From: Gigliola

Sent: Friday, June 26, 2009 1:43 AM

To: <confid@confidenzialmente.com>

Subject: tè con dentro il rospo

 

Insalata senza rospo

Cara Marzia,

ti scrivo per chiederti un parere sulla seguente situazione. Da più di un anno conosco un professore della mia facoltà, sono una sua studentessa con la quale sta svolgendo un progetto per la conclusione dei miei studi. Aggiungo che essendo già insegnante e lavorando a scuola a tempo indeterminato, sono una studentessa un po' particolare ed in età avanzata (37). Questo professore (presumo di una decina di anni più anziano) si è mostrato sempre molto cordiale con me. Forse è sempre trapelato un certo affetto-ammirazione per me (riesco molto bene nello studio, tratto un argomento che a lui interessa e la professoressa con cui sto scrivendo la tesi mi già ha proposto di intraprendere la carriera universitaria dopo la laurea). Da alcuni suoi sguardi ho letto tenerezza-protezione-dolcezza ma mai di morbosità. Nei vari incontri per correggere i miei lavori si è iniziato a parlare anche del più e del meno. E sono iniziati dopo qualche mese dei piacevoli tè, presi nei pressi dell'università, dove oltre a parlare di studio si parlava di cose della vita ma sempre con rispetto e senza entrare nelle rispettive sfere private. Anzi a dire il vero, lui piano piano mi ha parlato di sua sorella delle sue nipotine, del rapporto problematico che aveva con i suoi genitori, di quando studiava filosofia qui a Roma. Insomma lui, persona abbastanza riservata, ha iniziato ad aprirsi mentre io sono rimasta inizialmente più sulle mie. E quando si parlava di argomenti che riguardavano anche la sfera etica, politica, rapporti umani davvero percepivo di avere di fronte a me una persona corretta e sana che la pensava come me. Mi ha sottolineato più di una volta il fatto che non aveva esperienze dirette di figli e ha sempre cercato di lanciarmi dei messaggi in cui dava ad intendere che era una persona libera (so per certo che non è mai stato sposato). Gli incontri per il tè, sono stati sempre proposti da lui, solitamente a fine degli incontri dove correggeva i miei lavori. E nei quali incontri per il tè fino a dicembre ci si dava del lei, ma poi, sempre sotto richiesta di lui si è passati al tu. Io sono diffidente di natura ma solitamente il mio intuito non sbaglia ma mi muovo comunque con estrema cautela. Sinceramente con il tempo ho improvvisamente iniziato a provare un sentimento profondo e la voglia di conoscerlo meglio. Ma non ho mai preso iniziative con lui di alcun genere (fare inviti, allusioni, civettare). Sono una persona semplice e riservata ma soprattutto non mi piace prendere iniziative per prima con gli uomini. Mi sembrava proprio una persona pulita, sensibile, onesta di cui fidarsi. Mai una parola fuori posto, un doppio senso, insomma mai atteggiamenti che potessero farmi dubitare di poca sincerità da parte sua o di una propensione a giocare con i sentimenti o a pavoneggiarsi con le studentesse (ho osservato da lontano come si muoveva in facoltà e quello che si dice su di lui e non è uscito niente di anomalo). Sempre presente nelle mie richieste di studio. Massima disponibilità ed affidabilità. Una persona umana che lavora anche in progetti di ricerca per i ragazzi non udenti. Avrei detto la classica brava persona. Ma ora arrivano i dubbi, e pesanti. Perché venerdì, a distanza di due giorni dall'ultimo tè mi arriva la seguente email (mai capitato prima. Perché i contatti tramite email erano nella media delle due settimane). Complice di questa email probabilmente un abbraccio nato molto spontaneo che ci siamo scambiati, come un altro paio di volte, alla fermata dell'autobus davanti alla facoltà, dove lui di solito mi accompagna aspettando che arrivi il mio autobus. Ma quest'ultima volta ha poi attraversato la strada, si è girato e mi ha sorriso (non l'aveva mai fatto prima) ed io ho contraccambiato...

[…]

Vedi Marzia ora si affaccia l'ipotesi di una terza persona, mai nominata. Anche se al primo istinto davvero non posso credere che sia questo il motivo. Ma quale altro?? Il cuore dice di no ma la ragione mi dice che sicuramente c'entra un'altra persona. Come uno scheletro che potrebbe uscire da un armadio... ed io non credo che in questo caso sia giusto coinvolgermi. Oltretutto io non ho mai fatto domande personali, chiesto nulla. Sembra quasi che lui si voglia giustificare di un mancato invito. Credimi io non gli ho chiesto nulla, né alluso a nulla. Oltrettutto lui sa che io tra poco ho un esame e poi parto, pure ad agosto vado all'estero per motivi di studio insomma non è che stavo per mettermi in attesa di un suo invito per un cinema, insalata od altro. E poi scusa se uno non può/vuole fare un invito, non lo fa e basta, che bisogno c'è di giustificarsi. Cosa vuole? Ma soprattutto cosa gli rispondo? E' gia passata una settimana...

Grazie per l'aiuto che potrai darmi nel fare chiarezza

 

 

Cara Gigliola,

se posso esprimerti il mio parere, mi sembra che tu sia troppo severa con lui e con te stessa e, soprattutto, che abbia frainteso il contenuto della sua mail. Non credo che possa farti intendere una giustificazione ad un mancato invito o sottintenda una qualche sollecitazione tua. Sembrerebbe piuttosto voler chiarire la propria posizione, prima di approfondire il rapporto con te, così come "lui" desidererebbe e vorrebbe che anche tu lo desiderassi.

Ti stima, di certo, gli piaci, probabilmente ti ha anche studiata e osservata, quindi si è mosso con molta cautela nel timore di essere giudicato affrettatamente. Come, in effetti, è accaduto per quella sua mail, che è semplicemente un invito a conoscervi meglio e una sua necessità di raccontarsi e informarti così che, fra voi, non ci siano malintesi. È possibile, come tu dubiti, che abbia avuto (e abbia) una precedente storia che declina a fatica, per certi suoi scrupoli o altro che ti spiegherà, se glielo permetterai. D’altra parte, non si può pretendere un uomo della sua età sia privo di passato sentimentale. Evidentemente, lui cerca anche una motivazione valida che gli dia la spinta definitiva a rompere un situazione problematica. Potrebbe esserlo l’innamoramento per un’altra donna (tu) che lo contraccambi e che lui considera, oggi, una delizia.

La metafora del "rospo" che tutti abbiamo in noi, difficile da dichiarare o eliminare, riguarda evidentemente soprattutto lui che, prima di manifestarlo, ha forse sperato (!) che anche tu ne rivelassi uno, così da rendere meno difficile un’eventuale confessione del proprio.

Questo professore, che si esprime per metafore, cita "l’insalata" per un rapporto che vorrebbe rendere quotidiano: "le cose della vita". Come potrebbe essere una normale colazioni a due, piuttosto che il solito tè pomeridiano. Insomma, uscire da certi incontri formali e renderli più intimi.

Se ancora non lo hai fatto, dagli la possibilità di spiegarsi e chiarire. Poi tu, come precisi nella tua mail, starai fuori per un certo tempo, quindi avrei modo di riflettere e interrogarti.

Sii cauta, ma non prevenuta. Interrogati e chiediti piuttosto se provi attrazione per lui, se ne sei innamorata o, semplicemente, avendolo ritenuto una persona seria e rispettosa, hai pensato ad un’occasione per "accasarti". Nell’ultima ipotesi, lascialo perdere: senza attrazione fisica e amore, non c’è storia che valga la pena di essere vissuta.

Se posso permettermi, non farti tentare di lasciare l’insegnamento, per un’ipotetica quanto improbabile carriera universitaria. Parlo per esperienze negative di familiari e anche d'amici che, dopo qualche anno di duro lavoro, studio, ricerche, si sono resi conto di aver molto dato e ricevuto in cambio solo il classico pugno di mosche. Di conseguenza, sono ripartiti da zero.

Ti abbraccio, Marzia

Marzia risponde