----- Original Message -----
From: Viola
To: confid@confidenzialmente.com ; webmnt@confidenzialmente.com
Sent: Monday, June 09, 2008 5:36 PM
Subject: Ti prego rispondi presto!
Mai da una parte sola
Cara Marzia,
ho una situazione problematica tra le mani e non so cosa fare. Sono insieme da un anno e mezzo ad un ragazzo meraviglioso (io ho 19 anni e lui 28).
Il fratello (25 anni) ha dei problemi, in poche parole, è psicotico, ma non si vuole fare curare!
Il padre e la madre del mio ragazzo sono separati da più di dieci anni ma si odiano in una maniera insostenibile e questo è ricaduto molto sul fratello, che è diventato arma di ricatto della madre.
Il padre (medico!!) non riesce a prendere delle decisioni serie e S. ha smesso di prendere i farmaci che lo aiutavano da un anno (motivo: lo ingrassavano!!!).
Da qualche mese è diventato violento verbalmente con il fratello, cioè il mio ragazzo, dicendogli le cattiverie che solo un malato di mente può partorire.
Ieri ha incominciato a prendersela anche con me, dicendo che, da quando sta come me, ha perso quel briciolo di umanità, mentre invece la ex ragazza (con cui sono stati insieme 10 anni) aveva una buona influenza su di lui (e aveva un amore e un rispetto per la famiglia ora persi a causa mia, a suo dire).
Il dramma è che, secondo me, queste sono le parole della madre! A volte le scappa di dire al mio ragazzo "da un anno a questa parte sei cambiato!"... prima non ci avevo fatto caso, ma ora con la scenata dell'altro giorno mi viene da chiedermi se quelle parole in realtà non siano nate dalla mente della madre!
Una volta si era lasciata sfuggire che la sua ex era una perla rara, spesso la ricorda con un affetto irrispettoso nei miei confronti...
Il mio dubbio è: cosa fare con lei? Perché se lei pensa davvero queste cose (riflesse dal figlio psicotico) non vedo il motivo per frequentarla ancora.
Spero di averti dato abbastanza informazioni! grazie mille.
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Cara Viola,
caso difficile e, la risposta, lo è altrettanto. Infatti, non si possono ignorare i disagi del fratello e non averne comprensione. Trovo sorprendente che il tuo ragazzo ne sia uscito indenne: la separazione dei genitori crea sempre dei traumi ai figli, anche se maggiorenni. Evidentemente, quei tre anni di differenza di età, hanno recato danni al minore, mentre il diciottenne (di allora) ha reagito meglio del fratello adolescente. Per lo stesso motivo, per la madre, è stato più facile condizionare e coinvolgere il figlio minore, scaricando su di lui le proprie frustrazioni e, purtroppo, lamentele e rancori.
Di certo "tuo cognato" (tanto per intenderci) ha bisogno di essere aiutato e, soprattutto, capito e amato. Inoltre, se devo essere sincera, credo poco che questo sia compito dei farmaci: inebetiscono e, appunto, ingrassano, ma non risolvono il male dell’anima. Meglio sarebbe un’analisi accurata e coscienziosa di un bravo psicanalista, che sappia aiutarlo a superare il malessere esistenziale. Non che sia così facile: come in tutti i settori, sembra che onestà e preparazione valida siano una rarità.
Umanamente, questo tuo cognato ha bisogno di attenzione partecipe e di trovare la forza di neutralizzare la dipendenza materna. Evidentemente, nella prima ragazza del tuo fidanzato, ha percepito, o immaginato, amicizia, comprensione e anche affetto, simili a quelli di una sorella. Per questo si accanisce e incattivisce, come se avesse perduto un sostegno, una figura di riferimento. E ne ritiene responsabile, ingiustamente, il fratello che, però, indirettamente, lo è. Anzi, peggio, forse lo paragona al padre, che ha lasciata la moglie, dopo anni di convivenza. Di conseguenza, riversa ostilità anche verso di te.
Suppongo, anch’io, che la madre abbia avuto e abbia la sua parte, nel giudizio negativo su di te. Per esempio, nel proporti sempre l’esempio dell’altra, per lei una perla rara. Al tuo posto, non mi offenderei, risponderei con un sorriso eloquente ed ironico. Semmai una battuta scherzosa: oltre alle perle ci sono anche rubini e smeraldi. Ma vanno bene anche le ametiste, o l’ambra. E tu, diciannovenne, hai ancora da crescere, prima di definirti "preziosa".
Se tu invece ti offendi e reagisci , maturando dentro del rancore, ponendoti sullo stesso suo piano di animosità e critica costante, meditando, perfino, di non frequentarla più, non fai che peggiorare la situazione. Forse non tieni conto che è la madre del tuo ragazzo e, per quanti difetti abbia, rimane, e rimarrà sempre, sua madre: una donna che ha vissuto le mortificazioni e la sofferenza di un matrimonio fallito. Per questo si aggrappa ai figli e teme che qualcuna glieli porti via.
Evidentemente, ha la sensazione, sentendoti ostile, che, per causa tua, il figlio maggiore si allontanerà da lei, plagiato da te, così come lei stessa plagia il figlio minore.Vedi, mia cara Viola, se tu pretendi comprensione e rispetto, devi anche darne. E, se ti poni in modo drastico nei confronti di quella donna, alla fine costringi il tuo innamorato a mettersi in conflitto con lei, al punto di dover fare una scelta fra voi due e, così, rischi di perderlo.
Sii, quindi, prudente ed evita certi sfoghi insofferenti con lui, con accuse al fratello e alla madre. Finiresti per metterlo in crisi e ti renderesti, perdona, insopportabile, o peggio, gli faresti rimpiangere "la perla rara".
Il vero amore, ragazza mia, oltre ai pregi, fa accettare anche i difetti di un rapporto. A meno che la situazione sia talmente insostenibile da dover fare delle scelte precise e perfino drastiche. Perché, vedi, lui non può cancellare dalla propria vita il fratello e la madre, nemmeno distaccarsi, oltretutto, in tal modo, darebbe ragione ai loro dubbi e timori su di te. Non credo che tu lo voglia. La situazione è difficile e va gestita con maturità.
Parlane col tuo ragazzo, senza però dare in escandescenze, con accuse senza appello e ricorda che la colpa e la verità non stanno mai da una parte sola.
Ti abbraccio, Marzia