----- Original Message -----

From: Emanuele

To: "confid" <confid@confidenzialmente.com>

Sent: Thursday, May 11, 2006 4:11 PM

Subject: Capire

 

Il coraggio di capire

Ho 34 anni e dopo 5 anni di convivenza siamo entrati in crisi o meglio lei è entrata in crisi, dicendomi di essere stufa, di non sentire più lo stesso sentimento..
Cosa è successo....le chiedo se mi ama ancora la risposta è non lo so, la stessa se gli chiedo: allora non ami più.
Non so cosa pensare adesso io sono tornato dai miei, accogliendo la sia richiesta di spazio e libertà per decidere, il risultato è che sono giornate intere in cui non risponde al telefono, bugie da parte sua.
Cerco di baciarla, mi risponde che le sembra strano, non le è più naturale.
Abbiamo passato un anno terribile in cui per motivi doversi (sua sorella si è trovata tradita dal marito con una ragazza straniera, e 2 figlie ) lei tornava a casa ad orari imprevedibili (per assecondare la temporanea "follia" della sorella tra inseguimenti, appostamenti, sparizioni notturne ecc...), io sfogavo il mio disagio chiudendomi in me stesso e privandola del mio affetto, a volte facendo discussioni anche violente (verbalmente s'intende), alla ricerca di una sua reazione per capire che ancora ci teneva a noi due e per trasmetterle tutto il mio disagio la mia sofferenza.
Purtroppo la sorte si è accanita contro di noi e mio padre si è ammalato gravemente, ha sostenuto due interventi molto seri in pochi mesi ed io ho scelto di stare vicino a lui… risultato lei si è allontanata ancora di più, mi dice che adesso sta bene, che nel lavoro ha trovato la forza per stare meglio ed ha imparato a stare senza di me e non vuole più tornare a stare male. Se si rivolge a me usa ancora e solo i "nostri vezzeggiativi"…

Mi sento perso perché se come si dice chi è  causa del suo mal pianga se stesso io mi sento molto causa perché alle sua mancanza adesso si è aggiunta l'assenza totale.
Non so cosa fare, devo lasciarla riflettere, devo cercarla, avrò di nuovo la possibilità di starle vicino, io la amo ancora tantissimo, non riesco a stare senza di lei.
Aiutami e scusa se la lettera è un po' lunga
ciao un bacio

 

Caro Emanuele,

onestamente non trovo che tu sia causa del tuo male, non ti riconosco torti particolari e le tue reazioni, degenerate in litigi, hanno avuto una ragione d’esserci.

La causa più probabile risale alle vicende della sorella di lei che l’hanno condizionata in modo tale da farle credere che l’amore (come spesso accade)) può finire quando meno te lo aspetti, che esistano infedeltà negate e che una donna possa trovarsi sola con due figli. Per non parlare di tutti quegli stratagemmi poco piacevoli che ha assecondato per dimostrare il tradimento del cognato.

Tutto questo deve avere immiserito i suoi sentimenti verso di te e, bisogna dirlo, immiserito anche il suo modo di essere. Perché, se tanto si è dedicata alla sorella, molto poco invece è stata vicino a te, quando, con  ragioni diverse e non meno importanti, avevi tuo padre per due volte operato. Non sei stato tu a trascurarla, mentre lei, in quei momenti difficili, si è rivelata poco disponibile, direi incapace darti un sostegno.

Rifletto che, la tua ex, così solidale con la sorella, non si è resa conto adesso di averti fatto del male, causandoti sofferenza e delusione, simile a quella che ha causato il cognato alla moglie. Nel senso che, anche se non c’è stata infedeltà, ha tradito ugualmente la tua fiducia, scaricando oltretutto su di te sensi di colpa, come se il solo responsabile del suo allontanamento fossi tu.

E’ anche vero che la responsabilità non sta mai da una parte sola, però tu, pur soffrendo il suo abbandono, invece che accusarla, cerchi e trovi ragioni per giustificarla: è ben diverso.  Nemmeno ti viene il sospetto che, se si rivolge a te con i vezzeggiativi di un tempo, sia ambigua e scorretta e voglia tenerti in sospeso. Ci sono quei suoi infiniti "non lo so" e anche il gesto di scansarsi quando cerchi di avvicinarti o di baciarla. Peggio ancora, ti ha messo fuori di casa (suppongo sia casa sua), perché... vuole i suoi spazi.

Le voglio dare anche il beneficio del dubbio, risalendo sempre ai fatti della sorella. Forse vuole metterti alla prova. E’ diventata sospettosa. Intende salvaguardarsi dall’eventualità di ritrovarsi nella condizioni della tradita e abbandonata. Ma, come detto sopra, non credo tu le abbia dato motivo. Quindi trovo fragile questa spiegazione, ma, se fosse reale, dimostrerebbe egoismo e, se permetti, scarsa intelligenza, perché non tiene conto del male che ti fa.

Se proprio dovessi darti un consiglio, ti suggerirei di farle una telefonata precisandole che sarà l’ultima ( devi esserne proprio convinto e deciso) e la informerai che, da quel momento, per un periodo che non sarà infinito, aspetterai che sia lei a cercarti. Detto questo, dovrà riflettere su quanto le costerà perderti. Ma, se non ti cercherà, dovrai metterti l’animo in pace: anche soffrendo, non dovresti più cercarla, perché il suo silenzio ti confermerebbe quello che lei non ha il coraggio di dirti e tu di capire.

 Ti accorgerai presto, che, per legge di natura, la sofferenza, pian piano, si affievolisce e, guardandoti intorno, vedrai che c’è altro, di meglio e di nuovo.

Ti abbraccio, Marzia

Marzia risponde