----- Original Message -----
From: Gaetano
To: <confid@confidenzialmente.com>
Sent: Monday, November 17, 2008 10:48 AM
Il... lattice
Ciao Marzia, mi rivolgo a te principalmente per due ragioni. La prima è che ogni amico o conoscente, mi dà pareri condizionati dall'affetto nei miei confronti o dai loro trascorsi, senza considerare che ogni persona, così come ogni storia, presenta delle differenze o particolarità proprie. La seconda ragione è il piacere che mi dà la lettura delle tue risposte. In più d'un' occasione metti in luce il bianco ed il nero dei problemi di chi si rivolge a te, senza commiserarne le sofferenze. Ma veniamo al dunque: io ho ventotto anni e fino ai venticinque ho vissuto in modo molto distaccato le mie relazioni. Perlopiù storie di sesso senza promesse se non quella di massimo rispetto e con la premessa di chiudere tutto nel momento in cui uno dei due avesse iniziato ad andare oltre, cioè ad affezionarsi. Sicuramente mi son precluso molte opportunità ma ho salvaguardato il mio ed il loro cuore da bruschi scossoni. Tre anni fa, per puro caso, ho conosciuto una ragazza molto bella, fisicamente corrispondeva e corrisponde ancora a tutto ciò che mi piace di una donna. Tramite amicizie comuni mi procuro un appuntamento e questa persona si dimostra anche divertente e piacevole per cui comincio a vederla con costanza. Per i primi due anni siam stati meravigliosamente e meravigliosi agli occhi di ogni amico. Perennemente d'accordo, ci si capiva con il solo sguardo e non si discuteva quasi mai. A dicembre scorso, lei si trova costretta a smetter di prendere la pillola contraccettiva e dato che non vado d'accordo col lattice, la nostra attività si riduce ad un terzo di quel che era prima. Io soffro molto per questo e divento, col passare del tempo, sempre più intollerante. Mi lamento per ogni cosa ed ogni mia battuta va a finire su quell'argomento. Lei soffre molto il mio atteggiamento ma sopporta sinché può. A Marzo, con la scusa che non mi son mai preoccupato di prender la patente e di farla rientrare sola di notte, non mi vuol vedere per otto giorni. Le dimostro che per amore mi metto d'impegno ed in un paio di mesi ho la patente. Eppure continuo ad esser insofferente, anche perché dopo questa "crisi" lei non torna la stella di prima. Infatti a metà Settembre, esausta dal litigare per ogni fesseria mi dice di aver bisogno di star bene. Di amarmi ancora ma voler stare da sola. In principio reagisco con distacco pur provando a convincerla che insieme possiamo superare anche questo ma lei non ne vuol sapere. Passano i giorni, le scrivo una lettera, la cerco ma non si muove d'un millimetro. Un giorno, convinto di esserne uscito, chiamo una vecchia fiamma e... La mia ex-lei, lo viene a sapere ma, forse perché sa che di questa vecchia fiamma non m'importa, non ha la reazione che speravo. Io, in compenso, dopo aver toccato questa nuova, vecchia tipa, comincio a star davvero male ed ho chiuso tutto dopo un paio di settimane. Io ed il mio Amore ci siam visti di recente e mi ha detto di non amarmi più. Di non volermi vedere perché potrebbe tornar sui suoi passi e perché è più facile dimenticare qualcuno se non ci si ha più a che fare. Ora credo che non la cercherò più e che tenterò di voltar pagina ma ho paura di far male a qualcuno che non ha colpe. Qualcuno deve pagare ma chi, oltre me? La vecchia fiamma mi adora in maniera incondizionata e, poveretta, mi ascolta pure quando mi sfogo parlando del mio Amore ma non ci sarà mai più nulla tra noi. Cosa mi consigli di fare per star meglio. Non mi strappo i capelli ma non sono certo sereno come mio solito.
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Caro Gaetano,
perdona, ma mi colpisce, alla prima lettura, la tua insofferenza per il lattice come causa di contrasto di coppia. L’uso o non uso diventa più importante della salute della tua compagna, che ha dovuto interrompere l’assunzione del contraccettivo orale più diffuso.
La pillola anticoncezionale, a lungo andare, può nuocere alla salute, dando problemi di vario genere. C’è da chiedersi perché mai, solo la donna, debba sottoporsi a certi rischi. Trovo, pertanto, abbastanza inammissibile che un grande Amore, quale tu dichiari di provare per lei, venga condizionato e si alteri all’uso di un contraccettivo in lattice. Chiamiamolo col nome comune di preservativo che non è scandaloso. Non si sa bene perché il termine si esprima sottovoce, è normalissimo e significa "preservare" dal rischio di gravidanze indesiderate o malattie ancor meno desiderate. Che, poi, diventi motivo di contrasti e litigi continui perfino per la cause più banali, è piuttosto inconcepibile. Ti sei sentito talmente penalizzato da diradare i rapporti intimi. E lei? Come si sarà sentita con un uomo che è diventato irascibile e… insopportabile dal momento che, adesso, spetterebbe a lui impedire una gravidanza? E già. Di regola, è compito e responsabilità della donna. Quale regola o legge lo sancisce? Ma sì, la donna si assoggetta (n'è obbligata) per cautelarsi e l’uomo se ne avvantaggia, va sicuro "tanto ci pensa lei".
Lo chiami Amore, se non lo è, come lo definiresti? Forse egoismo?
A parte la mia ironia, del tutto bonaria, credimi, e passando al secondo quesito, ritengo che l’imposizione della patente (penso ti sia stato stato utile prenderla) sia stata da parte di lei un tentativo di fuga, sperando che tu rifiutassi o non riuscissi a superare le prove d'esame, in parole povere, ha tentato di crearsi la motivazione, o alibi, per un litigio definitivo. Tu le hai dato un altro appiglio seguitando con la tua insofferenza, litigando per un nonnulla, lei, che non ha la pazienza di Giobbe, ha deciso di lasciarti... nonostante la patente.
Mi spieghi perché vorresti riallacciare il rapporto? La situazione non è cambiata: lei non può prendere la pillola e tu hai l’avversione per il lattice. Vorresti obbligarla?
Perdona, ma dubito di un grande Amore che si disperde per certe ragioni. O meglio, che ha il limite del rapporto sessuale protetto. Altro non hai espresso. Non hai l’attenuante di una tua allergia patologica al lattice. Nemmeno hai parlato del desiderio di una convivenza, del proposito di mettere su famiglia, di un eventuale figlio da amare. Hai messo in prima linea la tua irritazione per i rapporti intimi poco frequenti e insoddisfacenti a causa della tua idiosincrasia della quale fai a lei una colpa.
Che dirti, non pensi che abbia avuto tutte le ragioni per lasciarti? Mettiti al suo posto e rifletti.
Concludo ringraziandoti per gli apprezzamenti alla rubrica e la stima nei miei confronti che mi auguro restino immutati dopo la mia risposta sincera, come sempre.
Ti abbraccio, Marzia