----- Original Message -----

From: Barnabò

To: "confid" <confid@confidenzialmente.com>

Sent: Wednesday, December 12, 2007 1:50 PM

Subject: ciao

La donna secondo certi uomini

 

Vediamo che risposta sai dare a tutto ciò.

Non ho certo la pretesa,in queste poche righe,di dare delle risposte né tanto meno di risolvere un secolare problema come quello dei rapporti col gentil sesso,tuttavia credo sia giunto il momento di dire ciò che ogni uomo in età adulta ha da sempre rimuginato tra se e se non trovando mai il coraggio di esternare il proprio pensiero se non tra una ristrettissima quanto fidata cerchia di amici.
Sin dalla notte dei tempi,l'uomo ha sempre dovuto imparare (spesso a proprie spese),a combattere per la sua sopravvivenza contro ogni genere di minaccia che andava dal semplice viver quotidiano,ai più spaventosi eventi causati dallo scatenarsi delle forze della natura.
Tutto ciò,non ha fatto altro che temprare e rinforzare l'uomo stesso,mettendolo nelle condizioni di affrontare e superare (come genere umano), ogni avversità.
L'avvento delle moderne tecnologie proprie del nostro secolo,ha certamente reso la vita dell'uomo più facile e comoda; questo fatto potrebbe portare chiunque a trarre conclusioni affrettate,volte soprattutto a pensare che l'uomo stesso,non avendo più nulla da combattere,sconfiggere e imbrigliare,possa cedere alla facile tentazione di adagiarsi mollemente sugli allori di un glorioso passato divenendo così facile preda degli eventi.
In realtà la storia ci insegna che ogni volta che l'uomo ha superato un ostacolo,lo ha fatto grazie alla sua intelligenza che gli ha permesso di capire e di agire di conseguenza fino a quando egli non si trovò di fronte al più insormontabile dei problemi: la DONNA e la sua LOGICA!
Millenni di storia trascorsi invano,un intero credo culturale spazzato via.
Questo lo scenario desolato che si para di fronte all'uomo del XX secolo.
Cavalcando il luogo comune del sesso debole con cui da sempre è identificata,la donna,o per meglio dire la sua logica, si sta via via insinuando nei neuroni cerebrali maschili causandone il progressivo quanto irreversibile rincoglionimento allo scopo di annientare completamente il contenuto della scatola cranica maschile raggiungendo così la tanto agognata parità tra i sessi.
Le responsabilità di tale processo degenerativo, sono certamente a carico dell'uomo ed esse traggono origine dall'atavica quanto irresistibile attrazione esercitata dall'organo genitale femminile sull'uomo stesso.
Le antiche scritture, narrano di quando il primo uomo trovatosi per la prima volta di fronte a una donna, scambiandola per una delle tante fiere che era abituato a combattere,le spaccò la testa.
Grande fu il suo stupore allorché si accorse che a differenza delle prede precedentemente uccise,il contenuto di quel cranio spaccato altro non era che un po' d'aria con un vago odore di fritto.


[…]


Nessun morbo o pestilenza ha mai avuto effetti così nefasti come quella fessura al punto che nessuno oggi è in grado di prevedere a quale livello di rincoglionimento giungerà mai l'uomo.



"Caro" Barnabò,


ho trovato abbastanza fuori luogo pubblicare e rispondere alla tua mail, alla vigilia di Natale. Lo faccio oggi. Avrei potuto, semmai, farlo dopo. Il periodo del Carnevale sarebbe stato più idoneo, specie se hai inteso scherzare. Ma inserire il pezzo prima di chiudere il vecchio 2007 è la soluzione più saggia.

Personalmente, la tua esternazione mi fa sorridere per le tante imprecisioni e assurdità che mette in evidenza. La trovo, piuttosto, molto offensiva per l’umanità di sesso maschile che, in te, mai vorrebbe riconoscersi. Per questo motivo, taglio qualche frase troppo… diciamo diretta.

Tu generalizzi e sottovaluti l’intelligenza degli uomini, intesi nel senso alto del termine e sempre parte di un’umanità composta da maschi e femmine, purtroppo non esente dalle eccezioni negative. Mi domando su quali sacre scritture tu ti sia documentato. Potrei supporre che tu sia stato condizionato da sbagliate letture maschiliste o false interpretazioni fondamentaliste, oggi lontane dalla cultura occidentale. Ho soprattutto presente i Vangeli, dove la Donna, nella figura di Maria, viene prescelta come Madre naturale del Figlio di Dio. Credenti o non credenti, così sta scritto e i Vangeli sono stati scritti da uomini. La figura di Maria è posta talmente in alto che il Figlio sulla croce la indica come Madre dell’umanità: "Donna ecco tuo figlio, figlio ecco tua madre". Frase emblematica, rivolta a Maria e Giovanni, ma riferita all’intero genere umano.

Se poi vogliamo ironizzare, supponendo che tu abbia inteso farlo, lanciando una provocazione, potremmo risalire ad Adamo ed Eva. Il primo uomo (nella leggenda biblica) appare totalmente raggirato dall’astuzia della donna, ci casca ingenuamente, privo di volontà propria. Forse poco intelligente? Il suo/tuo rancore nasce da quell’episodio?

Mi sovviene quella stupenda e suggestiva leggenda che risale a Platone, nella quale (vado a memoria e potrei essere imprecisa), Dio creò l’essere umano maschio e femmina e, non ricordo per quale colpa commessa, per punirlo, lo divise in due e separò le due parti, disperdendole nel mondo. Finché non si fossero ricongiunte, sarebbero state incomplete, sole e infelici. E così pare che molto spesso accada. Ti sembrerà strano, ma sembra che l’uomo e la donna, separati, vivano male. E non soltanto per quel particolare anatomico, col quale anche tu ti identifichi, visto che altro non consideri. Anche in quello, sei piuttosto parziale, identificando la donna anatomicamente incompleta, come risultato di una certa orrenda e dolorosissima pratica di mutilazione cui vengono sottoposte le bambine di certe culture (pare, secondo le statistiche, ben 2.600.000 individui di sesso femminile, dai quattro ai dieci anni, ogni anno). Parlo di resezione e infibulazione e quanto altro, a quella nefandezza, sia connesso. Molte bambine muoiono, con sofferenze atroci, d'infezione o d'emorragia e colei che sopravvive diventa fisicamente la donna così come la identifichi tu: una fessura da inseminare.

Sembri uscito dall’archivio dei processi dell’Inquisizione, quando l’uomo, rappresentato e sostenuto della Chiesa, supponendo, o temendo, che l’intelligenza femminile potesse destabilizzarlo, finse di riconoscere, nell’essere umano femminile, la presenza del demonio. Accusò la donna di stregoneria, ne fece scempio, la torturò, la bruciò viva sul rogo. Vedi Giovanna D’Arco.

Tu vai anche più indietro, risali alla Preistoria. Forse al primo umanoide. Non credo al primo uomo, già piuttosto consapevole della diversità dei sessi, forse non ancora dell’apporto fondamentale della donna all’evoluzione della specie, ma ci sarebbe arrivato, benché con un’intelligenza primitiva. Penso piuttosto tu risalga ai primordi, prima dell’umanoide, quindi alla scimmia. Forse non sai, o fingi di non sapere, che, ancora oggi, la scimmia (scimpanzé?) di sesso maschile, a volte, per fecondare la femmina reticente, la violenta e la sbatacchia a terra e, probabilmente, qualche volta la violenza è tale da uccidere, ma, al di fuori della volontà del maschio. Il suo istinto cerca il mantenimento della specie e non ha alcuna convenienza ad uccidere. Ecco, ci sono uomini, fra i quali suppongo anche tu, nei quali si può ancora riconoscere la diretta discendenza dalla scimmia. Stesso comportamento, ma purtroppo privo dell’istinto della salvaguardia della specie. Di conseguenza, resta solo la violenza. Del resto, parla da sé la cronaca nera quotidiana. L’origine di certe efferatezze può essere l’odio atavico che non perdona il privilegio e dono immenso concesso alla Donna di formare in sé la vita, germogliando il seme, di custodirlo e nutrirlo (di sé) per nove mesi e renderlo essere umano completo, uomo o donna. Purtroppo, a volte, la componente di casualità, porta a risultati tristi, sbagliati, difettosi e perfino drammatici. Suppongo che, anche tu, sia stato partorito da una donna. O forse no? Magari mi hai scritto da uno zoo.

E qui mi fermo per non rischiare di somigliarti.

Con tutta la mia simpatia, nonché ironia.

Marzia

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