----- Original Message -----

From: Giovanna

To: confid@confidenzialmente.com

Sent: Monday, November 05, 2007 7:33 PM

Subject: l'amore infedele

I due piatti della bilancia

Cara Marzia, ti scrivo perché non so come colmare il vuoto che ho dentro... Sono una ragazza di 25 anni e convivo con un ragazzo meraviglioso da 6 anni e mezzo.
Nel primo anno io l'ho tradito, scoperta e perdonata, tra splendidi momenti e piccole incomprensioni, tutto è filato liscio fino alla scorsa primavera, quando, vedendolo strano, ho trovato un sms nel suo telefono.
Da lì, l'incubo... lui si era preso una sbandata per un'altra persona, se n'è andato di casa, poi è tornato e, a fatica, abbiamo ritrovato l'armonia di prima.
A novembre, mentre cercavo delle foto di un nostro viaggio, trovo dei filmini che lui aveva fatto con questa ragazza e non solo con lei...
Trovo delle foto abbastanza pesanti di ragazze nude, filmini di lui con altre ragazze.
Lui mi promette che era un periodo, che non accadrà più.
Da quel novembre ad oggi, le cose non sono cambiate, tranne che per il fatto che non mi promette più che non lo rifarà, perché lui si vede regolarmente con altre ragazze e lo ammette.
Dice che mi ama e gli credo, nel senso che quando siamo insieme è l'uomo ideale, premuroso, gentile, allegro.
Mi sveglia, ogni mattina, con la colazione a letto, mi riempie di coccole, però lui dice di non saper resistere alle altre.
Mi fa male da morire questa cosa, più di una volta ho pensato di lasciarlo ma fa troppo male...
Stiamo veramente bene insieme e tutti ci dicono che siamo una coppia modello... Ma, quando lui non c'è, lo immagino con le altre e questo mi uccide dentro...
Non so cosa fare...
Grazie per il tempo che mi hai dedicato


Cara Giovanna,

uomini così, a volte hanno compagne che li accettano, pur di non perderli, ma mortificano se stesse, si logorano di gelosia. Quindi… sono infelici. E’ questione di masochismo?

Diversamente ci solo donne disinvolte che, di quel certo costume spregiudicato, si vestono anch’esse e il rapporto di coppia si sviluppa e scorre su binari trasgressivi.

Non so quale, fra i due rapporti, sia più difettoso o malato.

Altre ignorano totalmente le infedeltà e vivono di serafica illusione. Altre ancora sospettano, ma fingono di non sapere, riuscendo perfino a non soffrire, convinte che il compagno non le abbandonerà mai se si manterranno su quella posizione.

Nel caso tuo, tu sai e ne soffri, appartieni quindi al primo caso che ho citato. In più c’è il precedente del tuo tradimento, poi perdonato. Forse di quello, lui si è fatto forte, dandosi una certa via libera e disinvolta.

C’è inoltre che, ad un certo punto,lui se n’era andato di casa, perché preso da passione per un’altra donna. Quando è tornato, hai perdonato, diversamente non avresti potuto, visto che già, lui, in passato, aveva perdonato te.

Però, da quel momento, si è creata una situazione ambigua. A lui conviene adesso che tu conosca tutto, così si sente autorizzato anche dal tuo beneplacito, ma non si è, del tutto, scaricato la coscienza, tanto è vero che, ti riempie di attenzioni, tipo la colazione a letto, le coccole. Una sorta di zuccherino per meglio farti mandar giù la pillola amara. E questo gli basta per sentirsi a posto? Per mantenerti buona, come una brava compagna di tutto comodo che sa, ma accetta, soffrendo in silenzio?

Non so come tu possa definirlo "un ragazzo speciale, l’uomo ideale, premuroso, gentile, allegro" quando dentro ti lascia il vuoto (parole tue) e, ogni volta che lo sai fuori casa, ti senti morire nell’immaginarlo con le altre.

Che cosa di peggio potrebbe farti, per non considerarlo speciale?

Hai mai provato a chiedergli se tu possa permetterti qualche diversivo, magari più leggero dei suoi, senza filmati intendo, senza trascendere nella perversione, simile alla sua?

Capisco quanto sia difficile per te, dopo sei anni di convivenza, prendere delle decisioni. Come aiuto, potresti soppesare le due possibilità, ponendo i due pesi sopra una bilancia immaginaria. Su un piatto metti la tua sofferenza attuale, insieme alla mortificazione, all’umiliazione, all’assenza totale di rispetto e, perdona, ci aggiungerei anche qualche rischio igienico per te, vista la sua facilità a certe pratiche. Sull’altro piatto, metti la tua disperazione nel lasciarlo, che però dovrai alleggerire di tutti gli altri elementi, sopra citati: la mortificazione, l’umiliazione, il rischio, avendo riacquistato, soprattutto, il rispetto di te. Un piatto toccherebbe terra e l’altro s’innalzerebbe, in una posizione quasi verticale, perché la sola disperazione di lasciarlo, sarebbe sempre poca cosa, rispetto alla disperazione della miseria che stai vivendo. Considera anche che il tempo appesantirebbe sempre più il primo piatto, mentre renderebbe molto più leggero, giorno dopo giorno, l’altro. Cosi ti sentiresti più leggera tu, come liberata da un incubo e di nuovo padrona di te e del tuo diritto di vivere e di riempire il vuoto che hai nel cuore.

Ti lascio riflettere.

Ti abbraccio, Marzia

Marzia risponde