----- Original Message -----
From: Cristina
To: <
confid@confidenzialmente.com>Sent: Wednesday, July 11, 2007 5:11 PM
Subject: é più marito o figlio
L'invadenza di una suocera
Cara Marzia,
Ho letto alcune tue risposte alle domande che ti hanno fatto via e-mail e mi sono piaciute
molto, quindi ho deciso di scriverti anche io.
Ho 28 anni e da quattro anni convivo con il mio ragazzo due anni più piccolo di me, di nazionalità albanese. Mi sono innamorata di lui quanto lui di me ed andava tutto bene per due anni stando in affitto nel mio appartamento. Poi però abbiamo deciso di crearsi una famiglia ed è nata la nostra bambina, noi abbiamo comprato la casa con il mutuo e li sono cominciati i problemi, ha smesso di aiutarmi di fare i lavori di casa, lavare i piatti, cucinare, ha smesso di fare tutto.
Quando ci siamo conosciuti, spesso mi raccontava come aiutava ai suoi genitori, come gli mandava i soldi e che un domani gli farà venire a vivere qui a casa sua. Questa cosa ho voluto chiarire prima di crearsi un futuro comune e di comprare insieme la casa, gli ho detto che se decide di crearsi una famiglia con me che sappia che io non accetterò mai la convivenza con i suoi genitori. Successivamente gli ho conosciuti e ho visto che se lui chiede la sua mamma di portargli le calze lei gli le mette direttamente sui piedi, lo accarezza, coccola continuamente, gli fa massaggi sulla schiena, la mattina quando stavano da noi per fine settimana perché gli ospitava la sua sorella, sua mamma entrava nella nostra camera da letto senza bussare e quando gli cercavo di far capire che prima deve bussare (perché italiano sa dire solo tre parole) mio ragazzo mi ha detto che
le sono mancata di rispetto. Quando sta in Albania ci chiama anche a mezzanotte sapendo che il telefono è nella cameretta dove dorme la bambina di 20 mesi solo per sapere perché il suo figlio non la chiama, altra volta ha chiamato piangendo dicendo che sta tanto male, e durato per mesi e alla fine l'hanno fatta venire qui per visitarla dai specialisti gli hanno fatto tutti tipi di esami e durato tre mesi ma alla fine tutti hanno detto che non ha niente e che sta bene.
I problemi sono cominciati perché lui gli vuole far venire a vivere a casa nostra insieme a noi ignorando che io non ne voglio sapere nulla. Non avendo tante possibilità di scelta ha cominciato trattarmi male, tornare a casa tardi di notte sperando che cambiassi idea. Ma come potrei se ora fa tutto questo solo per arrivare ad accontentare i desideri dei suoi genitori ignorando le mie esigenze.
Io non voglio dire che non rispetto i suoi genitori ma voglio vivere la nostra vita senza che ci intromettono fra di noi. Vivendo insieme lui farebbe solo quello che gli dicono loro perché il figlio da loro deve obbedire i genitori. Per loro è normale guardare la TV con i piedi sul tavolino mentre io faccio le pulizie e chiedermi un bicchiere di acqua in albanese tramite suo figlio che me lo traduce in italiano in tempo che lo avrebbero già fatto da soli.
Non sapendo come gestire più la cosa ha deciso di mettere in vendita la nostra casa (anche se non vedo iniziative fisiche solo a parole) ed andare in affitto in un appartamento solo a nome suo, così finalmente potrà far gli venire a vivere a casa nostra. La mia risposta era che se la vende io e bambina andremmo vivere per conto nostro e lui che va pure vivere con la sua mamma.
Io lo amo ma credo che se farà questa cosa è una dimostrazione che non mi ama e non gli importa tanto di me quanto dei suoi genitori. Come si fa vivere con un uomo che per amore verso i genitori e capace lasciare la propria famiglia.
Spero che mi rispondi.
Cara Cristina,
devo basarmi solo sulla tua versione dei fatti che, tuttavia, considero sincera. Disturba la coincidenza del cambiamento del tuo compagno con l'acquisto della casa. Sembra quasi che lui mirasse a quello e, una volta che c'è riuscito, il suo atteggiamento sia cambiato. Sarei curiosa di sapere a chi è stata intestata la casa e se il mutuo viene equamente suddiviso o pesa solo sulle spalle di uno dei due. Tutta è andato bene finché abitavate il tuo appartamento in affitto. Dopo la nascita della bambina e la nuova casa, lui è tornato ad essere se stesso, l'uomo capo famiglia, secondo il concetto e i costumi della sua terra e della filosofia islamica, ammesso che quella sia la sua. La donna deve servire il marito e anche i familiari di lui, senza reagire mentre l'uomo comanda e gli si deve obbedienza. E' quello che il tuo compagno vuole dimostrare alla madre.
Non è ben chiara la minaccia (solo a parole) di vendere la casa (non ancora vostra, ma vincolata al mutuo). Può darsi che, al proposito, ci siano state discussioni fra voi e tu gli abbia rinfacciato che la casa è anche tua e non vuoi che sua madre ci venga a comandare. Soprattutto ti disturba per come, eccessivamente, lei si dedichi al figlio, come volesse dimostrare che solo lei sa curarlo a dovere, mentre tu lo trascuri. Non so capire se quel tipo di comportamento, servizievole all'eccesso della madre, sia comune in Albania. Se non lo è, c'è qualcosa di morboso in lei, quella rivalità e gelosia che a volte alcune madri (anche italiane e più comunemente di un figlio maschio) dimostrano, che le fa soffrire e le rende vendicative. E' una sbagliata idea di possesso del figlio e di contrarietà e rivalità verso la donna che non corrisponde a certe caratteristiche che pretenderebbero. Le mogli albanesi, così dicono, sanno essere molto docili, umili e servizievoli. Non a caso, gli uomini italiani spesso le sposano. Disillusi dalle donne italiane, considerate troppo emancipate e pretenziose. Poi, purtroppo, vengono smentiti da alcuni episodi di cronaca che raccontano di maltrattamenti del marito, o del compagno, verso donne italianissime. Come a dire che la verità ha sempre due facce e non è certo questione di paese d'origine.
Io penso che ogni donna, di qualsiasi cultura e nazionalità, abbia diritto al giusto rispetto e considerazione, ciò vale quindi per la madre del tuo ragazzo albanese, ma vale anche per te e per tua figlia. Non so se il tuo compagno, permettendo a sua madre di servirlo fino a portargli e infilargli i calzini, le dimostri rispetto. Né lei lo dimostra alla nipotina, svegliandola di notte con lo squillo del telefono, solo per avere notizie del figlio che non la chiama. Strano concetto del rispetto. Lei entra in camera vostra senza bussare, ma il tuo compagno rimprovera te che glielo fai notare. Tuttavia, se lo ami, un punto d'incontro va trovato, meglio se da parte di entrambi, un passo di ciascuno dei due, verso l'altro.. A volte basta un tono di voce meno alterato, senza aggredire, un chiarimento pacato, un gesto affettuoso, per risolvere una questione.
Ciò che preoccupa di più è che il figlio si lasci influenzare dalla madre. Non è una situazione facile. Difficile anche quando c'è amore. Tu minacci che, se lui venderà la casa (quindi è intestata solo a lui?) andrai a vivere per conto tuo con la bambina. Dimentichi che è anche la sua bambina, alla quale probabilmente ha dato il nome e sulla quale vanterà diritti. Prima di qualsiasi passo, rivolgiti a chi conosce bene il diritto di famiglia. Sappi che, se abbandoni il tetto sotto il quale vivi con lui, passi dalla parte del torto e lui potrebbe servirsene contro di te fino a pretendere l'affidamento della figlia.
Devo anche dirti che, spingere un figlio contro i genitori è sempre sbagliato. Possono essere i peggiori del mondo, ma accade che, se un figlio li giudica male dentro di sé, non permetterà, tuttavia, ad altri, di fare altrettanto e apertamente. Potrebbe arrivare a considerarti una nemica. Lui pretende che, se lo ami, tu sia capace di accettare anche sua madre. Sotto certi aspetti, ha anche ragione, l'importante che anche sua madre sappia accettare te. Del resto, quella donna è molto astuta, sa come blandirlo e viziarlo per convincerlo che tu non sei la persona giusta per lui e forse nemmeno una buona madre per la bambina. Muoviti con molta prudenza, per non dire diplomazia. Misura ogni iniziativa con intelligenza. D'altra parte, io ti capisco benissimo e non vorrei mai che qualcuno invadesse di proposito la mia vita privata, sconvolgendola. Non auguro a nessuno una rivale come la tua.
Adesso è importante, mia cara Cristina, che tu ti domandi quanto ancora, tu e il tuo ragazzo albanese vi amiate. Di lui dubiti, ma di te stessa? Puoi risponderti soltanto tu. E, dopo una risposta sincera, agisci di conseguenza.
Ti abbraccio, Marzia