----- Original Message -----

From: Martino

To: confid@confidenzialmente.com

Sent: Monday, February 11, 2008 1:13 PM

Subject: Capire cosa provo

Insicurezza e disistima di sé

Cara Marzia,

sono un ragazzo di 19 anni che sta vivendo un periodo molto particolare della sua vita.

Il quadro è abbastanza complicato e spero di riuscire a spiegartelo nel migliore dei modi.

Tutto è cominciato circa tre mesi fa, quando certi pensieri hanno iniziato a balzarmi in mente. Ero costantemente afflitto da paure di poter perdere il controllo di me stesso e di fare del male agli altri; per qualche settimana non riuscivo nemmeno a dormire da solo!!! Ho iniziato ad andare da uno psicologo verso i primi di gennaio e queste mie paure sono diminuite di intensità e frequenza anche se nei periodi più negativi mi ritornano in mente. Io reputo questi mie "ossessioni" come le ha definite il mio psicologo nate da un periodo estremamente stressante e indeciso della mia vita nel quale mi sono ritrovato a mollare la mia facoltà iniziale all'università per provarne un'altra col risultato che niente è migliorato, anzi! e da un tentativo di emancipazione da una famiglia fin troppo premurosa e apprensiva che non mi ha mai permesso di camminare da solo! Il problema che mi affligge in questo periodo è un altro e riguarda il mio rapporto sentimentale con una ragazza, ed è per questo che ho deciso di scrivere qui. Io e la mia fidanzata eravamo nella stessa classe al liceo per 5 anni e in quattro di quelli non ci siamo mai nemmeno parlati.. troppo diversi i nostri mondi e non la reputavo neanche una bella ragazza. L'anno scorso abbiamo cominciato a scherzare ed è nata una simpatia tra di noi. Verso maggio dell'anno scorso ci siamo baciati per la prima volta in gita anche se io avevo detto a tutti quelli che insinuavano qualcosa prima della gita che io non pensavo minimamente a lei. La storia poi è proseguita come una storia solo fisica anche se da parte mia non c'era vera attrazione ma essendo un po’ "indietro" volevo provare a fare qualche esperienza. I mesi successivi sono stati fantastici, i migliori della mia vita, qualcosa in me era cambiato e in certi momenti pensavo a lei veramente come la ragazza giusta con la quale condividere una vita insieme;  abbiamo, quindi, cominciato a frequentarci regolarmente e ci reputavamo entrambi innamorati, anche se, a dir la verità,  vedevo lei più presa di me e pensavo che la storia sarebbe durata fino a che fossimo stati bene insieme. Ora, in questo mio periodo di depressione, non riesco più ad amarla, e comincio a mettere in dubbio anche l'amore dei mesi precedenti, confrontandolo con una mia "quasi" storia avuta due anni prima dalla quale ho avuto solo una cocente delusione. In effetti è questo che  mi turba... Se confronto ciò che ho provato per quell'altra ragazza e per la mia attuale fidanzata vedo che nella mia prima storia le mie sensazioni erano altre.. Quando però sento che l'eventualità di mollarla è vicina sto malissimo e faccio di tutto per farle sentire il mio amore... Non riesco più a capire cosa provo. Vorrei innamorarmi della mia fidanzata, una ragazza simpaticissima e affettuosissima che in questo mio periodo di depressione ha saputo sopportare le mie morbose e petulanti lamentele e a volte anche qualche attacco al suo modo di fare, inoltre, da qualche mese in qua la vedo veramente bella e si è notevolmente valorizzata dal punto di vista estetico! Non ci capisco più niente. Forse non riesco ad accettare la verità di doverci lasciare, o forse tutto questo periodo di non salute mentale non riesce a farmi pensare in modo corretto, ma in modo negativo.... e né io né lei sappiamo più che fare, so che tu non puoi avere un quadro completamente soddisfacente, ma forse un consiglio da una persona esterna e staccata emotivamente da noi può fare bene.

    

Caro Martino,

trovo sorprendente che tu, lucidamente, ammetta certe tue problematiche che definisci di non salute mentale.   Ti riferisci, soprattutto, alla paura di poter fare del male agli altri, per la mancanza di controllo di certi impulsi violenti. Va bene definirli ossessione, ma sarebbe, piuttosto, più interessante stabilirne la causa. Forse il rancore verso chi ritieni responsabile delle tue insicurezze, della tua incapacità a fare delle scelte convinte. Eccesso di protezionismo subìto. Anche una qualche delusione sentimentale, che ti ha fatto soffrire. Sofferenza che hai repressa per orgoglio. Oppure, certi sensi di colpa, nel caso in questione, verso la tua fidanzata attuale che, in un primo momento, hai usata  come ripiego o solo per sperimentare certe possibilità e dimostrare a te stesso che anche tu, come gli altri, sei stato in grado di "emanciparti" sessualmente.

Devo dirti, in ogni caso, che quasi tutti, fanno il tuo stesso percorso, senza però porsi tanti scrupoli e con un certa, volontaria o no, spregiudicatezza che rasenta il cinismo. Vale per i ragazzi, ma anche per le ragazze che partono dal principio che "così fan tutti e così va fatto" per non essere considerati  strani o diversi  e venire perfino emarginati.

Evidentemente tu sei più sensibile dei tuoi coetanei, di certo più riflessivo e quindi ti abbandoni a considerazioni approfondite, là dove gli altri si dimostrano più superficiali.

Non dimenticare che hai diciannove anni e che la tua età va vissuta con spensieratezza, anche se con rispetto degli altri. La tua ragazza ha la stessa tua età. Troppo giovani entrambi per un impegno definitivo o anche per capire se di vero amore si tratta, o affinità varie unite dall’affetto e dalla consuetudine. Può anche essere che ti sconvolga ammettere che, partito "tanto per", adesso ti sia realmente innamorato di lei, così che l’idea di perderla ti fa star male. Ancora una volta, orgoglio nel senso sbagliato?

La vedi bella e attraente, pur avendolo negato in passato, un segno abbastanza significativo.

Il confronto con l’innamoramento precedente, non ha senso. Ogni storia è diversa dall’altra e le emozioni non si replicano: l’amore può avere sfaccettature e contenuti diversi e non per questo essere minore o maggiore. E, soprattutto, non ci s’innamora una volta sola.

In caso contrario, se la mia ipotesi fosse sbagliata, è logico che tu stia male all’idea di farla soffrire, decidendo di lasciarla. Dopotutto le vuoi bene e avete vissuto momenti felici insieme. Qui si tornerebbe alla tua "ossessione" passata: la paura di fare del male. Mio caro ragazzo, non mi stancherò mai di ribadire che si fa del male anche restando accanto a chi non si ama perché si illude e si inganna. Si fa del male anche a se stessi per un sacrificio che non ha senso di essere. La vita va pure vissuta per quello che è, e ci propone, volendo del bene a noi stessi, oltre che agli altri.

Fare veramente del male è diverso e ben più grave. Ogni giorno la cronaca ci propone esempi drammatici che suscitano orrore.

Veniamo alle tue incertezze legate all’università. Sei così intelligente da capire che tutto si lega agli altri motivi d'insicurezza e disistima di te.

Hai cambiato facoltà, non è un dramma. Nemmeno la nuova specializzazione ti soddisfa. Non fartene una colpa. Suppongo che tu sia semplicemente all’inizio, mai un esame, vista la tua età. E’ probabile che ti sia imposto un compito e una scelta che non ti appartengono, magari soltanto per non scontentare gli altri, o per dimostrare che sai essere come loro ti vogliono. Questo ti condiziona e ti fa perdere di obiettività.

Ci sarà pur stato in te un desiderio diverso che non coincide con quanto ti è stato suggerito, che hai nascosto perfino a te stesso e che può essere altrettanto valido, ugualmente meritevole e rispettabile? Lo hai bloccato per timore della disapprovazione dei tuoi familiari. E, se così non fosse, ma ne dubito, vorrà dire che, semplicemente non sei ancora abbastanza maturo da capire cosa veramente vuoi dalla vita. E, bada bene, a diciannove anni, sei più che giustificato. Il segreto, caro Martino, è imparare a volerti bene e a concederti un minimo di sano egoismo, proprio per evitare che, facendo del male a te stesso, di conseguenza tu ne faccia agli altri. Di questo devi convincerti.

Con simpatia, Marzia

Marzia risponde