----- Original Message -----
From: Elisabetta
To: webmnt@confidenzialmente.com
Sent: Wednesday, August 06, 2008 1:07 AM
Subject: due volte adultero...ho paura...cosa faccio?
Infedeltà e vittimismo
Sono Elisabetta ho 33 anni, una bimba di 4 ed un marito che ho scoperto per la seconda volta adultero.
La prima volta dopo 6 mesi che era nata mia figlia con varie complicazioni che ora via via sta recuperando e forse lui, sentendosi messo da parte e spaventato da tutte queste responsabilità/complicazion,i ha trovato un modo per evadere!
Non lo giustifico certo… cerco solo di capire...
Questa volta problemi economici, io ingrassata molto per un principio di depressione e lo trascuro ancora e lo attacco continuamente... ammetto tutte le mie colpe... ma non so cosa fare!
Ho paura a continuare (lui non sa che l'ho scoperto!) ma ho paura anche che tacendo possa perderlo...
Ho pensato di cercare di riconquistarlo... ma ho paura di non farcela, non sono una donna fatale... forse mi sento troppo mamma e non riesco a scindere i miei due ruoli di mamma/moglie!
Lui ha 29 anni, suona in un gruppo rock, è tornato più ragazzino di quando l'ho conosciuto... è questo mi ha sempre fatto alterare... forse non l'ho mai semplicemente capito... è un uomo ermetico non si apre facilmente... ho paura…
Mi sento male solo al pensiero di perderlo e che mia figlia soffra. Non lo vede quasi mai perché "lavora sempre"... stravede per lui.
Ma perché lo ha fatto di nuovo? non so cosa fare. Per favore, mi risponda.
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Cara Elisabetta,
i quattro anni della bambina sono troppo pochi per prendere decisioni drastiche e tu stessa ammetti che soffrirebbe, se dovessi separarti da suo padre, tuo marito. Io aggiungo che si sentirebbe disorientata e tradita più di quanto non ti senta tu adesso.
C’è una tua frase poco chiara, non so se ho capito bene quel "continuare così", che rende identiche le due ipotesi. Ma forse intendi che hai paura sia di seguitare, fingendo di ignorare, sia rivelandogli di aver scoperto la sua seconda infedeltà. Di conseguenza, qualunque sia la scelta, la vivresti male e il rischio di perderlo ci sarebbe in entrambi i casi.
Se hai paura di perderlo, vuol dire che, nonostante le infedeltà, lo ami ancora.
Su questo devi riflettere e sul bene di tua figlia che si lega al tuo.Inoltre c’è il fattore economico, che non è da sottovalutare. Di che cosa vivete? Hai un lavoro anche tu, fuori casa? C’è qualche familiare che può occuparsi della piccola se tu non ci sei? Ti faccio queste domande perché accenni alle
difficoltà economiche causa di questa seconda crisi coniugale e di una tua depressione che ti ha portato a trascurarti fino cambiare anche fisicamente. Ecco, è l’errore che molte mamme fanno, trascurarsi come se essere madri volesse dire non curare il proprio aspetto fisico. Con questo, non voglio suggerirti palestra o istituto di bellezza, specialmente se le condizioni economiche non lo permettono, ma mantenerti presente, attiva e in ordine, sia pure a livello casalingo: semplice ma gradevole, soprattutto non pensare di compensare le carenze affettive con cibo e dolciumi. D’altra parte, capisco che tu ti senta demotivata, ferita ed umiliata, quindi spenta. Ma devi importi di reagire. Sarà più facile riconquistarlo, visto che ci tieni. Per un marito, tornare a casa e trovare una donna "sciatta" e lamentosa non è il massimo delle aspirazioni. E, infatti, tuo marito a casa torna poco frequentemente.Mi auguro che, per lui, suonare in un gruppo rock non sia la principale fonte di guadagno, o lo è? In ogni caso, è un’ attività che lo porta a incontri e tentazioni, in una vita notturna dove l’apparenza prevale e l’offerta è molto varia e aggiungerei anche facile. Una vita abbastanza superficiale, quindi effimera, con l’illusione di un’eterna adolescenza, del resto ventotto anni sono pochi e magari lui si sente in diritto di viverli spensieratamente dimenticando doveri e responsabilità. Facile e comodo. Non è detto, però, che dia molta importanza alle avventure, più o meno periodiche. Potrebbe viverle, tenendo però sempre presente chi lascia a casa. Sta a te, cercare di dargli la sensazione di un punto fermo e sicuro, oltre che gradevole. Dovrebbe diventare quasi un sollievo, per lui, tornare a casa, trovare una donna tranquilla e sorridente, senza l’atteggiamento contrito di vittima sacrificale. Senza dimenticare una figlia piccola che stravede per lui e che, se non è un pazzo, ama. Purtroppo… a casa trova una donna che si è lasciata andare, che gli fa scenate e litiga spesso, che gli fa desiderare di tornare fuori casa, il prima possibile, nonostante la bambina.
Nemmeno io voglio giustificarlo, ma voglio farti riflettere che il lavoro maggiore devi farlo su te stessa. Dici di non essere una donna fatale, non credo tuo marito cerchi una donna fatale, quindi la copia di quelle che trova già nei night o in discoteca. Ma, probabilmente, una moglie fresca e carina sì.
L’enigma, per te, sembra essere: parlare – non parlare, dirgli di aver scoperto il secondo adulterio (e quanti può avertene nascosti?). Se parli gli dai l’appiglio per una litigata solenne, di quelle che gli fanno sbattere la porta e andarsene. Se taci e fai la vittima derelitta, lo porti pensare che, per fortuna, ha qualche alternativa fuori casa, altrimenti con una moglie sempre immusonita e lamentosa o peggio urlante, rischierebbe di impazzire.
Il consiglio? Cerca di volerti bene, per il bene della tua bambina. Sarebbe anche lei felice di avere una madre gradevole e sorridente, che ha cura di sé, oltre che di lei. E, quindi, prenditi il giusto tempo e lo spazio, per cambiare te stessa e per stabilire che puoi ancora piacere agli altri e quindi a tuo marito. Per un’eventuale decisione definitiva, rifletti bene e pondera tutto, mai agire d’impulso, semmai, consigliarti con una persona esperta nel settore per non commettere errori che possano danneggiare sia te che la bambina.
Ti ci vuole coraggio, in ogni caso, grande forza di volontà. Spesso la depressione è un alibi comodo e vile dietro cui si nasconde scarsa fiducia in se stessi, ma anche, sbagliando, si pensa di vendicarsi dei torti subiti, illudendosi, di suscitare sensi di colpa e quindi impietosire.
Con la sincerità che mi contraddistingue, ho cercato di spronarti a reagire nel modo più sano. Sono sicura che puoi farcela.
Ti abbraccio, Marzia