From: Gabriella

Sent: Friday, October 28, 2011 10:25 AM

To: confid@confidenzialmente.com

 

La decisione più sensata

Cara Marzia,

scoprire il tuo angolo nel web è stata una sorta di luce in fondo al tunnel, stavo già pensando di rivolgermi ad uno psicologo perché non so se riuscirò ad uscire da questa situazione da sola. Ho 30 anni e da più di dieci sto con un ragazzo di 2 anni + giovane, di cui 5 di convivenza. Lui è il classico "bravo ragazzo" molto responsabile, lavoratore, simpatico ma fin troppo razionale... si è trasferito dal suo paese molto giovane per vivere con me. Da sempre però lamento il fatto di non ricevere le attenzioni che avrei sempre voluto, diciamo pure che io sono un'inguaribile romantica, sognatrice, forse spesso dovrei tenere i piedi per terra ma questo lato di me mi fa sentire così viva... Ho mille passioni ed interessi, difficilmente sono ferma anche se per esempio non disdegno un tranquillo pomeriggio d'inverno sul divano (che vedo comunque sempre in chiave romantica). Sono sempre stata ripresa dalla mia famiglia e dal mio compagno per la mia eccessiva impulsività ed ammetto che negli anni ho imparato a ponderare di più le mie scelte e sono migliorata parecchio. Ma torniamo alla mia relazione: da molti anni volevo un figlio da lui, sentivo che era una storia molto importante e che lui sarebbe stato un padre perfetto, ma all'inizio era troppo giovane e non se la sentiva, poi ho avuto problemi di lavoro (anche se il mio desiderio di maternità era + forte del precariato lui insisteva che non era il caso) e infine sul più bello che abbiamo cominciato a provarci... beh in 6 mesi non è arrivato. Allora per non concentrarmi troppo sulla maternità che non arriva gli propongo di sposarci; in fondo, stiamo insieme da molto e sarebbe bello coronare il nostro amore e poter esistere l'uno nella vita dell'altro "ufficialmente". Sarebbe un giorno di festa, il nostro giorno. La sua risposta, dopo divagazioni varie, è stata "ti sposerei solo per farti contenta, ora non ne sento il bisogno, lo faremo più avanti".

Nel frattempo, attraverso una delle mie immense passioni, conosco un'altra persona... lui è uguale a me in tutto e per tutto, esce da una delusione amorosa e si innamora pazzamente di me. Ha 10 anni in +, una casa, un'attività appena iniziata, ed è così trasparente, puro, romantico, dolce premuroso... Continuo a ripetermi che qualsiasi storia all'inizio è rose e fiori, che prima o poi finirà, che non è possibile sia tutto così perfetto e che lui è troppo impulsivo (già mi parla di matrimonio, figli, tutte cose che in 10 anni con l'altro non sono riuscita ad avere); la mia conquistata razionalità mi porta a focalizzarmi di + sulla mia storia e cercare di non pensare a lui ma chiarire la mia situazione attuale e cercare solo il mio benessere. Però l'attrazione fisica è alle stelle, e ovviamente cala paurosamente col mio compagno che ormai conosco come le mie tasche e con cui c'è stata chimica solo nei primi temi in cui eravamo ragazzi e ci vedevamo meno...

Parlo col mio compagno della nostra crisi e ne viene fuori (e lui mi da pienamente ragione) che in 10 anni sono cambiata solo io, mi sono adattata a lui diventando + fredda, distaccata e quindi reprimendo ciò che sono veramente, e che lui invece non ha mai fatto nessuno sforzo per venirmi incontro. Il problema è che siamo l'ESATTO OPPOSTO. Dice che mi ama ancora e che cercherà di impegnarsi per far andare meglio le cose, e in effetti vedo che c'è dell'impegno concreto da parte sua, però io ho come la sensazione che ormai sia troppo tardi, che è troppo facile rimediare adesso ke mi sente lontana, che ormai abbiamo "perso il colpo" e che non ci sarà + niente da fare. La gente si conosce, si sposa e fa figli nella metà degli anni che abbiamo passato noi insieme. Penso spesso che portare avanti la storia con lui sia solo un'agonia perché ormai ciò che provo è un affetto fraterno ma l'amore è un'altra cosa... ma poi mi ripeto che ogni storia dopo 10 anni diventerebbe così, che forse è colpa mia e dovrei calmarmi... ma come si può provare ad essere ciò che non si è?

Credo che stare da sola (e quindi accantonare sia l'una che l'altra storia) sia forse la soluzione migliore, ma poi mi torna la paura di far soffrire 2 persone che tengono a me, e magari di privarmi di situazioni che avrebbero potuto rendermi felice...

Aiutami, a far luce nel mio cuore, ti prego. Non ti conosco ma dai tuoi consigli capisco che sei una persona molto altruista e davvero buona. Ormai non sono + io, mi isolo sempre, resto chiusa in me stessa e non è proprio da me, non mi va di parlare con nessuno né con i miei familiari che sono sempre stati in mio punto di forza (perché loro mi giudicano, hanno capito che c'è un altro e ovviamente disapprovano; mamma mi ha detto ke per capire cosa provo per il mio compagno dovrei lasciar perdere con l'altra persona. Giustissimo ma... come privarsi di chi ci fa sta bene?).

Ho paura di portare avanti una situazione ormai compromessa solo perché è "politically correct" e per paura di prendere una decisione così radicale.

 

 

Cara Gabriella,

perché vorresti interrompere entrambe le storie? C’è una certa contraddizione nei tuoi propositi. Da quanto descrivi, l’amore per il tuo attuale compagno è diventato "affetto fraterno", per svariate ragioni delle quali non sei responsabile soltanto tu. L’amore nasce, l’amore finisce, spesso al di fuori nella nostra volontà. Fortunatamente, si ripresenta, imprevisto, ad un nuovo incontro perché siamo predisposti ad amare e desideriamo essere amati. Presupporre che fra dieci anni anche questo secondo amore finirà è voler rovinare il piacere attuale di stare insieme, la gioia di approfondire la conoscenza, sentirsi simili, fare e realizzare progetti. Se davvero lui è così innamorato di te, manterrà i suoi propositi. Non voglio credere che stia ingannandoti, recitando. E nemmeno che tu stia sbagliandoti suo i tuoi stessi sentimenti.

Vedi, l’amore è anche rischio: o te ne privi e vivi una vita piatta e arida, o accetti di correre il rischio, vivendo l’attimo o il tempo che ti sarà dato di essere felice.

Vero che chiudere una storia durata dieci anni procura sofferenza a chi viene lasciato e tormento a chi lascia, oltre che dubbi e sensi di colpa, però, è anche vero che precludersi a priori una seconda occasione di felicità (tu affermi che soffrirebbero in due, io dico che soffrireste in tre), mi sembra piuttosto azzardato.

A questo punto, è bene che tu non abbia avuto, per il momento figli, quindi tu sia libera di averne con un altro che li desidera. Naturalmente devi essere ben sicura che questo secondo uomo sia realmente come si presenta e non nasconda misteri o scheletri nell’armadio.

Portare avanti due storie parallele non è corretto e nemmeno onesto e quindi hai fatto bene a porre la questione al tuo compagno, lasciandogli intendere che fra voi non c’è più l’entusiasmo e la passione dei primi tempi. Ammettere un’infedeltà è sempre molto controproducente e pericoloso, lo eviterei. Ma… in realtà lo hai tradito, quindi hai già realizzato in te di non amarlo più, altrimenti non ti saresti fatta coinvolgere dall’altro.

Seguitando a stare con lui senza amore, lo inganneresti ancora di più e, alla fine, sareste infelici entrambi, e quella decisione che adesso non sai prendere sarebbe soltanto rimandata.

Non posso suggerirti una scelta se non quella di leggerti bene dentro, con assoluta sincerità verso te stessa. Rifletti anche sulla frase "ti sposerei solo per farti contenta, ora non ne sento il bisogno, lo faremo più avanti". Non ci si sposa per far contento il partner e senza alcun entusiasmo o convinzione.

Non ami più il tuo compagno e ami l’altro? Dalla risposta che saprai darti nascerà la decisione giusta.

Ti abbraccio, Marzia

Marzia risponde