----- Original Message -----
From: Liliana
To: "Confid"" <Confid@confidenzialmente.com>
Sent: Saturday, September 15, 2007 12:00 PM
Subject: l'invidia femminile
Invidia o egoismo?
Dalla mia esperienza da donna, ti dico che, purtroppo, da quando avevo 13 anni, ho sopportato molte ingiustizie nei miei confronti (da coetanee e non) e ti assicuro senza ragione. Ho sofferto moltissimo nella mia (intanto breve) vita e questo mi ha resa molto restia nell'aprirmi con le persone, diciamo soprattutto con le mie simili. Ammetto che in passato ho avuto un'amicizia fraterna con una ragazza e ne ero felicissima, mi sentivo capita e appoggiata nei pensieri femminili, compresa nelle emozioni (è bellissimo davvero avere una complicità tra amiche)! Purtroppo, anche in questo caso, ho preso la mia bella bastonata e mi sono resa conto (dopo 15 anni)che l'amicizia VERA, come intendevo io, era solo nella mia mente, non nella sua.
Ancora oggi (ammetto di essere molto sensibile, forse ancor più delle donne in generale) soffro per degli atteggiamenti d'invidia o astio nei miei confronti da parte di altre donne, la maggior parte delle volte, se non sempre, intuiti (perché in età adulta nessuna ti "dichiara guerra" apertamente, soprattutto per camuffare la propria personalità di fronte agli altri e agli uomini che, si sa, queste "sottigliezze" non le guardano) e ancora non ho imparato a gestire queste situazioni che mi mettono in difficoltà e fanno stare male. Io tendo a non disturbare le altre: se trovo sintonia allora piano piano instauro un'amicizia seppur sempre un po' distaccata (ho troppa paura), se hanno l'uomo e non le conosco cerco di non guardarlo addirittura, perché non si facciano strane idee (del tipo "vuole provarci con lui" o simili), se hanno l'uomo e le conosco, quando sono insieme, do la maggior parte delle attenzioni comunicative a lei (sempre per la ragione di pocanzi)... eppure sono spessissimo oggetto delle loro piccole vendette personali... mah!
Le donne che io ho conosciuto e che vedo (per fortuna si tratta solo della maggioranza... quindi qualcuna buona c'è, sono invidiose anche di un lucidalabbra in più, di tutto in generale... se non sanno per cosa tormentarti, prima o poi lo inventano e ... patatrac! E' terribile, sembra che non conoscano la famosa e splendida frase "Vivi e lascia vivere" o forse l'educazione della prole femminile pecca ancora nel 2007 di qualcosa che non so.. .o forse la società e i media che puntano alla donna solo immagine stanno combinando un bel casino!
Cara Liliana,
dell’invidia ho scritto molto. Mi pare che, anche nella sezione di attualità "Parliamone", ci sia un pezzo sull’argomento, in chiave un po’ ironica, anche se molto critica.
Considero l’invidia uno dei peggiori sentimenti, il più meschino, perfino il più dannoso perché può generarne altri molto pericolosi. Non per niente, la Chiesa , con tutte le riserve che se ne possono fare, considera l’invidia una dei sette peccati capitali. Ma, senza disturbare certi precetti cattolici, più o meno condivisibili, il giudizio negativo dell’invidia penso sia universale. In ogni caso, l’invidia logora e fa soffrire più chi la produce di chi la riceve. E, in genere è silenziosa, non apertamente manifesta, per questo subdola. Tu, invece, affermi di riconoscerla nella "maggioranza", delle donne.
Si tratta, quindi, nel caso tuo, di stabilire, se il tuo giudizio sia obiettivo o frutto di una suggestione. Quasi sempre, l’invidioso non sa di esserlo e non è facile, appunto, come preciso sopra, riconoscerlo.
In linea di massima, ritengo che tu sia prevenuta, perché ti sei sentita tradita da un’amica che poi non si è rivelata tale. Ma quel caso, non può portarti a sospettare che tutte le donne che incontri siano come lei. Il tuo stesso atteggiamento rigido e sospettoso può essere interpretato male e suscitare antipatia. Antipatia ma, non necessariamente, invidia.
Immagino che tu sia molto carina e abbia su di te sguardi maschili ammirati e carichi di desiderio, questo fa sì che le amiche, specialmente quelle fidanzate, ti considerino un potenziale pericolo: non è da escludere. Tu eviti di rivolgere attenzione al loro uomo, ma non puoi impedire che lui, anche soltanto con sguardi, le rivolga a te. Può essere che il tuo atteggiamento, alla fine forzato, crei dei malintesi e venga interpretato al contrario di come vorresti tu.
Racconti dell’uomo delle amiche, ma non accenni ad un tuo uomo. Non hai un innamorato? Come mai? Se susciti tanta invidia, un motivo importante deve pur esserci. Che cosa ritengono, le altre, tu abbia più di loro?
Poiché voglio analizzare i fatti da più angolazioni, posso anche riflettere che la psicoanalisi inserisce un certo tipo di atteggiamento, nella casistica dell’effetto specchio. Spiega infatti che, spesso, ci rispecchiamo negli altri, credendo, a volte a torto, di riconoscere in loro i nostri stessi difetti. Magari quelli ne sono del tutto ignari, per non dire immuni. Con questo, non intendo dire che l’invidia sia un tuo potenziale difetto, è solo la considerazione di un’eventualità magari lontana.
E’ evidente che, se sei single e ti presenti in un gruppo di coppie già formate, tu venga guardata con un certo sospetto, se non altro come una sorta d’ incomodo, come se togliessi alle altre ragazze tempo e spazio da vivere col rispettivo lui. Più che invidia, potrebbe essere, un senso di fastidio.
Se ti poni in un atteggiamento di difesa, rigido e sospettoso, è inevitabile che anche gli altri si mettano sulla difensiva e si domandino se di te si possano fidare.Essere invidiati, potrebbe addirittura risultare motivo di compiacimento, segno che hai caratteristiche da invidiare. Per esempio, la bellezza, il successo nel lavoro, la serenità in famiglia, la simpatia degli altri, il benessere economico e quanto di altro si possa elencare. Se così non fosse, perché dovresti essere invidiata? Tu dici… perfino di un lucida labbra…
T’imponi un comportamento distaccato, ma ne soffri, ti senti come discriminata. E attribuisci tutto questo all’invidia altrui. Le persone invidiose, è vero, esistono e si riconoscono proprio per quel sorriso che si stampa solo sulle labbra, ma assente nello sguardo, ogni qual volta tu hai ottenuto un successo. L’invidioso è anche falso, o ipocrita, se preferisci. E’ anche cattivo perché arriva ad augurarti del male, è spesso maldicente o, peggio, calunniatore. Ma si finge il contrario. A volte, nemmeno se ne rende conto: gli viene naturale. Ma non fa parte della maggioranza come tu affermi nella tua mail. Gl’invidiosi sono, per fortuna, una minoranza. Non credere che si tratti solo di una prerogativa femminile, forse al maschile è meno manifesta, per questo più pericolosa, perché suggerisce il desiderio di vendetta, come se il successo dell’altro, fosse ritenuto un’offesa o un’ingiustizia personale.
Ritieni che le tue pseudo amiche siano tutte così perfide?
Se così fosse, non posso negarlo a priori, ti consiglio di evitarle. Cambia ambiente, frequenta altre persone, sii socievole e gradevole, ma non pretendere di incontrare l’Amicizia, con la A maiuscola, ad ogni occasione. Essa è un sentimento prezioso e raro, che si dà prima ancora di riceverlo, può nascere da un’immediata simpatia e istinto di fiducia, è reciproco, anche disinteressato. Diventa capacità di dedicarsi, di dare aiuto, anche se non richiesto, perfino a scapito del proprio interesse. Non so se è questo che tu intendi per amicizia. Potrebbe essere che quella tua lontana amica ti abbia frainteso, o abbia ritenuto di aver ricevuto un torto da te, o tu abbia solo chiesto, senza mai dare? Come mai, adesso, stai così attenta a non posare lo sguardo sopra i fidanzati delle altre? C’è qualche episodio che non mi racconti? Qualche fidanzamento saltato per causa tua?
Se posso darti un consiglio, vedi di riflettere soprattutto su te stessa, migliorandoti, piuttosto che stare ad aspettare l’approvazione delle amiche. Penso che tu sia una ragazza insicura e piena di complessi (probabilmente molto giovane) e questo ti porti a cercare il consenso degli altri e il loro affetto. E’ comprensibile, ma, prima di tutto, devi ottenere, tu stessa, per te stessa, approvazione e rispetto e sentirti autosufficiente, senza dovere dipendere da altri. Se ti mostri risentita, o peggio offesa, o ti atteggi a vittima incompresa, gli altri ti scanseranno, perché purtroppo l’egoismo è molto più diffuso dell’invidia e ciascuno già fa fatica ad estraniarsi dai propri guai e non se la sente di farsi carico di quelli degli altri. Sono, appunto, egoisti. E, spesso, l’egoismo, si scambia per invidia.
Ti abbraccio, Marzia