----- Original Message -----
From:
IvanTo:
confid@confidenzialmente.comSent: Thursday, June 22, 2006 6:43 PM
Subject: essere lasciati
Essere lasciati... per non lasciare?
Ciao Marzia, sono un ragazzo di 30 anni che da poco tempo, dopo circa un anno, è stato lasciato dalla propria ragazza... premetto che gia in passato sono stato lasciato da una ragazza dopo 7 anni di fidanzamento. Con la mia ultima ex pensavo di aver trovato il paradiso sempre insieme e sempre sulla cresta dell'onda, promesse di non lasciarci mai consapevoli di non aver amato e essere stati amati come in quest'ultimo anno. Ma, alla fine la mia ragazza ha cominciato ad aver dei dubbi e a lamentarsi di certi miei comportamenti che in passato non la influenzavano. Ha cominciato a perdere interesse a qualsiasi cosa, non avendo più lo spirito di prima. dopo varie discussioni sul fatto del mio cambiamento, è riuscita a dirmi che dentro di lei si sentiva svuotata di qualsiasi sentimento o entusiasmo nei confronti di tutto e di tutti, e che già in passato aveva avuto problemi di depressione. Purtroppo non ha voluto il mio aiuto e abbiamo deciso di troncare la storia. Successivamente però lei, pur riconoscendo di sbagliare, ha cercato un appoggio in me, perché non riusciva più a sopportare la situazione di totale apatia. Allora sono riuscito a convincerla a farsi ascoltare da uno psicologo. Così la dovrò accompagnare, ma ho paura di soffrire, ma d'altro canto sono l'unica persona che si sia mai interessata di lei e dei suoi problemi e in questo momento sono probabilmente la sua unica ancora di salvezza. Non so come comportarmi, perché non so se in questa situazione di depressione sono stato io a portarla o io abbia subito le conseguenze del suo stato d'animo. Per comprendere appieno la situazione devo specificarti che lei ha una situazione famigliare disastrata, nella quale nessuno s'interessa di lei.. genitori separati in casa e due fratelli già separati. Inoltre è stata costretta a fare un'università che non la soddisfa... non so come prendere questa cosa... adesso che le sto facendo fare il primo passo per uscire da questa sua apatia, dovrò abbandonarla e lasciare che lo psicologo funga da valvola di sfogo o dovrò comunque starle vicino... grazie
![]()
Caro Ivan,
spesso rimango sorpresa per le domande che mi vengono rivolte, come se, chi scrive, cercasse da me il coraggio di una scelta (e il più delle volte è così) che già invece ha dentro. E, il suggerimento che più volte do, è quello di porre a se stessi una domanda semplice e fondamentale. Nel caso tuo, chiediti se tu ami questa ragazza e quanto. Perché vedi, quando si ama veramente, non ci sono dubbi né indecisioni e non si sente sacrificio nell’aiutare l’essere amato. Viceversa se l’amore è finito può diventare davvero pesante la parte del buon samaritano, soprattutto nei confronti di una persona in depressione, malattia profonda dell’anima, che finisce per coinvolgere e quindi creare malessere anche in chi sta accanto.
Se questa ragazza vive la situazione familiare che tu descrivi è comprensibile che ad un certo punto non abbia più avuto fiducia nel vostro rapporto specialmente se tu gliene hai dato motivo. Si è convinta che l’amore di coppia non dura. Penso che sarebbe stato giusto, in quel momento, cercare di capirla e starle vicino. Tuttavia, trovo anche inspiegabile, che i genitori, sia pure separati in casa, siano separati anche dalla figlia, invece che ciascuno, singolarmente, starle vicino. Comunque sia, lei adesso ha cercato te perché ha bisogno di aiuto ed evidentemente di te si fida, o almeno non ha altri di cui fidarsi. Se non la ami, cerca di darle almeno comprensione e amicizia.
Spero che lo psicologo possa davvero aiutarla. Non credo che sia necessaria (anzi di certo no) la tua presenza alle sedute psicanalitiche, però puoi interessarti di lei, facendoti sentire e uscendo qualche volta, cercando di distrarla e facendola parlare di sé, ascoltandola, come faresti con un’amica e spiegandole che adesso può considerarti un amico: se non la ami più, non illuderla, le faresti altro male.
E’ una situazione difficile, lo capisco. Sembrerebbe il caso di far presenta al più comprensivo dei genitori che la figlia sta male, ma non puoi farlo senza che lei sia consenziente: non si fiderebbe più di te.
Mi piacerebbe infine sapere quali tuoi comportamenti hanno indotto sia la prima ragazza sia la seconda, a lasciarti. Non è che tu cambi per… essere lasciato?
Tuttavia, mio caro Ivan, nessuno può chiederti, nemmeno tu a te stesso, di assumerti responsabilità al di sopra delle tue forze. Segui l’istinto e il cuore.
Ti abbraccio,
Marzia