----- Original Message -----

From: Giulia

To: webmnt@confidenzialmente.com

Sent: Friday, January 31, 2007 4:32 PM

Subject: resto sola

 

La vita dei figli

 

Cara Marzia,

mia figlia, Daniela, ha vent’anni. Mentre guardavamo la TV, mi ha detto che vuole andare a vivere da sola. Ha trovato un lavoro, su interessamento di suo padre (ha molte conoscenze), dal quale sono separata da 5 anni e lei adesso si considera autosufficiente.

Mi sento tradita. Per cinque anni, mi sono impegnata tantissimo per farle prendere un diploma, lavorando anche 12 ore al giorno, con un aiuto (assegno mensile) molto modesto di mio marito (per la figlia.) Lui si è fatto un’altra famiglia e a quella deve pensare. Daniela  è riuscita anche a prendersi una laurea breve, non certo per l’assegno di suo padre, ma anche per aver potuto dedicarsi soltanto alla studio. Ora tranquillamente se ne va, senza un pensiero di rammarico per me che resto sola. Ho quarantatre anni. Ho evitato relazioni sentimentali, per non turbare l’esistenza di mia figlia, per non volere portare un estraneo in casa, dove stava crescendo una ragazzina… […]

 

Cara Giulia,

capisco la tua malinconia, ma non cadere nell’errore di trasformarla in esasperazione o, peggio, in forma di ricatto, più o meno esplicito, rinfacciando a tua figlia i sacrifici che hai fatto per lei. Tutto ciò che si fa per un figlio non è mai un sacrificio, è semplicemente ciò che un genitore normale fa e non gli pesa: è amore e, se vogliamo, anche senso del dovere e impegno preso nel metterlo al mondo. Nemmeno puoi far pesare, a Daniela, se in amore sei stata sfortunata, tanto da non poter ora condividere i tuoi pensieri, gioie e dolori, con qualcuno che sappia consolarti e capirti. Inoltre, se stai a sottolineare il tuo malessere, scaricando su tua figlia, sia pure inconsapevolmente, sensi di colpa, sappi che essi possono trasformarsi, in lei, in rancore, perché li identificherà come un tentativo scorretto di impedirle di crescere e vivere la sua vita.

Mia cara amica, mettiamo al mondo i figli per amore e non in prospettiva di una loro riconoscenza futura e perenne, altrimenti saranno figli del nostro egoismo e non del nostro amore. Ciò che a noi sta a cuore è il loro bene e la loro serenità, intervenendo semmai ogni volta che ci chiederanno aiuto, o li vedremo in reale difficoltà.

Qui si parla di una ventenne, non una bambina o un'adolescente che ha bisogno della presenza materna costante e attenta, una ventenne che chiede di dimostrare, sia a se stesa che agli altri, la propria capacità di autonomia e indipendenza. 

Tua figlia, un domani, se sarà necessario, saprà esserti di sostegno e ricambiarti, se ci saranno ragioni valide e l'esigenza di farlo. E, si spera, con amore e non per forzato dovere. 

Ora, Daniela si sente in grado di vivere da sola. Dovrà scontrarsi con la realtà dura del costo della vita che non permette, ad un primo impiego –e nemmeno in seguito- di poter mantenersi da soli (affitto, vitto e tutte le altre spese quotidiane) con un solo stipendio.

Ti ha detto che dividerà l’appartamento con altre due ragazze e questa è una buona soluzione. Se poi tu, come mi scrivi a parte, hai il sospetto che andrà a convivere con un  un uomo di 35 anni, quindi abbastanza più adulto, non credo che, ostacolandola, le farai cambiare progetto, perché, se ti assecondasse, un domani potrebbe, non perdonarti di averle impedito una scelta diversa. Informati piuttosto, col tuo ex marito, sulla serietà e affidabilità di questo ipotetico compagno di tua figlia, ma con molta discrezione e senza aggredire. A Daniela puoi esprimere un tuo parere, ma mai forzarla a scegliere con la tua testa, piuttosto che con la sua. Questo per aiutarla realmente a crescere e responsabilizzarsi.

Se sarai saggia e comprensiva e non ti lascerai andare a comportamenti inconsulti, sarà tua figlia stessa a metterti al corrente e, un domani, a presentarti questo suo partner. Ti sei chiesta come mai non ti ha parlato spontaneamente di lui? Non pensi che abbia avuto timore della tua reazione, o gelosia? E da dove nasce questo timore?

Essere una buona madre (o buoni genitori) è molto difficile, ma se partiamo dal presupposto di voler il bene dei figli, mettendo da parte il nostro, sarà semplice agire nel migliore dei modi.

Fatti vedere sorridente e comprensiva. Puoi semmai dirle che, se ti vorrà, sa dove trovarti. Non assillarla, quando sarà via, con telefonate continue, lascia che sia lei a prendere l’iniziativa.

Sta certa che sentirà la tua mancanza e ti cercherà o un per un consiglio, magari banale, o per chiederti se può… venire a cena da te. Te lo dice chi c’è già passata ed ha un ottimo rapporto con la figlia.

Considera ora l’opportunità, dal momento che sei ancora giovane, di farti una vita tua, perfino libera di innamorarti, di vivere una storia sentimentale, prima di rischiare di inaridire la capacità di sentimento. Dedicati più a te stessa.

Forse è quello che tua figlia si augura.

Ti abbraccio, Marzia

Marzia risponde