----- Original Message -----
From: Lamberto
To: <confid@confidenzialmente.com>
Sent: Sunday, August 31, 2008 11:50 AM
Subject: aiuto
La trappola
Cara Marzia…
mi chiamo Lamberto,sono un ragazzo di 28 anni e vivo in un paesello di provincia.
Ho letto la lettera in cui rispondevi a Luigi e sono rimasto molto colpito e ahimè anche molto preso… perché purtroppo una situazione del genere la vivo anche io.
Se avrai la pazienza di ascoltarmi voglio raccontarti cercando di sintetizzare la mia storia cosi da farti capire meglio…
Sono nato in una famiglia molto numerosa tra zii zie e nonni, in casa siamo quattro io i miei genitori e mia sorella, i miei sono dei divorziati in casa. Hanno caratteri molto scontrosi e spigolosi, cedono difficilmente sui propri argomenti, dormono in camere
separate da quando, circa, hanno concepito mia sorella e si parlano a periodi, altrimenti il loro modo di comunicare siamo noi figli.
Fin da ragazzini, essendo noi una famiglia normale, non abbiamo mai navigato nell’oro ma, quando io ero piccolino, i problemi finanziari ci hanno sempre tartassato, cosa che si è un po’ normalizzata intorno alla mia adolescenza, comunque ho vissuto sempre contrapposto alla ricchezza del fratello di mia madre che abita di fronte a noi, con le nostre ristrettezze economiche.
Con queste premesse, ho mai voluto impegnarmi con nessuna, ho vissuto le mie cotte adolescenziali, ma senza mai arrivare alla conclusione nel momento in cui mi si presentava la possibilità. Ancora adesso, sento un senso di paura nel momento che penso a cosa potrebbe cambiare se istaurassi un legame con una persona… e cosi ho sempre preferito giocare, ma mai troppo sul serio.
Poi, a 25 anni ho conosciuto la mia odierna ragazza, Fulvia… Mi è piaciuta subito e ho provato sentimenti profondi… la nostra storia è partita in salita… contro la sua terribile amica che ci metteva i bastoni fra le ruote e che fino in fondo ha cercato di dividerci. Lei ha un carattere a volte indeciso, con sprazzi di cattiveria data
dal fatto che non si fida di me, tanto che mi controlla in continuazione il cellulare, per via dell’insicurezza che sua madre le ha fatto venire… con la sua famiglia che ci costringe a rientrare ad orari da coprifuoco e che, si vede, ha preferenze per il fratello minore, molto pesanti… Premetto che io faccio parte di una delle famiglie più rispettabili del mio paesello… non ho mai fatto casino e godo di un’ottima fama di bravo ragazzo… non è una giustificazione, tengo a precisarlo, ma tutta questa pesantezza mi ha portato, credo, piano piano ad allontanarmi,a rendermi più freddo nei suoi confronti della mia ragazza.
Circa un anno fa ho conosciuto una ragazza, Daniela. Vive a Roma ed è
un medico. Poiché lei corre dietro al mio migliore amico spesso ci siamo trovati ad uscire tutti insieme. All’inizio tra noi c’è stato un rapporto di amicizia, poi io ho cominciato a vederla con occhi diversi… certo la situazione con la mia ragazza non mi ha aiutato. Ho cominciato a cercare la presenza di Daniela con messaggi e-mail e con serate tutti insieme. Mi piace molto perché inoltre rivedo i miei studi universitari che non sono mai riuscito ad iniziare, mi affascina il suo modo di affrontare la sua professione. la bravura nel riuscire a laurearsi con il massimo dei voti e con l’aiuto di borse di studio. Rivedo quello che avrei voluto fare ma non ho fatto.
Non posso dirti se lei in qualche modo mi ricambia, a volte mi sembra di sì, in altre è totalmente assente… credo che il mio amico le piaccia tanto… e che in fin dei conti rispetti l’amicizia che ha sia con me che con la mia ragazza e quindi cerca di non fare niente di compromettente, anche se la mia ragazza non c’è.
Spesso, quando inizia a saltare al collo del mio amico, io mi sento morire dentro, lui l’allontana gli dice di lasciarlo perdere… ed io mi maledico per provare delle sensazioni del genere.
Sai la mia paura è un’altra molto profonda, ma più passa il tempo e più mi rendo conto che effettivamente credo di averla capita… Ho il presentimento che questa ragazza mi abbia coinvolto non per quello che è ma per quello che potrebbe offrirmi.
È una cosa orrenda, ma effettivamente inizio a pensare che sia cosi.
Quando conobbi la mia ragazza e decisi che era quella giusta, lo era perché tranquilla e non pretendeva la luna, quindi pochi soldi da investire. Adesso, questa. facendo il medico, ha uno stipendio molto elevato, quindi un’ottima certezza per il futuro.
Possibile che sia cosi freddo calcolatore??! Vorrei andare da uno psicologo per cercare di capire cosa ho dentro, se ci sono dei blocchi o paure rimaste dentro che mi condizionano… è vero sono sempre stato condizionato dai soldi, a spenderne il necessario e cercare di risparmiare, ma possibile che mi sono trasformato in questo mostro?? e i sentimenti?? perché tendo ad essere cosi instabile… a dovere trovare
sempre degli stimoli?? io credo che una donna che possa stare con me non esista, sono troppo complicato.
Ti chiedo di darmi un’ aiuto, una direzione da seguire, perché mi sento morire dentro, fra il pensiero che possa non amare più la mia ragazza e il fatto di essermi innamorato dal punto di vista materiale dell’altra… dal fatto che io e questo medico insieme non staremmo bene visto la sua tendenza ad uscire sempre, io più rilassato, lei oculata nelle spese, ma io di più, e poi i nostri due caratteri diversi…
Spero che tu possa aiutarmi a cercare di capire… È possibile che io sia fatto per restare solo?? cosi da non far soffrire nessuna con il mio comportamento e modo di essere??
Grazie per il tempo che mi dedicherai…
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Caro Lamberto,
più che pensare a quanto potresti far soffrire le donne che incontri, dovresti preoccuparti per quanto… riesci a soffrire tu, costruendoti realtà che nascono nella tua fantasia.
La prima parte della tua mail tende a giustificare la seconda parte.
Descrivi la tua infanzia infelice a causa delle eccessive ristrettezze economiche della famiglia, il pessimo rapporto fra i tuoi genitori che non si amano più da tempo, ma sono rimasti insieme per certe convenienze (il paesello), per non dare adito a pettegolezzi e cattivi giudizi (o pregiudizi) e, mi auguro, anche per il bene dei figli. Ma, probabilmente, pure perché le separazioni e i divorzi sono costosi. A tutto questo, aggiungiamo il confronto con gli zii ricchi che abitano di fronte che, forse, ostentano, sia pure involontariamente, agiatezza. Anche questo sarà stato motivo di discussioni e accuse fra i tuoi genitori e motivo di rammarico, forse rancore, per non dire invidia, sentimenti che logorano e guastano la visione della vita e, di conseguenza, sono cattivo esempio e frustrazione per i figli.
Ce n’è d’avanzo perché un bambino, poi ragazzino adolescente, cresca infelice e diventi un uomo insicuro, tormentato dai molti dubbi, senza il vero concetto, o la distinzione, di amore e non amore.
Parti dicendo che la tua ragazza, Fulvia (nome fittizio) ti è piaciuta da subito, tanto che non l’hai allontanata come avevi fatto in passato con le altre e hai provato per lei un amore profondo. Sono parole tue. Adesso ti viene il dubbio di averla scelta, soltanto perché hai capito che avrebbe avuto poche pretese e non ti saresti trovato a disagio con lei, disponendo di scarse possibilità economiche.
Invece, allontanandoti dal paesello (non l’ho ben capito dove e in quale occasione hai incontrato l’altra), hai conosciuto una ragazza laureata in medicina che, a quanto pare, già esercita la professione (fortunata, perché di medici disoccupati ne conosco tanti) e sei stato conquistato da quello che lei rappresenta e che tu, per motivi economici, non hai potuto avere. È un’analisi che tu stesso fai, dimostrando intelligenza e buona capacità di osservazione interiore. Però, c’è da domandarsi, come mai non ti senta discriminato nei suoi confronti, come già ti era capitato con altre, in passato.
Per cominciare, è bene chiarire che a lei piace il tuo amico, che inoltre è anche amica della tua fidanzata e che non ti ha mai dimostrato un interesse specifico sentimentale. Già questo porta delle esclusioni sostanziali.
Ribadisco, però, caro Lamberto, che condivido certe tue riflessioni: la ragazza-medico rappresenta per te quel mondo rispetto al quale ti sei sempre, a torto, sentito inferiore e la sua frequentazione ti dà l’illusione di essere socialmente cresciuto. Ricordati, però, che il valore della persona non si misura dai soldi che possiede. E quindi possibilità di spenderli senza porsi troppi limiti. Precisato questo, se, ipoteticamente, tu potessi conquistare una ragazza o moglie ricca, pensi che potresti con sicurezza avvantaggiarti della sua agiatezza? O ti sentiresti in difficoltà per il continuo confronto, oppure (peggio) lei, col tempo, ti rinfaccerebbe una tua inadeguatezza o ti negherebbe certe facilitazioni economiche? Se la donna-medico ha un ottimo stipendio (avrà avuto buoni appoggi, visti gli stipendi odierni), non sarai tu che avrai di conseguenza un ottimo stipendio, o acquisterai prestigio e possibilità dal suo. O forse speri di essere favorito, e raccomandato, grazie a lei? In termini poveri, non sentiresti l’umiliazione di vivere alle sue spalle?
A parte queste considerazioni, il tuo timore (apprezzabile) è quello di essere diventato (e non sarebbe colpa tua ma della situazione familiare) un uomo avido e calcolatore che mira più ad un’unione interessata piuttosto che ad una storia d’amore limpida e sincera. Di sicuro, anche l’esempio dei tuoi genitori non aiuta: le ristrettezze li hanno resi rancorosi e nemici e tu non vorresti mai ripetere una situazione familiare simile facendo rivivere ai tuoi figli il tuo passato (e ancora attuale) disagio. Ti capisco perfettamente. Tieni però presente che molti hanno vissuto un’infanzia e adolescenza del genere , ma non per questo si sono inariditi e incattiviti.
Molte volte si trasformano in un essere totalmente positivo, desideroso di una famiglia propria, costruita sulla sincerità dei sentimenti e del rispetto reciproco, che riscatti le negatività del proprio passato, con l’impegno, verso se stessi, di rendere sereni, con le proprie forze e capacità, moglie e figli, indipendentemente dal contesto economico. Guarda che ci si può amare anche senza essere ricchi, affrontando serenamente le difficoltà, se ci saranno, insieme. Del resto, oggigiorno, è raro sposarsi se non si lavora in due e, solo di questa realtà, purtroppo, dovrai tenere conto.
Hai scritto tanto, con molti particolari, ma non mi dici di cosa ti occupi, se hai un lavoro, di cosa vivi. Spero che tu non sia disoccupato e non ti trovi ancora a dipendere dai genitori già così provati.
Forse non sai che ci sono molti più disoccupati laureati di quelli con un semplice diploma. Perché i secondi, invece che restare per anni parcheggiati all’università, mantenuti dai genitori, si sono, in anticipo, dati da fare per trovare un lavoro o imparare un mestiere. Vuoi mettere un idraulico o un falegname rispetto ad un impiegato (oppure operaio) pubblico o d’industria, con un stipendio di 1000 € (anche meno) al mese. Per inciso, sai che lo stipendio di un insegnante laureato è di 1200 euro mensili e non sa neanche se a 65 anni avrà una pensione?
Non sentirti frustrato se non hai potuto frequentare l’Università. La cultura, non sempre è sinonimo d’intelligenza, e non garantisce sensibilità e capacità d’amore. E, qualche volta, dall’Università, non si esce colti, ma solo ricchi di nozioni che, senza una formazione pratica, sono soltanto un foglio di carta che dà prestigio, ma non la sufficiente preparazione per affrontare con competenza il mondo del lavoro.
Non so se tu tornerai a stare con la tua fidanzata o deciderai diversamente, ma, se vuoi un consiglio disinteressato, non sentirti mai inferiore (nemmeno superiore) a qualcuno. Cerca di avere fiducia e stima in te stesso, con la certezza di essere, prima di tutto, una persona che merita rispetto come qualsiasi altra persona. Agisci, quindi di conseguenza. Il complesso d’inferiorità viene percepito da chi t’incontra e va ad "incrementare" la presunzione di coloro che hanno il difetto opposto, cioè il complesso di superiorità. E mai, dico mai, devi cadere nella trappola dell’invidia perché è deleteria, impedisce l’obiettività, uccide ogni sentimento positivo e allontana proprio coloro che vorresti invece aver vicini.
Ti abbraccio, Marzia