----- Original Message -----
From: Laila
To: confid@confidenzialmente.com
Sent: Thursday, August 21, 2008 1:15 AM
Subject: Cuore spezzato
Involontariamente
Ciao Marzia, sono Laila. Ho 42 anni, sono separata da 8 anni, lavoro, ho un meraviglioso bimbo di 10 anni. Mi ritrovo a scriverti perché devo aggrapparmi a qualcosa, a qualcuno. Sei anni fa conobbi un uomo di cui mi innamorai perdutamente.
Mi fece soffrire dal primo momento. Non ha un carattere facile, lo giustificavo sempre sia per questo motivo che per il suo vissuto. Poi tutto è peggiorato quando sono rimasta involontariamente incinta (lui non voleva altri figli e me lo diceva di tanto in tanto). Però io credevo che con i principi morali che decantava avere fosse contro l’aborto. Invece no! Mi lasciò ad affrontare la cosa da sola e si fece vivo solo dopo la data dell’aborto. Mi chiese di perdonarlo ed io, per amore, lo perdonai. In seguito mi lasciò, io soffrii tantissimo. Allora cominciai a vedere un altro uomo: un 50enne che andava dietro tutte le gonne!! Ma amavo ancora l’altro e soffrivo per la nostra lontananza. Tornammo insieme svariate volte, era anche lui che mi cercava assiduamente. Tra una presa ed una lasciata, è riaccaduto ciò che mai sarebbe dovuto riaccadere: per la seconda volta ero incinta! Questa volta è stato più b******* della prima. Appena saputo dell’aborto ha pensato bene di festeggiare mettendosi con un’altra. Poi è tornato ancora da me. Tutto questo andare e venire (sempre con altre donne!!) è durata sino al 15 agosto scorso. Ho preteso di vedere il suo cellulare perché sapevo che mi mentiva spudoratamente circa la sua fedeltà ed ho scoperto che purtroppo avevo ancora ragione. Ora vorrei sapere da te come può una donna come me, che credeva di essere tanto forte, indipendente, determinata, annullarsi completamente per un individuo ( che non amo assolutamente più!! ) come quello? Come ho potuto mettere per 6 anni la mia dignità sotto i piedi? Com’è possibile che dopo tutto quello che è successo, pur non amandolo più ne senta la mancanza? Come posso ora gestire tutta la rabbia che ho in corpo e che vorrei rivolgere solo ed esclusivamente contro di lui? Come posso non impazzire per le enormi ferite che mi porterò dentro tutta la vita? Lo so che la prima risposta che mi daresti è : hai un figlio bellissimo, vivi per lui. Ci sto provando ma giuro mi sento schiacciata dal dolore. Ti prego dammi un conforto. Rispondimi presto!
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Cara Laila,
non so se riesco a confortarti, ma certo, a condividere la tua amarezza, sì. Io sono sempre stata contraria all’aborto, salvo eccezioni e motivazioni gravi. So, per le confidenze che ho ricevuto, quanto segni l'animo femminile. Trovo, inoltre, ignobile che un uomo lo pretenda dalla propria donna. E' la conferma che non c’è in lui alcun sentimento d'amore, ma che ha semplicemente approfittato della disponibilità della partner, considerandola più oggetto che donna.
Trovo pure molto strano che tu, avendo con lui un rapporto privo di prospettive, sia stata così sprovveduta, in un’epoca in cui gli anticoncezionali sono alla portata di tutti. Da lui, già classificato per quel poco che è, non c’è (c'era) da aspettarsi alcuna precauzione nel rapporto sessuale. Eppure, quando non si vogliono figli (e qui bisogna ammettere che lo aveva precisato) bisogna, in qualche modo, prevenire, e i mezzi ci sono, senza dover ricorrere a pratiche drastiche, dopo.
Non capisco, quindi, quell’ involontariamente , che tu precisi e si ripete in una seconda occasione. Temo, invece, che tu volontariamente abbia trascurato l'uso della pillola. Difficile anche capire (del resto nemmeno tu lo capisci) come si possa avere amato un simile esemplare maschile, soprattutto dopo la prima dolorosa esperienza dell’aborto. Ripetere l'errore diventa inconcepibile. E' anche vero che l’amore (o quello che si ritiene tale) può portare all’incoscienza e purtroppo, a volte, anche alla dipendenza totale e non esiste ragione che tenga. Ma tutto ha un limite. Capisco che tu sia stata travolta (o stravolta) dalla passione nel primo periodo, ma… in seguito? Nasce il dubbio di una specie di masochismo, come quello di chi prova piacere nel farsi del male, oppure si può pensare al grande potere di suggestione di un uomo che ti ha ridotta in completa soggezione. Tuttavia, sono anche convinta che nessuno possa imporci la sua volontà, se non siamo consenzienti. A meno che non si tratti di violenza o tortura e quella è tutta un'altra storia ben più drammatica e non fa parte di questo caso.
Adesso, molto fermamente, dici di non amarlo più. Evidentemente, però, lui continua ad esercitare una forte suggestione su di te che definirei soprattutto di tipo sessuale, priva di sentimento, ma ugualmente molto potente. Si dice che l'attrazione sessuale sia la prima a svaporare in un rapporto di coppia, ma non sempre è così. Il piacere sessuale, a volte, può rappresentare una sorta di droga che crea, appunto come detto sopra, dipendenza.
Il tuo rancore è ampiamente giustificato, ma devi anche ammettere che hai avuto la tua buona parte di responsabilità, non essendo ricorsa a quegli accorgimenti utili ad evitare una gravidanza. Non considero le numerose infedeltà di lui perché tu avevi già capito con chi avevi a che fare e sopportavi, altrimenti, dopo il primo tradimento, lo avresti lasciato.
Non so come lui possa aver espresso sani princìpi morali, ampiamente smentiti in seguito e, direi, fin dal primo momento, indipendentemente dai fatti più gravi. Le numerose infedeltà non mi sembrano delle buone credenziali. Purtroppo, pare che, per lui, l'aborto sia soltanto un insignificante incidente di percorso. Ci vuole una bella sfacciataggine a tornare da te, dopo, e una bella incoscienza, da parte tua, a riprendertelo.
In ogni caso, basta recriminare sul passato: quel che è stato è stato, dice la saggezza popolare, indietro non si torna.
Mi chiedi adesso come superare il rancore che ancora ti tormenta o, molto peggio, il desiderio di vendetta. Ma… è soltanto dal 15 agosto che, per l’ennesima volta, vi siete lasciati. Non mi sorprenderebbe che lui fosse ancora una volta riuscito ad annebbiarti la mente.
Banale e logico ricordarti tuo figlio, ma penso anche abbastanza sterile, perché avresti dovuto metterlo in primo piano anche sei anni fa, quando era ancora piccolo e aveva bisogno di una mamma serena accanto a sé. Come, del resto, ne ha bisogno adesso. Considera che sta per entrare nell’età adolescenziale molto problematica, in cui le persone di riferimento sono importanti, direi fondamentali. Già porta dentro sé il peso delle tue vicende sentimentali (separazione da suo padre e, dopo, una relazione che ha conglobato la tua attenzione) con tutto il malessere che gli hai trasmesso. Credimi, i bambini, anche piccolissimi, capiscono, assimilano, soffrono della sofferenza degli adulti, facendo proprio il loro disagio e perdono perfino sicurezza in se stessi e fiducia nell’adulto.
Semmai, chiediti quanto ami tuo figlio e quanto peso abbia il suo amore per lui rispetto alla dipendenza che hai avuto, negli anni, per l’altro. Se lo ami, penso che da lì tu debba partire, senza macerarti nel pensiero costante per l’uomo che ti ha usata, un pensiero che ti rende rabbiosa e cerca vendetta. Credo che la miglior vendetta sia quella di ignorarlo totalmente. Adesso il tuo cuore è talmente carico di rabbia da non lasciare spazio all’amore per tuo figlio e per te stessa. Hai sbagliato? Perdonati. Le cicatrici resteranno, ma non sono più ferite aperte. Fai in modo che anche le ferite di tuo figlio si rimargino: credimi, ci sono. L’amore vero è proprio quello di una madre per il figlio e non ce ne sono altri che possano uguagliarlo.
Ti abbraccio, Marzia