From: Claudia
Sent: Friday, January 15, 2010 11:44 PM
To: confid@confidenzialmente.com
Un marito nel weekend
Cara Marzia,
ti ho già scritto tempo fa e mi hai risposto nelle tua rubrica con il nome Claudia.
Purtroppo il tempo è passato ma non sono stata capace di uscire da questa penosa situazione. Mio marito è uscito di casa non appena ho scoperto il nome della sua amica. E' una sua collega che abita in un'altra città e anche se ormai sono passati anni continua ad intrattenere rapporti con lei, con alti e bassi e varie interruzioni. Dopo il primo momento di euforia per essere riuscito ad andarsene, a vacanze ed weekend a casa sua, ha cominciato a ritornare indietro e non so come abbiamo iniziato un rapporto anomalo che non saprei nemmeno definire.
Lui vive ancora fuori casa, viene qui il sabato e la domenica, dice che non riesce a vivere senza tutti gli attori di questa storia, che non è riuscito a distaccarsi da me, ma a quel che so non riesce nemmeno con lei. Io non ne posso più, la salute comincia a vacillare, le speranze anche. Ho provato a sopportare tutto pensando che avremmo potuto trovare una soluzione. Io sembro drogata e senza lui non riesco ad immaginare la mia vita. Passo momenti in cui sono accondiscendente ed altri in cui faccio scenate indescrivibili. Ho tanti amici che mi sono vicini, ma ho ormai solo un pensiero fisso: allontanare l'altra dalla nostra vita. So che sono ridicola, che non dipende da me, che recriminando in continuazione e diventando uno straccio non risolvo nulla. Ma ho messo in questo tutte le mie energie, e ormai scarseggiano.
Vado a dormire, pochissimo, con la speranza che il nuovo giorno mi porti la bella notizia, trascorro le giornate nell'attesa. Per fortuna riesco ancora, non so per quanto, ad impegnarmi nel lavoro ma la sera è una tragedia.
Lui sostiene, in un continuo stato di agitazione, di aver fatto tanto per riavvicinarsi a me, che non riesce a farne a meno, che vorrebbe vedermi serena e sorridente, ma non lo sento affettivamente vicino e meno ancora innamorato. Sembra invecchiato di dieci anni e si è rassegnato a vivere una vita senza scegliere nulla, soffre in prima persona e fa soffrire chi ha vicino. Non so perché stasera ti ho scritto, forse perché i tuoi consigli in passato mi hanno fatto pensare che avrei potuto avere ancora qualche possibilità per reagire e non buttare via la mia vita. Ma come vedi non ci riesco.
Nel frattempo mia figlia, che mi è sempre rimasta affettivamente vicina senza prendere comunque troppo le distanze dal padre, è andata a vivere con il suo ragazzo. E' felice della scelta, anche se amareggiata nel vedermi così, e io per lei. Non voglio essere un peso per nessuno, ma mi sento sola e guardandomi allo specchio non mi riconosco. Ho paura di prendere decisioni, non ho la serenità per farlo, non voglio lasciare il campo libero, anche se continuando a lottare mi sto distruggendo senza ottenere risultati se non avere accanto un fantasma per due giorni a settimana. So che mi giudicherai anche te un niente, un'incapace, ma quando si sta così non si può decidere nulla. Penso sempre che forse debba succedere veramente qualcosa di grosso per farmi prendere consapevolmente una decisione definitiva.
O accetto la sua doppia vita o chiudo per sempre. E non riesco né a fare l'uno o l'altro.
Sopravvivo accettando con rabbia e dolore quello che non augurerei a nessuno. Ho tanta paura. il futuro mi spaventa.
All'apparenza sono una persona brillante, nel lavoro e nella vita sociale, senza problemi economici o di altro, ho una bella casa, un buon lavoro, una figlia meravigliosa e un marito sempre presente. E' banale dirlo, ma quanto inganna l'apparenza!!!! Il dolore che ho dentro, che mi sta logorando, sembra in secondo piano per tutti. E, credimi, lo manifesto spesso apertamente, nelle situazioni più disparate, senza nemmeno un briciolo di dignità.
Grazie se hai avuto la pazienza di leggermi e per le risposte sensate che hai per tutti.
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Mia cara Claudia,
già ti ho espresso, con tutta sincerità, la mia opinione nella risposta precedente. Niente è cambiato da allora, se non in peggio, il marito, oltre che a persistere nella sua infedeltà, se n’è andato di casa. E, coincidenza, anche tua figlia è andata a convivere col suo fidanzato. La si può capire, ha diritto ad una vita propria, senza farsi opprimere dall’atmosfera pesante di casa.
Si aggrava quindi la tua disperazione a rischio di depressione fra quelle pareti svuotate dal calore degli affetti.
Trovo molto strano che tuo marito torni da te il sabato e la domenica, anzi direi abbastanza sospetto. Lui dice che non riesce a vivere senza tutti gli "attori" (fa pensare ad una rappresentazione teatrale) e quindi paragona la vita ad una commedia o farsa o… tragedia.
Mi viene da chiederti se l’altra sia sposata a sua volta, o abbia particolari impegni nei weekend e sei poiché sei intelligente puoi capire la ragione di questa mia domanda.
Ora che hai conosciuto l’identità della donna, ti sarai data una spiegazione di un certo suo modo di agire e di quale influenza abbia su tuo marito. È scontato supporre che il loro sia un rapporto basato più sulla fisicità che su altri valori, quelli che forse (dico forse) tuo marito pensa di trovare ancora in te. Oppure, mi spiace dirtelo, tu gli riempi gli spazi vuoti del fine settimana.
Non vuoi perderlo e non intendi prendere decisioni definitive e questo è già un dato di fatto importante. Forse potresti paradossalmente entrare nella parte della "seconda" donna piuttosto che essere la prima. Lui viene da te quando non può stare con lei, una che sembra diventata la donna "fissa". Dovresti avere la capacità, molto difficile, di diventare la variante più piacevole per lui, quella che lo rende più sereno e appagato. Se ti trova sempre afflitta o lacrimosa, non reggerai il confronto e magari a lui servirà come attenuante e conferma che ha fatto bene a prendersi qualche "divagazione" altrove. Rifletto, basandomi sulle tua affermazione, cioè quella di non voler perderlo, costi quel che costi.
Non so l’età dell’altra, se anche lei ha legami che vuole mantenere, non so, ripeto, se c’è qualcuno oltre te che si sente tradito o che non sospetta niente, se lei ha figli e tanto ancora di altro non so.
Alla fine, potresti giocare con una certa astuzia, diventando tu l’amante, premurosa e carina, molto curata e attenta alla tua persona, appassionata in camera da letto, mettendo lei nella condizione di essere trascurata, quasi... tradita.
In precedenza, in altra mail, mi hai confessato un rapporto piatto e stanco, letti separati. Tu pensi che un matrimonio possa mantenersi in piedi con simili precedenti? Forse potrebbe se, come compensazione, ci fosse tanto di altro: una bella intesa, un dialogo intelligente, interessi comuni, affetto profondo e stima reciproca. Ma… se manca davvero di tutto, il vostro rapporto è come un vaso di coccio che si è rotto in mille pezzi. Forse, con molta abilità e pazienza, si potrebbe restaurare, ma ci vorrebbe davvero tanta capacità mentale e fisica e risulterebbe ugualmente fragile, tanto da poter rompersi alla minima vibrazione.
Al tuo posto, cercherei di organizzare meglio il mio tempo libero sfruttando il sabato e la domenica per altre attività che non siamo quelle di aspettare un marito che torna quando gli fa comodo. Hai amicizie, hai detto, di certo qualche amica libera da impegni prefissati. Vai al cinema, a teatro, iscriviti ad un corso di ballo latino americano, passa un pomeriggio in un centro benessere, abbi cura della tua persona, sii sobria ma elegante.... insomma scuotiti e vivi, riprendi coscienza di te e ritrova l’autostima e la sicurezza che hai perdute. Nessun uomo merita che ci si annulli dietro di lui.
Ti abbraccio, Marzia