sotto controllo, dal momento che ti dai tanto da fare per la conduzione familiare, ebbene, al tuo posto, io cambierei atteggiamento, suddividerei i compiti, specificandoli in accordo con lei. Lasciale l’impegno della cucina e della lavastoviglie, insomma suddividi gli impegni a tavolino. Spiegale che hai capito le sue esigenze e quindi… provvedi. Alzati da tavola, dalle una bacio sulla guancia, al massimo aiutala a sparecchiare e poi vai a guardare la Tv o a leggere un giornale. Così come, in genere, fanno tutti gli uomini. E, d’altra parte, mi sembrerebbe logico stabilire mansioni precise per i componenti di uno stesso nucleo familiare o alloggio. Lo stesso coinvolgimento varrebbe per tuo figlio. Per quanto riguarda l’amministrazione familiare, fai partecipe tua moglie della contabilità di casa, ma mantienine il controllo, dal momento che lei vuol chiudere il vostro rapporto definitivamente, è meglio tutelarsi. Ma c’era un vero rapporto coniugale prima di oggi?
Potrei suggerirti una sorta di corteggiamento, per esempio una rosa sulla tavola apparecchiata, accanto al suo piatto, una delle tante piccole inutili cose alle quali lei tiene. Magari anche un biglietto affettuoso. Uscire la sera: pizzeria, cinema, teatro. Ogni tanto proporre un weekend fuori città. Ma temo che lei non ti asseconderebbe perché sospetto che i suoi rimproveri nascano da un calcolo preciso o abbiano un’origine diversa.
A parte certe supposizioni più o meno attendibili, credo che ti convenga chiarire con lei che, oltre i sentimenti (ripetile fino alla noia che la ami e non vuoi perderla), ci sono anche ragioni economiche e pratiche molto pesanti per i coniugi che si separano. Non so l’età di tuo figlio, ma suppongo che sarebbe coinvolto anche lui e, infatti, già ne soffre.
Mentre le spieghi, magari seduti su un divano, mettile un braccio attorno alle spalle e tenta una carezza, dalla sua reazione capirai, e purtroppo lo temo, che lei solo teoricamente ti accusi di negarle certe attenzioni, ma che, in realtà, non le gradisca affatto.
Non so come si possa conciliare, infatti, il grande rispetto che tu affermi lei abbia per te con le accuse che ti rivolge da anni. Se ti rispettasse, avrebbe un maggior riguardo per i tuoi sentimenti. Se è davvero tanto intelligente, con una sensibilità superiore alla media (parole tue) com’è possibile che non tenga conto che tu la ami profondamente e sei disperato al pensiero di perderla? Invece ti sollecita ad essere uomo. Allora sii uomo come lo sono in genere tutti i mariti e falla sentire donna come molte donne realmente trascurate si sentono.
Rimane il fatto che per adesso lei ti "fa la grazia" di seguitare a vivere con te (e qui, dal punto di vista legale, ci sarebbe molto da spiegare, perché in caso di separazione nascerebbero problematiche relative anche all’alloggio, tetto coniugale, che non va mai abbandonato), quindi, avendola vicina, puoi ancora fare qualche tentativo di riconciliazione. Mi raccomando che non sia pietistico, sii uomo come lei ti chiede. Lasciale tutta la cura della casa, prenditi spazi tuoi e spiegale che vuoi responsabilizzarla e rimediare agli errori passati. Dedica più tempo a te stesso, quello che finora hai sacrificato (palestra o qualche sport o simile). E quando torni a casa, salutala sorridendo e chiedile se anche lei ha avuto una buona giornata. Lo so che è una provocazione e un rischio, ma è anche vero che, a questo punto, non hai molto di altro da perdere. Chissà perché mi torna in mente "La bisbetica domata" di Shakespeare. Ma erano altri tempi.
Ti abbraccio, Marzia