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OlivieroSent: Tuesday, October 13, 2009 5:07 PM
To: confid@confidenzialmente.com
Subject: Richiesta d'aiuto
Fantasie proibite
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Salve, mi trovo da qualche tempo in una situazione davvero angosciante. Purtroppo, a causa della debolezza, ho tradito la mia fidanzata. So che sembrerà davvero ridicolo al giorno d'oggi parlare di un tradimento come evento "angosciante", ma per me lo è. Da molto tempo prima che conoscessi la mia attuale compagna nutrivo una serie di desideri; di fantasie legate alla sfera sessuale che non avevo mai avuto né il modo né il coraggio di soddisfare. Desideravo poter avere un'esperienza trasgressiva. Ho a lungo riflettuto sulla cosa; per anni ho rimandato in quanto, probabilmente, pur desiderandola, non ero pronto a realizzare tale fantasia. Finché è accaduto. Ho visitato un club per scambisti e ho avuto la mia esperienza tanto a lungo immaginata. Purtroppo, ho seguito il mio istinto. Ho lasciato che prendesse il sopravvento; mi sono lasciato trascinare da una pulsione che a lungo avevo represso e che periodicamente tornava a farsi viva nonostante i miei sforzi di tenerla sotto controllo. Forse sono malato... perché non riesco a spiegare a me stesso il motivo di questa forte attrazione verso il sesso trasgressivo. Inizialmente, ho elaborato la cosa non come un tradimento ma come la realizzazione di una fantasia che avevo sempre represso. Ho cercato di motivare il mio gesto in questo modo. Non come una vendetta verso la mia donna, ma appunto come la realizzazione di un sogno; come il soddisfacimento di un desiderio che esulava dal mio attuale rapporto di coppia. Può apparire assurdo, ma non ho avuto motivi per tradirla... diciamo che la mia donna non è la causa che mi ha spinto a compiere questo gesto, nonostante le notevoli diversità che esistono tra noi in merito alla sfera sessuale, e in particolare al modo di vivere la sessualità. Adesso mi sento tremendamente in colpa. Mi sento ignobile e non so come comportarmi con lei. Non vorrei aver avuto questa esperienza. Non adesso almeno che ho una relazione. Per anni, infatti, tale occasione non si era mai presentata... fino a qualche giorno fa. Sento d'aver tradito me stesso innanzitutto. Vorrei poter parlarne alla mia donna, ma so che la perderei; le renderei la vita un inferno e le farei perdere fiducia verso il mondo intero. Sto male e vi prego di darmi un consiglio. So d'averla umiliata; so d'aver incrinato la fiducia e il rispetto che nutriva per me. Ho bisogno di suggerimento su cosa fare per poter tornare a vivere. Non so se merito comprensione, ma volevo poter parlarne a qualcuno. La ringrazio. A presto.
Caro Oliviero, il nome legato al tuo indirizzo elettronico è piuttosto emblematico. In ogni caso, lo cambio, così come cambio quello con cui ti firmi. Non mi atteggerò a giudice, non mi compete e, soprattutto, non hai valicato quei limiti oltre i quali io mi pongo in una posizione molto critica, perfino di condanna. Non sto a specificare. Non è caso tuo, per fortuna. Parto da una tua affermazione finale: Sento d'aver tradito me stesso innanzitutto. Assolutamente inappropriato e contraddittorio. Non vedo il tradimento, semmai il rammarico di aver perso quel controllo che avevi così tenacemente creduto di poter mantenere negli anni. Per mancanza di occasioni, dici, quindi, non per volontà e capacità effettiva. L’episodio è accaduto semplicemente perché colto al volo e voluto, così come lo avevi desiderato. Se si è trattato di fantasie ripetute negli anni e, alla fine, realizzate, hai semmai, in un certo senso, soddisfatto una tua esigenza fisica (e mentale). Se non altro, hai verificato, se si sia trattato di un’esperienza positiva o, alla fine, soltanto squallida. Immagino (spero) che avrai usato tutti quegli accorgimenti indispensabili ad evitare conseguenze spiacevoli, mettendo a rischio la tua salute e quella di chi ti sta vicino. Penso sia il minimo. Per il resto, mi auguro di non sembrare sconveniente se riporto qui un concetto-regola, che riguarda l’infedeltà: mai confessare, anzi negare "fino alla morte. Non è un concetto mio ma, in molte occasioni, lo condivido; soltanto, aggiungo, dipende dalle circostanze e dall’evidenza della colpevolezza quella che rende impossibile negare. Molto spesso la confessione avviene per scaricarsi la coscienza e per liberarsi di un fardello di colpa che pesa. In tal modo lo si carica sul partner e si distrugge un rapporto. Oltretutto, tolto il macigno dei sensi di colpa, ci si compiace della propria sincerità che invece somiglia molto all’egoismo. Attenzione, non varrebbe come autorizzazione a ricadere nel tradimento, convinti che l’altro alla fine perdonerà. Mi pare di capire che tu non intenda ripetere l’esperienza. Stando così le cose, ti sconsiglio, fermamente, di confessare l’episodio alla tua fidanzata. Semplicemente, dimentica, ridimensionando il fatto, come se non ti appartenesse. Se, invece, ti tornerà la tentazione e cercherai di nuovo di mettere in pratica le tue fantasie, il discorso cambia. Vorrebbe dire che, alla tua donna, tieni poco e, in quel caso, ti conviene riflettere e fare una scelta. Meglio lasciarla libera di trovare un altro uomo più affidabile. Vero che molti nascondono in sé una zona d’ombra molto privata, segreta e fantasiosa, ma questo non toglie che si debba preservare e difendere anche quella parte che dedichiamo a chi ci ama e che amiamo. Sbagliare è umano ma persistere nell'errore è diabolico, già lo sentenziavano gli antichi romani. Se tu seguitassi la frequentazione di certi luoghi d’incontro, per non saper dominarti, potresti rientrare in una qualche carenza psicologica. Uno specialista di fiducia potrebbe esserti di aiuto a capire l’origine di certe esigenze; tu le chiami trasgressive, ma potrebbero rientrare nei canoni della perversione. Per quanto riguarda le semplici fantasie, già esistenti prima di conoscere la tua donna, forse avresti potuto farne cenno con lei, senza compiacimento. Per capire, con lei, perché, pur amandola, la tua mente a volte si distacchi, senza volerlo. Sempre mantenendoti generico. Potrebbe darsi che anche a lei, capitino fantasia erotiche, quelle che risalgono all’adolescenza. È più comune di quanto si supponga. Per quanto mi riguarda, se tutto rimane a livello di fantasia, non dovresti colpevolizzarti troppo. Imparerai, con la maturità, a distaccare la mente, preso da ben altro di più fondamentale nella vita reale. Anche dal sogno ad occhi aperti ci si risveglia, rientrando nella realtà quotidiana. Ti abbraccio, Marzia |