----- Original Message -----

From: Giordano

To: <confid@confidenzialmente.com>

Sent: Tuesday, September 26, 2006 3:02 PM

Subject: da Giordano

 

Immaturità

Cara Marzia,

sono il "Giordano" di un precedente scambio di e-mail, intitolato da te "Amare e' anche saper rischiare".

Ho pensato molto se scriverti questo messaggio, ma sento il bisogno di aggiornarti sulla mia vicenda. Purtroppo dall'ultimo incontro con la mia "alunna" (risalente ai primi di luglio) non ho avuto più modo di vederla e di parlarle di persona.

All'ultimo incontro, prima dell'orale del suo esame di stato, c'eravamo lasciati ripromettendoci di vederci per la preparazione dei test d'ingresso a medicina. In realtà era stata lei a dire, "dai, ci sentiamo nei prossimi giorni...".

Quasi tutto luglio e' passato senza che avessi notizie da parte sua. In parte me lo sentivo dentro, mi sentivo che non ci saremmo più rivisti.

Un giorno di fine luglio provo a chiamarla (verso le 19) per dirle se aveva voglia di andare a prendersi un gelato. Sarebbe stata l'occasione per confidarle quanto avevo da dire. Non risponde alla chiamata. Poco dopo mi richiama (erano le 20) e dice che era stata in giro con sua madre. Io le propongo l'uscita con gelato per il giorno dopo ma le mi dice che il giorno successivo deve prepararsi con sua madre su alcuni argomenti dei test (quelli generali, immagino) e che i giorni successivi andava a Roma (dove ha anche una casa) a fare un sopralluogo presso l'università. Comunque, mi disse, si può fare un'altra volta visto che ci dobbiamo vedere per studiare matematica e fisica per i test. Conoscendola, mi sembrava sincera, anche se la cosa mi ha fatto male.

Inizia agosto e nessuna chiamata da parte sua. Il 13 Agosto e' il suo compleanno. Avevo già in mente da tempo di farle un piccolo regalo (non era il primo che le facevo).  Le compro un paio di orecchini di perla Swarovski, perché più volte mi aveva fatto capire che le piacevano gli orecchini (chiedendomi un parere su come le stavano
quelli che indossava) e anche perché effettivamente le donavano.
Nonostante l'apparenza non e' un regalo economicamente impegnativo, ma il pensiero mi sembrava che sarebbe stato carino e irresistibile.
Domenica 13 all'ora di pranzo la chiamo, le faccio gli auguri e le chiedo quando e' che possiamo vederci perché ho un regalo per lei. Al telefono appare un po' imbarazzata, mi ringrazia per gli auguri (e tralascia di menzionare il regalo) e mi dice che quel giorno non può perché deve andare a pranzo con i suoi e poi nel pomeriggio deve
passare a trovare la sua insegnate di greco e latino alla quale e' molto legata (la conosco anche io). Altra doccia gelata, anche se ho avuto modo per altre vie di verificare che quello che mi aveva detto era vero. Le dico che allora aspetto sue notizie.

Nella settimana successiva nulla. Quale persona rifiuterebbe di ricevere un innocente regalo? Quale persona si dimenticherebbe di un regalo da ricevere?

Allora le mando un sms nel quale cerco di mascherare con una battuta la delusione derivante dal suo silenzio. Nulla. Nello stesso fine settimana decido di chiamarla. Mi risponde e la sento tranquilla e come se non ci fosse nulla. Mi dice che e' a Bologna a seguire i corsi di preparazione ai test e che e' incasinata perché la settimana
successiva sarà ad Ancona (per seguire altri corsi di preparazione) e poi a Roma per il test, i primi di settembre. Le dico, mascherando a malapena un certo disappunto, che allora aspetterò che si faccia viva lei.

So che il suo ragazzo (quella figura misteriosa di cui ti parlavo nel mio precedente messaggio) studia a Bologna, ergo lei e' stata a casa sua in quella settimana. I miei sentimenti erano un misto di gelosia ingiustificata e rabbia.

Da allora non l'ho più sentita. L'ho vista qualche volta in macchina da lontano. Il pacchetto con il regalo e' ancora sulla mia scrivania.
Mi sento tremendamente stupido e, allo stesso tempo, arrabbiato. Non ho intenzione di chiamarla. Ma nello stesso tempo mi voglio liberare al più presto di questo regalo. Tra l'altro, lei ha ancora dei libri che le avevo prestato per studiare e che vorrei e dovrei riavere indietro.

Il suo comportamento mi sembra di una maleducazione difficilmente qualificabile. Il punto e' che, per come la conosco, questo modo di fare non le appartiene e quindi non riesco a trovare un solo motivo che "giustifichi" questo atteggiamento. Ricevere un regalo e ringraziare non necessita di chissà quali atti di amore, dovrebbe rientrare sto regalando mica un anello di fidanzamento.

Lei mi piace ancora e a volte ci sto male, tuttavia il risentimento e la delusione (e la sensazione di essere stato STUPIDO) prevalgono adesso in me. Il mio carattere mi porta per natura a chiudere definitivamente ogni tipo di rapporto con chi mi fa sentire cosi. Per fortuna ogni essere umano possiede anche solo un minimo di amor
proprio che lo può salvare.

E il regalo? Cosa ne faccio? Ogni volta che lo vedo li' sul tavolo ripenso ad un semplice gesto di affetto rifiutato o, peggio, ad un semplice gesto di affetto che viene dimenticato come se fosse nulla.
Vorrei chiudere questa ferita al più presto. Ma rimango con la tristezza di non avere imparato nulla di positivo da questa esperienza.

Se le poche donne che mi hanno dato prova di avere uno spessore umano e affettivo decisamente fuori dal normale si comportano cosi', cosa devo pensare di tutte le altre? Come posso solo sperare che mi interessino ancora e che mi impegnerò per conquistarne qualcuna?

Grazie per aver prestato attenzione al mio sfogo e sarò ben contento di leggere una tua opinione su questo. 

 

 

Caro Giordano,

il mio suggerimento a dichiararti, presupponeva una conferma o una smentita al concetto che ti eri fatto della ragazza. Proprio per aiutarti a valutare meglio. Per obbligare lei a rivelarsi.

Perdonami, ma personalmente, non davo ( e non do) alcun credito alla maturità di una diciannovenne, non per sottovalutarla, ma semplicemente perché le concedo il diritto all’immaturità e alla conseguente mutevolezza tipica della sua età. A meno che non abbia avuto esperienze difficili e dolorose che l’abbiano precocemente resa adulta e matura.

E la maturità si dimostra, oltre che con l’intelligenza, soprattutto con quella sensibilità che permette di rispettare gli altri, senza giocare con i loro sentimenti.

Temo che il suo mostrarsi donna, fosse più un atteggiamento, studiato o no, per conquistare il tuo interesse e la tua stima. E mi sembra che ci sia riuscita perfettamente, tanto che nemmeno adesso, dopo la delusione, ridimensioni il giudizio su di lei.

Del resto è comprensibile: quando si è innamorati si ha una visione dell’altro-a attraverso una lente di ingrandimento molto colorata. E vederla oscurarsi fa male.

Può darsi, tuttavia, che la ragazza, studiando con te, subisse il fascino di un uomo colto e professionalmente preparato, ma, soprattutto, temo fosse lusingata dall’influenza che sentiva di avere su di te. Viene anche il sospetto che ti confidasse (mentendo?) la presunta insofferenza nei confronti del fidanzato per incoraggiarti. Non mi pare, o ricordo male, che, mentre ti frequentava, abbia rotto quel fidanzamento che, a suo dire, era opprimente. Tanto è vero che è stata ospite di lui, rientrando recentemente nella sua città.

Adesso si sta dimostrando una ragazzina che non ha il coraggio di sostenere un incontro con te e, di conseguenza, il tuo sguardo. O peggio, forse, non ha più bisogno di te come insegnante e quindi non trova il vantaggio di illuderti ancora.

Non sarà la curiosità di un nuovo piccolo regalo ( ma come mai ha accettato gli altri precedenti, a che titolo? Dove esiste che un professore faccia regali all’allieva e lei li accetti?) a portarla a te, semmai, forse, la preparazione ai prossimi test di matematica. Ma, se non ho capito male, per quei test si sta preparando altrove.

Lei sarà anche intelligente, ma ciò non le impedisce l’opportunismo e la vanità: è ,e rimane, l’allieva che ha fatto innamorare il professore e, dalla lusinga, passerà al senso di fastidio ogni qualvolta, lui cercandola, glielo ricorderà.

Sono molto dispiaciuta per te, ma nello stesso tempo mi meraviglio per la conclusione della tua lettera che ti riporto di seguito:

Se le poche donne che mi hanno dato prova di avere uno spessore umano e affettivo decisamente fuori dal normale si comportano cosi', cosa devo pensare di tutte le altre? Come posso solo sperare che mi interessino ancora e che mi impegnerò per conquistarne qualcuna?


Ancora persisti nel tuo errore di valutazione.

Ancora non vuoi ammettere che, la ragazza che hai così idealizzato, sia semplicemente una ragazza normale, non molto corretta forse, ma sempre con le attenuanti dell’età.

La tua delusione è forte, ma adesso anche il tuo comportamento è un po’ ingenuo e immaturo, per le ripetute telefonate che le fai e per quel tuo rammarico per il regalo che è rimasto sulla tua scrivania. Ti sembra così importante, rispetto al resto?

Ti conviene riporlo in un qualche cassetto, dimenticandolo. Non mortificarti, ricercandola. Telefona semmai alla madre, pregandola di farti avere i libri prestati (per me i libri sono sacri), perché ti occorrono per una cara amica che deve prepararsi su di essi. Aiutati con una piccola bugia e non mostrare rancore: è facile che si sia confidata con la madre.

Chiedi quindi alla madre la cortesia di portarti quei testi, o di dirti quando passare da lei a ritirarli. Mi viene la curiosità di conoscere se le lezioni alla ragazza erano a titolo solo d'amicizia, quindi gratuite. Evita di chiedere notizie della figlia. Insomma mostrati superiore e distaccato e… maturo. Perché l’amore e la delusione rendono davvero bambini e quindi immaturi. Non è stupidità, quindi non accanirti su te stesso.

E, soprattutto, tieni presente che la donna intelligente e capace di apprezzare la profondità dei sentimenti propri e di altri, tu non l’hai ancora incontrata.

Tranquillo, esiste, specie se non ti fai distrarre da valutazioni soprattutto estetiste e anagrafiche come la freschezza e la bellezza dei diciannove anni che, per quanto maturi possano apparire, hanno l’incoerenza e la mutevolezza, a volte crudele, dell’età.

Sono convinta, tuttavia, che, da questa esperienza, tu sappia trarre le giuste conclusioni, anche senza la mia analisi.

Buona fortuna, Marzia

Marzia risponde