----- Original Message -----
From: Marinella
To: <confid@confidenzialmente.com>
Sent: Tuesday, July 04, 2006 7:15 PM
La peggior nemica
Cara Marzia, sono capitata per caso nel suo sito ed ho apprezzato la gentilezza e il buonsenso delle sue risposte che appartengono ad una persona sensibile e con grande esperienza della vita e dell’animo umano. A forza di leggere e rileggere le sue parole, mi sembra quasi di cominciare ad essere in confidenza con lei. Questa è in assoluto la
prima volta che scrivo una mail ed è la prima volta che mi confido con un’estranea. Vorrei però approfittare della sua pazienza per sfogare un po’ dell’angoscia e dell’amarezza che mi opprimono.
Mi sento in un momento fallimentare della mia vita sotto tutti i punti di vista:
cattiva madre, cattiva moglie, figlia poco premurosa, insegnante poco gratificata dal proprio lavoro, pressoché senza amici, donna umanamente povera e poco interessante, fisicamente non attraente a causa dell’età e dell’obesità, cattivo carattere (brontolona, irritabile, permalosa, abbastanza autoritaria: una che vorrebbe tenere tutto sotto controllo e che fa fatica a lasciarsi andare). Ho quasi 52 anni, sono sposata da 24 con un coetaneo e ho due figli, un ragazzo di 21 anni e una figlia di
15. Come avrà capito, non ho una grande considerazione di me stessa e ora mi sento confusa e impotente nell’affrontare la crisi della mia vita, giunta ad una svolta di dolorosa banalità.
Mia figlia, usando (o curiosando – non ho capito bene) il cellulare del padre ha scoperto
alcuni messaggi inequivocabilmente amorosi di una donna, una spagnola…
[…]
La scoperta l’ha devastata, ma è riuscita a proteggermi per un po’ da questa situazione. Maura ha affrontato il padre che ha ammesso di avere una corrispondenza con questa ***, ma di avere già deciso di troncare perché Maura è la donna più importante della sua vita.
Io ho intuito il senso generale delle loro confabulazioni: mi è esplosa la testa, il cuore mi batteva a mille e gambe e mani mi tremavano oltre ogni controllo. Vigliaccamente, prima di affrontare la questione con mia figlia e con mio marito, ho lasciato passare parecchi giorni, cercando rielaborare la cosa dentro di me, per capirne la portata e per capire come comportarmi, mentre frugavo nei cellulari di mio marito e di Maura per cercare di saperne di più. Inutile dire quanto mi sono sentita ferita, umiliata, svuotata, ora che il mio mondo mi era crollato addosso, i pianti di nascosto, le notti passate insonni, il cuore stretto a vedere la mia vita finita e mia figlia alle prese con una situazione più grande di lei, sentendomi incapace di parlarle.
[…].
A questo punto mi sono fatta coraggio e, una sera in cui io e mia figlia eravamo sole a casa, abbiamo parlato: io le ho chiesto scusa della mia vigliaccheria e ho cercato di spiegarle i miei sentimenti. Lei mi ha raccontato tutto quello che sapeva, mi ha detto di poter superare le mie debolezze, ma di aver perso ogni fiducia in suo padre che considera un fallito. Intanto mio marito continuava a vivere pacifico al mio fianco come se nulla fosse. Dopo la discussione con la figlia si è mostrato più premuroso con me e abbiamo anche fatto l’amore, ritrovando un’intimità che si era perduta. Maura mi ha detto chiaramente di essere pronta a capire me ma non a perdonare suo padre, mi ha accusata di averlo perdonato troppo facilmente (si è accorta che abbiamo fatto l’
amore) e ha aggiunto di non essere pronta a ricucire il rapporto con suo padre e di non voler essere forzata in tale direzione. Le ho spiegato che rispetto le sue posizioni, ma che i rapporti tra gli adulti sono spesso più complessi di quanto sembra e quindi anche lei non deve forzare me.
Un paio di giorni dopo, ho affrontato mio marito.
Ho finto di non sapere nulla e gli ho chiesto perché Maura evitasse le sue manifestazioni di affetto e si scansasse quando lui le si avvicinava.. Poco alla volta l’ho costretto ad ammettere qualcosa. Ha conosciuto *** in un bar, si sono solo scritti delle mail e dei messaggini, lei è sposata con figli, vive a ***
Mio marito, a propria giustificazione, dice che le cose tra noi non vanno
bene già da tanto, che il nostro non è mai stato un grande amore (e
questo forse è vero: non era un amore travolgente, ma, almeno da parte
mia era profondo e sincero). […]
… i problemi di salute (prolasso della valvola mitralica e conseguenti aritmie… e […]
gli hanno creato sofferenze ed emozioni che non sa controllare e che ha cercato di risolvere con la palestra, lo yoga e … con le amicizie femminili.
Mentre le racconto queste cose, Marzia, mi sto rendendo conto che mentre la mia vita procedeva tranquilla e senza ostacoli, mio marito ha affrontato da solo delle esperienze molto difficili. Dico "da solo", perché non ha mai condiviso i suoi pensieri
e i suoi sentimenti più profondi con me […] E anche adesso sono sempre io che cerco di parlare di noi, dei nostri problemi, dei nostri figli. Se il nostro rapporto sta vivendo un periodo di crisi, non cerco scuse, anch’io ho commesso tanti errori: superficialità,
egoismo, poca confidenza, più madre che moglie, fredda a letto, perché
incapace di capire che per un uomo il sesso viene prima delle coccole, mentre io mi sentivo sessualmente usata e poi "scartata". A rendere le cose più difficili, i continui spostamenti per lavoro di mio marito in Italia e all’estero
[…]
… tutto ciò non ha favorito la costruzione dell'intimità di coppia.
Mentre scrivo queste cose, cercando di riassumere in poche parole 25 anni di vita, mi rendo conto che il mio matrimonio sembra arrivato al capolinea. Ma io a quest’uomo, nel mio modo povero ed egoista, voglio molto bene. Inoltre tengo infinitamente alla mia famiglia che per me è il valore fondamentale dell'esistenza.
Non ho più nei suoi confronti la fiducia di prima e quando mi si avvicina e mi fa una carezza mi chiedo se pensa a me o all’altra, se quell'espressione "acquosa" che gli vedo negli occhi è dispiacere per il dolore che mi dà o rimpianto di lei, se non riesce a raggiungere l’ orgasmo per colpa dell’aritmia - come dice lui - o perché io gli faccio
schifo fisicamente, con la mia ciccia, le mie tette cascanti […]. Eppure gli voglio bene. Lui dice di sentire un grande affetto per me, ma non riesce proprio a fare senza di lei, delle telefonate e delle email con
***, che continuano a tutt’oggi. Che io devo capire.
E magari accettare che lui ami due persone.
E io non so che fare: spingerlo a dirmi "tutta la verità e nient’altro che la verità", a
costo di soffrire ancora di più, per capire meglio contro cosa sto lottando? buttare all’aria la mia vita, costringerlo a scegliere tra me e l’altra? oppure accantonare la mia sfiducia e provare a ricucire il nostro rapporto facendo in modo che non sia una messinscena teatrale, in cui ciascuno di noi finge sentimenti che non prova, come sta
accadendo invece in questi giorni?
E come comportarmi,con mia figlia Laura? Come aiutarla a capire suo padre, nel bene e nel male? ad avere fiducia negli uomini, malgrado suo padre? a imparare dai miei errori?
[…]
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Mia cara Marinella,
dolorosa e interessante la tua mail, scritta con totale confidenza e fiducia, delle quali ti ringrazio.
Da essa emerge la figura di una donna che si sottovaluta ed ha un pessimo concetto di sé. Realizzo, in sintesi, che sei la peggior nemica di te stessa. Sembra quasi che tu provi un gusto masochistico nell’infierire su
di te. Non si può pretendere un giudizio positivo degli altri se noi, per primi, ci sottostimiamo e soprattutto non ci amiamo.
Intanto, a 52 anni, si è ancora nel pieno delle proprie capacità fisiche e mentali. Se il tuo aspetto non è gradevole ( lo dici tu) è perché ti sei trascurata, abbandonata al concetto sbagliato dell'età che avanza. Inoltre la fisicità si lega alla mente (i latini già lo affermavano e non solo loro): il tuo brutto carattere è direttamente proporzionato al disagio fisico, al non piacerti esteticamente, anche perché sei convinta di non essere gradita agli altri e ciò ti rende ostile al prossimo e richiama ostilità.
Tutto questo ha inciso molto sul tuo matrimonio ma, una ragione parallela, è la frequente lontananza del marito per
esigenze di lavoro sue e tue. Dico tue perché forse,
organizzandoti diversamente, avresti potuto anche seguirlo, o raggiungerlo in qualche suo
spostamento o sede di lavoro. Le possibilità d'incontro, che di certo
lui ha avuto anche in passato, e le "licenze" che quasi certamente si è preso, nascono appunto dalla
non presenza familiare. Le sue esigenze fisiche e mentali, possono essere
comprensibili: gli hanno dato quel certo senso di libertà (se non morale, di
sicuro pratico), concedendogli quindi un adattamento che per lui rientra nella normalità. Nonostante questo, è rimasto con voi, segno che ai figli tiene e probabilmente anche alla moglie:
paradossalmente ha il senso della famiglia e, se finora non lo ha fatto, non intende disunirla.
Suppongo che, se non fosse stata scoperta la sua relazione, più o meno elettronica, con la donna spagnola, tutto sarebbe seguitato tacitamente, come sempre. In effetti è probabile che non abbia fatto niente di più o di diverso dal passato, soltanto che, questa volta, si è saputo.
Tua figlia è stata molto scorretta nei confronti del padre, curiosando nel suo cellulare, strano che lui non si sia fatto forte di questo, mostrandosi indignato. Non capisco cosa l'abbia spinta: non è certo una figlia che deve sindacare la vita privata del padre. E, molte volte, è meglio non sapere, se il sapere crea distacco e sofferenza. O fingere di non sapere, in attesa che tutto, come spesso accade, vada a svanire. Anche la reazione della ragazzina mi sembra eccessiva, il torto non è stato fatto a lei, semmai a te. Capisco il suo attaccamento alla madre ed è giusto che abbia comprensione per te, ma sia chiaro che è bene farle capire che, quando questi fatti accadono, la colpa o responsabilità non sta mai da una parte sola: si cerca altrove ciò che non si ha.
A questo punto, visto che tuo marito afferma, con tua figlia, di aver chiuso la storia, cercherei di alleggerire il conflitto fra loro. A te però dice il contrario, o sei tu che ti contraddici nel racconto. Del resto, se tutto si limita a scambio di lettere e telefonate, il problema può essere circoscritto, nel senso che lui stesso, o la donna spagnola, potrebbe, a lungo andare, stancarsi.Dopotutto ha famiglia e figli anche lei e i figli contano!.
Ti suggerisco quindi di ridimensionare e, principalmente, lavorare su te stessa.
Affrontiamo adesso il tasto delicato che tu tocchi, cioè quello dei vostri rapporti intimi. Per inciso:
un particolare che mi disorienta è quello che tua figlia si sia accorta che di
recente i suoi genitori hanno fatto l'amore.
Mi viene quasi il sospetto che la tua lettera sia soltanto una provocazione nei miei confronti, tanto è vero che non mi hai chiesto una risposta privata e, solo per mia scelta, ho depennato le parti che potevano portare ad una identificazione dei protagonisti. Ma faccio conto che tutto corrisponda alla realtà dei fatti.
Andiamo avanti. E' possibile che tuo marito non raggiunga l'orgasmo con te (non sai con le altre), proprio perché l'eccitazione lo porta ad eccesso di tachicardia (vedi il prolasso della valvola mitralica) e allora sia frenato dalla paura di conseguenze non così improbabili. Quando non c'è desiderio, semmai viene a mancare l'erezione, non l'orgasmo. E tuttavia, ricorda che tu stessa riconosci di essere una donna fredda e, nei rapporti intimi di esserti sentita (negli anni) usata. Questo, mia cara, conferma la tua scarsa partecipazione in passato e certamente anche attualmente. E’ quindi molto comprensibile che, una donna passiva nell'intimità, non favorisca il raggiungimento del massimo piacere del compagno. Mi verrebbe la curiosità di chiederti: ma tu lo raggiungi?
Non vedo perché tu, ora, voglia avviarti ad un'eventuale rottura definitiva del matrimonio, visti i precedenti. Hai saputo accettare per anni, vivendo una lontananza fisica e sentimentale, non vedo perché non prenderti un altro po' di tempo prima di scelte drastiche delle quali potresti pentirti. Soprattutto, rischi di spingerlo fra le braccia di un'altra definitivamente.
Vorrei darti adesso qualche suggerimento che potrebbe sembrare banale o superficiale, ma non lo è. Abbi cura di te stessa anche in senso estetico: dietologo, beauty center, piscina, palestra e così via... Credimi, ti aiuterebbe a riacquistare ottimismo e leggerezza, nel senso positivo del termine.
E, col marito cerca d' avere un dialogo pacato e sereno senza eccesso di lamentele o accuse. E digli apertamente quanto lo hai amato e ancora lo ami: glielo hai mai detto? o anche nel dialogo sei silenziosa e passiva? Rifletti su quei momenti di solitudine e mancanza di attenzioni fisiche e sentimentali di lui, della sua esuberanza che tu hai così trascurato nell’intimità e lui ha cercato altrove. Spiegalo a tua figlia. Nella coppia ci deve essere uno scambio, bisogna saper dare e saper chiedere nel modo giusto, non si può soltanto pretendere. Vale anche nei rapporti intimi. E... la cura della propria persona, secondo me, rientra nei doveri coniugali e nel rispetto verso il partner, oltre che rispetto per se stessi. In più si favoriscono i rapporti con gli altri. Se dai simpatia, la ricevi di ritorno. Almeno provaci. In questo, semmai, tua figlia, dovrebbe aiutarti, piuttosto che rimproverarti perché perdoni troppo facilmente il comportamento del padre. Dille che l'amore è anche comprensione e perdono delle debolezze dell'altro, soprattutto quando ci sono proprie responsabilità.
Ultima riflessione. In genere… le persone cicciotelle, ispirano simpatia: si può essere carine e piacevoli anche se in sovrappeso.
Spero di rileggerti, fra qualche tempo, più generosa con te stessa e più vitale.
Ti abbraccio, Marzia