----- Original Message -----
From: Angela
To: "confid" <confid@confidenzialmente.com>
Sent: Saturday, June 16, 2007 12:40 PM
Le ferite del passato
Buongiorno Marzia,
ho scoperto per caso il suo sito. Ho letto una sua risposta e ho provato fiducia nei suoi confronti. Le scrivo la mia storia, spero lei mi possa dare un consiglio o una parola.
Quasi dieci anni fa conobbi un uomo, si innamorò di me, il suo era un amore forte, lo sarebbe stato per la vita, era la persona giusta per me e io lo ero per lui. Ha cercato per tre anni di stare con me, io, un certo senso, l‘ho sempre rifiutato. Dico in un certo senso perché in realtà era la paura a bloccarmi, forse con un po’ di coraggio ce l'avrei fatta a vivere questo amore. Ma la mancanza di coraggio era la parte minore. Da piccola ho subito abusi da mio padre, mia madre aveva problemi con l'alcool, questo situazione ha fatto nascere in me la convinzione di non poter meritare la felicità, o la possibilità di essere appagata. Questo ha influito sul mio comportamento con lui, molto sul nostro rapporto, con azioni sbagliate, tali che lui disse lo avevano ferito e umiliato.
L'ho rivisto circa due anni fa, nel frattempo si è sposato e ha due figli. Mi ha contattato, dopo un anno abbiamo iniziato a vederci, è cambiato moltissimo. Ancora prima di vederci mi ha chiesto espressamente rapporti sessuali. Io non ho voluto mai avere dei rapporti fisici, forse per il modo in cui me li ha chiesti. Una volta mi ha detto che, in tal caso, tanto valeva non vederci. Mi ha detto che in verità ho la stessa paura di allora e che l'avrò sempre. In un certo senso, ha ragione, la paura mi blocca, ma ora vorrei e saprei forse superarla. Si è sempre sentito dire no, da me, allora, quando era innamorato e anche adesso. Del rapporto con la moglie, dice di avere fatto uno sbaglio, so che è così, conosco la moglie e so che lui, con lei, non può essere felice, non lo sarà mai. Dice di provare fastidio, a volte, nei suoi confronti, è confuso e insicuro, dice di volersi separare, ma la moglie, che probabilmente ha capito,fa di tutto, non solo perché gli vuol bene, molto anche per comodità.
[….]
Dice che questi problemi li sfoga a livello sessuale, a volte l'ho visto in uno stato che mai avevo visto, dopo che lo avevo rifiutato di nuovo per il sesso.
[…]
Un mese fa mi ha detto che la moglie aspetta ora un altro figlio, dice che è capitato. Non ha responsabilità. La moglie ha scoperto i messaggi, sa chi sono e gli ha detto che se non lo volevo allora non lo voglio neanche adesso. Non è così. Ora lui non sa più se vuole divorziare, anche per motivi economici.
Dopo la notizia del terzo figlio, mi sento stroncata, ho visto svanire la possibilità di avere io un figlio da lui, di sposarlo, stare insieme. Ho perso peso, sono stata molto male. Non so se lui sappia come mi sono sentita. Mi ha mandato qualche messaggio,dice di voler sapere come sto, è sempre molto carino, quando invece, qualche mese fa mi trattava sgarbatamente. Forse devo dirgli come mi sento? capirebbe che ero seriamente interessata a lui. Vorrei dirgli anche dei problemi che ho avuto in passato in famiglia e che avevano condizionato, molti anni fa, il mio rapporto con lui , sto facendo un percorso terapeutico a riguardo. La ringrazio moltissimo.
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Mia cara Angela,
certe ferite dell’infanzia, soprattutto se subite in famiglia, non si rimarginano. Se si cicatrizzano, a volte si riaprono perché la vita stessa va a frugare dentro di esse con un punteruolo rovente.
Ti è capitato quando ti sei innamorata, sembra anche che fossi ricambiata. Per tre anni. Ma il solo contatto fisico ti spaventava, la ferita si riapriva e sanguinava.
Un padre dovrebbe essere il riferimento saldo e forte, la persona degna della nostra fiducia, il tuo si è dimostrato indegno di essere chiamato padre. Non ha attenuanti, meriterebbe la peggiore delle pene. Non si può infierire su tua madre, vittima probabilmente anche lei di una situazione e troppo debole e vile per superarla e difenderti, forse proprio per non vedere o non voler capire, si è rifugiata nell’alcol. Si può avere pietà, ma non darle il rispetto e la fiducia che si dovrebbe ad una madre.
Il problema più grave è che tu, cosciente o no, riesci a sentirti in colpa per quanto ti è accaduto nell’infanzia. Fino al punto che ti sei perfino convinta di non essere degna di una vita normale e serena, o di una sessualità appagata. Questo è il nocciolo della questione. Sbagliatissimo.
Devi convincerti di non avere colpe, che la bambina abusata, era innocente come lo sei ancora tu, donna. Che le azioni alle quali eri costretta, per violenza o ignoranza, niente avevano a che fare con la sensualità e sessualità di una donna. Devi capire che è giusto amare il proprio corpo e averne cura, perché ci appartiene ed è la dimora che ci ospita, vi alloggia la nostra anima che è spettatrice sempre innocente perché nessuno può contaminarla. Se qualcuno ha sporcato la casa, la si pulisce, usando ramazza e secchi d’acqua e varichina e torna a splendere come prima e a profumare di pulito.
Intendo dire che devi dimenticare ciò che è stato come se non ti appartenesse. Non lo puoi cancellare dal ricordo, ma puoi, da quel ricordo, rinascere.
Non credo che l’uomo che hai amato ed è tornato a cercarti sia la persona giusta. Non esiste solo lui. In lui, inconsapevolmente, rivedi tuo padre, per questo non hai acconsentito alle sue richieste così poco delicate. In effetti non ha fatto altro che chiederti sesso, senza quella comprensione e delicatezza dovuta. Il rapporto fisico fra un uomo e una donna, non si chiede, avviene. E’ la conseguenza logica dell’amore, con delicatezza e rispetto dell’altro. Nemmeno si chiama sesso, ma passione, erotismo, completamento.
Ora, lui oltre ad una moglie che lo ama ( non credo sia solo comodità, ma anche fosse, si può ben capire) ha tre figli. Non credo che stare con lui ti possa ripagare delle ferite del passato. Per quelle, innocente, ti sei sentita indegna. Portando via il marito ad un’altra e allontanandolo dai suoi figli come ti sentiresti? Avresti voluto un figlio da lui, non pensi che tuo figlio meriterebbe un padre da non dover dividere con fratelli figli di un’altra madre? Perché vorresti complicare la vita a tuo figlio, dandogli un padre che già si presenta male?
Lui stesso ti dice che sfoga i suoi malesseri o crisi matrimoniale con rapporti sessuali extraconiugali… non mi sembra sia una bella presentazione.
Io penso, mia cara Angela, che tu abbia tutto il diritto ad una vita tua che sia sana e felice, in perfetta armonia mente-cuore-corpo. Non imbarcarti in un progetto d’infelicità: già sei stata fin troppo provata.
Devi avere fiducia e stima in te stessa. Immagino che tu sia fisicamente carina, molto maltrattata dentro ma, se ti vuoi bene e ti rispetti, puoi uscirne. Ti sconsiglio di confidare a lui il tuo passato, non mi sembra degno. Poi, sia in lui che in un altro, una tale rivelazione creerebbe un precedente che può condizionarlo e influenzarlo negativamente. Potrebbe addirittura rinfacciartelo e infierire, se tu avessi delle difficoltà nel rapporto sessuale. Potrebbe tormentarti con domande e richieste di particolari. O, peggio, sentirsi invitato alla trasgressione e curiosità morbosa.
Ho ricevuto confidenze di persone che hanno subito abusi simili nell’infanzia, o da un familiare, o amico di famiglia: confidarsi con l’uomo che amavano non le ha aiutate.
Gli uomini sono rimasti legati a certi pregiudizi ancestrali, non vogliono complicazioni, spesso non sono in grado di compatire o aiutare la propria donna, nello stesso tempo pretendono di essere capiti e, quasi sempre, se ne sentono in diritto. Pronti più ad accettare e comprendere (anche perdonare) relazioni passate della propria donna, ma non una storia di abuso e violenza, e poi di un padre, che li destabilizzerebbe, in quanto uomini e futuri padri.
Tieni sempre presente che non hai niente in meno di altre donne, che quello che è stato è capitato alla bambina di allora, piccola e innocente e proprio per il bene di quella bambina, la donna di adesso deve volerle bene, proteggerla e permetterle, ora che è adulta, di essere serena.
Ti abbraccio, Marzia