----- Original Message -----

From: Michela

To: confid@confidenzialmente.com

Sent: Friday, June 13, 2008 3:59 PM

Subject: PER MARZIA

Libertà o dipendenza

Ciao Marzia, ti leggo sempre piacevolmente tra le pagine di questo sito. Ti scrissi tempo fa e valutai molto positivamente le tue risposte. Ora sento il bisogno di scriverti di nuovo per trovare conforto in questo piccolo ma pesante (per lo meno per me) problema. L’anno scorso nel mese di gennaio dopo lunghi tentennamenti ho chiuso definitivamente con il mio fidanzato con cui stavo da otto anni. Per due mesi ho frequentato diversi ragazzi finché ne ho conosciuto uno che mi ha colpito più degli altri ed ho deciso nel mese di aprile 2007 di iniziare una nuova storia. Diciamo che lui è un ragazzo dolce e sensibile, forse un po’ timido… io sono la solita caciarona, sorridente estroversa… praticamente diversi ma ci completiamo. E’ passato un anno e diciamo che in me si è realizzata un po’ l’idea di famiglia e comunque il fatto di essere abituata col mio ex ragazzo a vivere insieme mi è cominciata a mancare la convivenza di due innamorati…il passato del mio attuale ragazzo sono una serie di storie di durata non superiore ai due anni, solo fidanzate che abitavano lontane con cui non c’è mai stato un risvolto eclatante e nessuna convivenza… conosco la storia avuta con la sua ultima ragazza che durava da due anni e che lo ha lasciato perché lei desiderava andare a convivere e lui invece non si sentiva pronto, lui ha 30 anni… lui mi ha sempre detto perché ancora lui non aveva un lavoro e questo lo ha bloccato… proprio ieri sera ho voluto lanciare la palla, buttarglielo lì… il fatto è che mi manca un po’ la mia vita di prima, la mia vita di donna di casa, di donna di famiglia… la casa ci sarebbe, c’è tutto… sono fortunata per questo… lui stava zitto e ascoltava… io gli ho detto che lo amo

e in qualsiasi momento se lui mi chiedessi di vivere insieme o di sposarmi io ora gli direi di si… sono stata molto esplicita lo so… però sta cosa mi covava da un po’ nel petto e l’ho dovuta buttare fuori… io gli ho chiesto quali fossero eventualmente i suoi timori visto che mai a nessuna ha proposto la convivenza e lui mi ha risposto che il suo timore è il fatto di rendere conto ad un’altra persona di ogni cosa… io l’ho trovata una scusa, visto che lui ora è liberissimo in tutto e che il tempo libero lo passiamo insieme perché ci va e stiamo bene… io ho paura che la causa dei suoi timori siano i suoi genitori con cui lui dice di avere un bel rapporto ma secondo me lui è succube… quando siamo a tavola coi suoi si riempie di tic nervosi, poi quando esce deve dire a sua madre dove va e cosa fa… e poi non ultimo io non piaccio ai suoi… non è una mia fissa… lo so perché me lo hanno detto… e me lo fanno capire che non sono gradita ma io non mi fermo… frequento comunque la loro casa non mi interessa il loro parere… io ieri sera non ho dato nessun ultimatum, non sono il tipo e non mi piacciono… però sinceramente non mi va di perdere altri 2-3 anni e ritrovarmi magari sola… odio vivere alla giornata io ho bisogno di progetti… allo stesso tempo lo amo… mi puoi dire qualcosa in merito? Qualsiasi cosa dirai io ne farò tesoro. Intanto grazie mille… ciao!

 

Cara Michela,

ho risposto, poco tempo fa, ad una mail che proponeva un tema molto simile: ragazzo che esita, genitori contrari e piuttosto esplicitamente. Forse un caso simile al tuo o, forse, tu stessa me lo riproponi in una forma meno aggressiva.

Se il ragazzo non lavora, o non ha una sua autonomia economica sufficiente, è logico che, in una convivenza, sentirebbe di dipendere da te e questo, oltre che umiliarlo, finirebbe per deteriorare il vostro rapporto.

Quando ti ha raccontato delle ragioni per le quali la sua storia precedente è finita, ha inteso prevenire ogni tua richiesta in quel senso. Tu, invece, e lo ritengo giusto, hai preferito affrontare il problema con moderatezza, ma affrontarlo. Oltre all’ipotetico fattore economico, lui pone avanti il timore di dover renderti conto di tutto, così come gli accade in famiglia, con i genitori. È evidente che, quella libertà condizionata, con i suoi, gli pesa e, allontanandosi da loro, non vorrebbe ritrovarsi in una situazione analoga con una donna. In tal senso, subisce la loro influenza, come tu stessa hai notato.

I suoi genitori ti hanno proprio chiarito, senza porsi alcun riguardo, che non sei la donna che vorrebbero per il loro figlio. E, scusa se te lo ripeto, questo particolare coincide con la lettera precedente, alla quale ho fatto riferimento all’inizio.

Non sono certo i genitori che possono scegliere e decidere il futuro dei propri figli, se lo pretendono, sono pessimi genitori. Di certo, possono esprimere un parere e dare un consiglio, sta al figlio tenerne conto o meno.

Dal momento che lui ti porta a pranzo da loro, e ti accettano alla loro tavola, mi sembra già che ci sia stata una presa di posizione da parte sua perché tiene a te, nonostante il loro parere contrario: è già molto. Ma è anche una situazione logorante e, a lungo andare, la trama della storia può usurarsi.

Non mi dici (o non ripeti) le ragioni per cui  suoi genitori ti ostacolano. Nemmeno posso andare a rileggere l’altra mail perché non ricordo il titolo del pezzo. C’erano comunque dei precedenti nella vita della donna che scriveva (niente di illecito) e la famiglia non sapeva accettarli, anche perché i genitori, in buonafede, vorrebbero sempre il massimo per i figli, peccato che quel "massimo" sia secondo il loro giudizio che spesso non coincide con quello del figlio.

Ripeto che approvo la tua decisone di chiarire con lui e, se la sua risposta non è stata del tutto convincente, sta a te la scelta.

Tu desideri una famiglia, in una casa tua, con un compagno che ti stia vicino, capace anche di sostenerti e di condividere i problemi ogni volta che si presentano, così come accade in ogni convivenza che si rispetti. Ma temo che lui abbia invece paura di dover essere condizionato dalla tua volontà, in un casa provvista di tutto ma che non è la sua, con una donna molto decisa che non gli permetterà mai l’ultima parola.

Se pensi di poter convincerlo del contrario, vai avanti con pazienza. Se però, facendo un esame di coscienza, capisci che saresti sempre tu "la padrona di casa" con potere decisionale, allora lascialo libero di andare. Lui non cerca altre catene simili a quelle che già ha, sente ancora il bisogno di libertà personale e di spensieratezza.

Se ora già passa tutto il suo tempo libero con te e, da questo, tu deduci che la libertà soggettiva non gli serva, sbagli. Lui, adesso sceglie, o pensa di farlo, di stare con te nel tempo libero, mentre, accettando di convivere, gli sembrerebbe un’imposizione.

Mi auguro di averti aiutato a riflettere.

Ti abbraccio, Marzia

Marzia risponde