----- Original Message -----

From: Filippo

To: confid@confidenzialmente.com

Sent: Sunday, January 04, 2009 9:31 PM

Subject: lasciato, ma più innamorato!

 

Il fuoco e la cenere

Ciao, Marzia.

Ho visto oggi per la prima volta il tuo sito. Mi sento di chiedere consiglio poiché penso che ogni storia possa essere d’aiuto ad altri che potrebbero trovarsi nella medesima situazione. Oggi ho quasi 45 anni e sono prostrato dal mio amore che è cresciuto poco a poco fino a dismisura,  dopo una travagliata avventura di tre anni  con una donna, fatta di distacchi (suoi) e riprese (mie), insulti  e parole dolci, travagli e piccoli litigi (mai partiti da me) che mi hanno sempre fatto procedere coi piedi di piombo.

Dopo essere stato lasciato  nell’agosto 2007 (l’approccio è iniziato nel 2004) mi trovo a sentirmi ancor più INNAMORATO pazzo, come MAI nella mia vita, e ho capito che il mio sentimento d’amore è cresciuto in questi anni e penso a questa donna ogni momento, anche se è andata ormai a convivere con un altro e ha già avuto una figlia solo dopo un mese e mezzo!

La mia storia è iniziata quando a 40 anni l’ho invitata ad una gita al mare senza nessun secondo fine: siamo colleghi di lavoro, lei aveva 34 anni, per lei non nutrivo nulla, tranne una semplice simpatia di lavoro.

[…] Eravamo in casa di mio zio al mare e lei la prima sera, alla carezza della buonanotte, mi è saltata letteralmente addosso... Da lì ho iniziato ad essere confuso poiché non sapevo cosa stesse succedendo e non sapevo se iniziare una relazione con questa persona; ero del tutto impreparato e volevo verificare nel tempo quali sensazioni realmente provassi per lei.

[…]

Secondo me sono partito anche con un grosso handicap poiché sapevo che questa donna  era già stata fidanzata dai 20 ai 30 anni e, dopo questi dieci anni, si era sposata ed aveva divorziato solo dopo un mese di matrimonio.

Questo elemento mi ha sempre fatto pensare ad essere guardingo sulle intenzioni e le conseguenze di un fidanzamento che, ufficialmente, non c’è mai stato nel senso che non ci siamo scambiati anelli.

[…]

Dico però che da subito, entrambi abbiamo capito che tra di noi c’era un’intesa veramente straordinaria, perfetta, totale  e fatale a livello fisico! Mi bastava sfiorare 5 secondi la sua pelle per essere già in orbita, e lei idem. Questo elemento mi ha portato ad avere sempre più bisogno di lei, e lei di me,  anche se lei ha un carattere molto possessivo, geloso ed aggressivo in parole e gesti! Sempre più spesso coglieva la piccola mancanza o svista (di natura sono un po’ sbadato) per minare la mia autostima e dirmi che non facevo per lei, che non avrei trovato più nessuna, che stavo bene da solo, che la trascuravo.  

Prendevo atto di ciò che lei diceva anche se mi feriva, (mentre ho imparato che con le donne bisogna un po’ saper interpretare  ciò che viene detto, che non è sempre letterale) ma avevo paura di offenderla e quindi non rispondevo a tono, però rimanevo perplesso, cercando di capire cosa intendesse dire veramente perché avevo paura di perderla. Tuttavia, in qualche occasione in cui mi ha portato fuori dai gangheri, ho risposto alzando  voce e toni: sembrava che lei volesse intenzionalmente provocarmi, mancandomi anche di rispetto.

[…]

Per arrivare al sodo, saltando tanti episodi assurdi,  dico che proprio nell’estate 2007 ho finalmente maturato l’intenzione di iniziare un rapporto ufficiale ed un percorso di vita. Nei momenti di dolcezza lei mi portava letteralmente in paradiso e noi due avevamo assolute affinità culturali, intellettuali e di hobby. Lei mi disse però che aveva ormai avuto troppe delusioni da me in passato e voleva staccare, prendendosi un mese di riflessione.

[…]

Nell’agosto 2007, un’amica l’ha invitata ad una gita in barca ove lei è andata quasi per forza. Lì dice di aver miracolosamente trovato un uomo perfetto come lei lo voleva. Ha avuto un colpo di fulmine: in una settimana  si sono messi insieme e dopo un mese e mezzo lei era già incinta! Notare che anche questo uomo è già divorziato e ha altri figli. So che lei aveva il terrore di non arrivare per tempo alla gioia di una maternità, data la sua età ed aveva una fretta spasmodica di avere un bambino, pur non immaginando quando e da chi. Questo uomo sulla barca le ha dato fiducia dicendole che si assumeva la responsabilità di una paternità. Per ora convivono in un bilocale con il bimbo piccolo.

[…]

Cara Marzia sono disperato. MI MANCA SOLO LEI, è la prima volta che sento cosa significhi ESSERE INNAMORATO PAZZO. Il mio  è vero e proprio amore "spes contra spes" come dice Paolo di Tarso.

E’ la mia donna ideale per fisico e mente! Mi manca la nostra intesa e il nostro essere insieme particolari.  

Tutto il resto non prende più la mia attenzione e non svolgo più le mie attività con la precedente serenità. Se vado ad un concerto non lo gusto perché non c’è lei  a condividerlo con me. Nella giornata penso sempre a lei che non c’è. Razionalmente, pensando con rabbia che è  tra le braccia di un altro, dovrei rigettarla eppure il mio amore passa sopra tutto questo e non penso altro che a come sarebbe bella la vita insieme a lei ora! Ti confesso che se domattina tornasse, per qualsiasi  motivo, io sarei pronto a riprenderla con la bambina! Sento un’energia dentro, come un vulcano pronto ad eruttare.

Penso che forse anche lei abbia la nostalgia dei nostri momenti intimi perché la nostra sessualità era a livello davvero karmiko, totale, altissimo, d’intesa perfetta, di energia pura, di disinibizione  e franchezza totale, di simbiosi dei corpi. Anche lei la chiamava "maledetta attrazione che ci vincola".

[…]

Purtroppo non si sono combinati i nostri tempi e lei non ha voluto attendere la mia maturazione e decisione.  

Mi puoi dare una tua impressione, ti prego  dettagliata,  sul quadro che ti ho presentato? E  la tua previsione su di lei per come ti appare? Ci conto, per me è vitale!

Cosa fare o non fare, se attendere, sperare, macerarsi, ritentare, ignorare o dimenticare? Lei ha chiesto di tornare nella sede comune del nostro lavoro, sarà un vero problema rivederla e atteggiarmi con lei!

Mi fermo qui, spero ti basti, anche se potrei  riferirti, se vorrai,  molti altri dettagli utili.

Caro Filippo,

ho tagliato diverse parti della tua lunghissima mail e cambiato alcuni particolari per evitare che la protagonista sia riconoscibile.

Trovo che la tua "follia amorosa", conseguenza di una passione fatale, si sia troppo bruscamente e inaspettatamente interrotta, ferendoti nell’orgoglio e minando in gran parte la tua dignità perché immaginavi che, con un legame così impostato, di netta dipendenza fra voi, fosse impossibile separarvi.

In realtà, proprio la complicità "del tutto lecito", l’intesa sessuale che ti sembra perfetta, è responsabile di un certo atteggiamento di lei, della sua rabbia, delle sue offese e maltrattamenti spropositati alla minima occasione, sintomi di una ribellione, cosciente o no, contro un rapporto che non la completava.

La sua frase "maledetta attrazione che ci vincola", è molto significativa. Quel "maledetta" indica un giudizio negativo, un malessere, una scontentezza. Tant’è che, apparentemente, s’è buttata fra le braccia del nuovo uomo, proprio perché cercava qualcuno che le desse la forza di distaccarsi. Colpo di fulmine, lei dice. Non saprei. Nemmeno mi sentirei così convinta della solidità e completezza di quella relazione.

Non ti meravigliare per la celerità dei fatti, ricorda come, anche con te, l’intimità sia stata immediata, per non dire precipitosa. Alla prima occasione, per sua iniziativa e volontà. Forse anche allora, con te, lei stava cercando un gravidanza che non è arrivata. Infatti, tu riconosci che, dopo, ha tentato di convincerti senza riuscirci. L’altro, invece, s’è lasciato travolgere da tanta disinibita irruenza. E l’ha subito assecondata. O ha perso il controllo di sé. Non possiamo saperlo.

Avrai notato che ho inserito o sostituito alcune parti della prima con altre della seconda mail che  evidenziano maggiormente lo sconvolgimento che permane in te, nonostante tutto. Eppure non hai dimenticato (e le condanni) le crisi assurde di lei (le chiami isteriche), per motivi irrisori, quasi a voler provocare in te una reazione tale da portarti alla rottura. Mi dispiace dirtelo ma, forse, sperava che fossi tu a lasciarla. O perché non riusciva a trovare la forza di farlo o perché, tu giureresti il contrario, aveva già in mente un cambiamento, o sperava, in una relazione meno morbosa, più normale, meglio gestibile. Se adesso lei, per lavoro, si riavvicinerà, temo che la difficoltà non sarà soltanto tua, ma anche sua. Si sentirà a disagio, per motivi diversi e opposti, ma, perché no, anche simili. Nel senso che l’attrazione fisica, il desiderio, può ripresentarsi prepotente. Può accadere anche il contrario. Considera che potrebbe essere un banco di prova (per te) a dimostrare che la passione brucia e fa anche male, ma ha sempre un suo tempo, più o meno prolungato, mai definitivo. Potresti esserle indifferente e allora non ci sarà tentativo (sconsigliabile) che possa farla tornare indietro. Potresti, viceversa, tu, rivedendola, sentirti straordinariamente distaccato e demotivato. Infine, guarito. Non è l’unica donna della terra, così come il sesso, con l’intesa e la complicità che comporta, è importante ma non è l’unica ragione di un rapporto a due. Tu non riuscivi ad essere tenero e dolce e rassicurante come lei avrebbe preteso e, che tu affermi di aver imparato ad esserlo, ha poco senso, sono soltanto propositi. Certi gesti o sono spontanei e naturali o non s’imparano, infatti, rischierebbero di apparire costruiti, meccanici e forzati.

Da quanto spieghi, lei non t’ispirava tenerezza o istinto protettivo. Bastava, tu scrivi, sfiorarvi per sentirvi in orbita a livello sessuale. Non basta, sai, per costruire una famiglia e programmare una vita insieme. Ora che tu lo vorresti, parti sempre dagli stessi presupposti, anche se hai capito (pensi di aver capito) che c’è molto di altro e di più in te, rispetto a quello che le avevi dimostrato in passato. Io un po’ ne dubito. Dire che la riprenderesti (nell'ipotesi di un suo ritorno) con il bambino, dimostra solo una generosità apparente. Sai bene che, diversamente, non potresti separare una madre da un figlio piccolo tanto desiderato. Inoltre, non tieni conto che una madre, realizzata la maternità, potrebbe non essere la stessa donna che conoscevi, passionale e focosa, pronta "saltarti addosso" come fece quella prima volta. E tu potresti non essere la sana alternativa al padre biologico di suo figlio. Inoltre, lei ha sempre dominato il vostro rapporto, ha acceso la miccia che ha provocato l’incendio e, in seguito, è arrivata a condizionarti, umiliandoti, dimenticando che tutto è nato per sua scelta o capriccio. Non trovo sana una vita intera con questi precedenti. So che non condividerai le mie conclusioni, ma seguito a pensare che sia meglio non frugare sotto la cenere. La cenere va eliminata prima di accendere un nuovo fuoco e occorre legna nuova, di quella che arde mantenendo a lungo il fuoco acceso.

Ti abbraccio, Marzia

Marzia risponde