----- Original Message -----
From: Claudia
To: confid@confidenzialmente.com
Sent: Wednesday, May 02, 2007 10:56 AM
Subject: il rischio
Il medico pietoso
Ciao, Marzia,
mi hai risposto qualche tempo fa nella tua rubrica con il titolo "il rischio" a nome Claudia. La situazione è sempre la stessa, forse anche peggiorata. Ho cercato di essere sorridente e brillante come mi avevi suggerito e come penso sia giusto fare, ma non sempre ci riesco.
Mio marito mi aveva assicurato che la storia con l'altra era chiusa, che non aveva più contatti e una sera lo trovo vicino a casa che le stava telefonando. Sono scoppiata a piangere e siamo stati a parlare e discutere tutta la notte e il giorno dopo. Mi sentivo ferita ancora una volta, delusa dalle sue bugie, ma sempre determinata a mantenere il rapporto e non farlo andare via. Mi ha detto che si erano rivisti e sentiti. Sono andata da una psicologa e anche lei mi ha suggerito calma e pazienza. Lui anche questa volta è rimasto a casa, ma io non mi fido più, sono sempre sul chi vive.
Durante questo ultimo ponte siamo andati tre giorni al mare, il 1° maggio erano 32 anni dal nostro primo incontro, pensavo di ritrovare un po' di serenità e allentare la tensione, ma lui già alla partenza mi sembrava poco entusiasta. Arrivati al mare in un momento di rilassamento ho preso il suo telefonino per scattargli una foto ed inevitabilmente ho letto due messaggi che l'altra aveva inviato. Il primo diceva: "Mi dispiace di averti causato problemi e che tu non abbia dormito!" Il secondo: "Buona luna di miele alla faccia mia!". Mi sono arrabbiata di nuovo, soprattutto perché lui non ha fatto niente, neanche una telefonata per dirle di fare i fatti suoi. Durante gli altri giorni mi sono barcamenata, ma sempre vigile e triste. Ora comincio a non poterne veramente più, non è vita questa, ma anche il pensiero di allontanarlo da me mi distrugge. A momenti è affettuoso e comprensivo, molto dolce, si sente in colpa e vorrebbe vedermi serena. Ma con la presenza di questa persona non ho possibilità di tirare fuori il meglio di me, di essere amabile e sorridente, anzi sono sempre peggio e me ne rendo conto e questo mi fa stare male. Ho iniziato a prendere tranquillanti e anche questo scatena la mia rabbia. Ero una persona solare ed estroversa, ora sono spenta e senza voglia di andare avanti.
Ho una figlia di 25 anni che mi è molto vicina, ma ha la sua vita e non voglio che sia il mio bastone. Anche lei ha perso la stima del padre e per quanto possibile evita il contatto. E' silenziosa e soffre.
Come posso uscirne? Io a quest'uomo non posso rinunciare, ma non ho nemmeno la forza di dividerlo sportivamente con un'altra.
Vorrei conoscerla, ma non me ne ha dato la possibilità sostenendo che questo peggiorerebbe il nostro rapporto, se non altro per capire che cosa possa avere di speciale.
Se puoi dimmi una parola di conforto, ormai vedo solo un baratro davanti a me e voglio avere almeno la forza di non caderci dentro.
![]()
Cara Claudia,
tua figlia è silenziosa e soffre perché vede soffrire te. Forse anche perché non riesce a, o non vuole, esprimere tutti i suoi pensieri. E’ facile che dica a se stessa che l’amore eterno non esiste e non si debba fare troppo affidamento sui propri e altrui sentimenti. Vede il tuo malessere, ma vede anche quello di suo padre, nel restare a vivere con voi. Capisce che, a 50 anni, ci si può di nuovo innamorare, vivendo quasi sensazioni adolescenziali e privarsene è molto difficile, perfino ingiusto e crudele.
Tutto questo le mette dentro uno stato di confusione. Non vuoi pesare su di lei, dici. Già, sia pure per cause opposte voi genitori, entrambi, lo state facendo.
Anche tu hai 50anni, non ne hai 80: sei ancora giovane e puoi contare sulle tue forze. Non mi dici se sei economicamente autosufficiente: è questo che ti preoccupa, oltretutto?
Tornando alla tua mail precedente, affermi che nel tuo matrimonio c’era un appiattimento quasi totale, in ogni settore. Però la tua gelosia si è scatenata appena hai scoperto che tuo marito ama un’altra. Come se, più che di lui, tu sia gelosa delle emozioni che sta vivendo con un’altra donna. Eppure, tre mesi fa tuo marito ha (aveva) deciso di restarti accanto, per non voler farti soffrire. Grande prova di affetto e sacrificio, ma… quanti ripensamenti e contraddizioni avrà vissuto?
Infatti ti rendi conto che, nonostante tutti i tuoi sforzi per tenerlo accanto e dimostrarti una moglie paziente e serena, lui ancora ha la testa da un’altra parte. E soffre senza riuscire a nasconderlo.
Accetta il weekend per l’anniversario di matrimonio, ma sembra scontento.
Trovo abbastanza offensivo, quantomeno irrispettoso nei tuoi confronti (dovrebbe esserlo anche per lui), il contenuto degli sms della tua rivale, soprattutto riferiti a quel momento che è solo privato. Tuo marito potrebbe anche averlo detto di non telefonare o scrivere, ma lei lo ha fatto per ricordarti che è presente e quindi ti sfida. Mi sorprende che lui ti abbia fatto usare il suo cellulare: fa nascere il sospetto che volesse proprio farti leggere, sia per farti capire che lei lo cerca e lo provoca (un po’ lo scagionerebbe), sia per metterti di fronte al fatto compiuto.
Sì, è rimasto con te, ma gli pesa molto, l’altra esiste e per lui è importante. Perché le avrebbe raccontato del vostro anniversario e della breve vacanza programmata per festeggiare? Dimostra che comunicano di continuo e le racconta fatti privati e personali legati anche a te.
Ti consiglio di non abusare dei tranquillanti, creano dipendenza e rendono spenti. Non sono il toccasana per risolvere qualsiasi questione. Offuscano la tua mente, ma non salvano il matrimonio, o quanto resta di esso. Allontana l’idea masochista di conoscere l’altra, sarebbe davvero una mossa umiliante e puerile. E aggraverebbe la situazione.
Lo dice anche tuo marito, ma non si a chi voglia proteggere se te o la tua rivale. Io mi riferisco a te. Però vorrei meglio capire come mai, se ti senti così infelice e insoddisfatta e umiliata, non capisco come mai tu tenga così tanto a tenere vicino un marito infedele che ha la mente costantemente altrove.
Tieni anche presente che la condizione di amante dell’altra è quella, fra voi due, predominante privilegiata agli occhi di lui: lei è la storia nuova, gli incontri furtivi sono più stimolanti, il senso del proibito dà una forte carica di adrenalina e un’illusione di gioventù. Inoltre l’importanza della relazione può essere alimentato dagli ostacoli che nascono che tu stessa gli poni. Un po’ come per i ragazzini quando i genitori si oppongono.
Diversamente, non saprei quanto una storia extraconiugale si possa mantenere viva e frizzante in un’eventuale convivenza futura, una vera prova di… sopravvivenza.
Dal momento che state soffrendo in due (anzi tre, visto tua figlia), in ultima analisi, lasciarlo andare potrebbe essere terapeutico per tutti. Tu ti accorgeresti finalmente di essere ancora giovane e impareresti a contare su te stessa, scoprendo che puoi ancora piacere e sentirtene gratificata. Tuo marito si troverebbe a convivere con una sorta di seconda moglie, alla fine la brutta copia della prima, con tutti quei problemi di adattamento alle abitudini diverse, alle pretese di rispetto dei propri spazi e tempi, alla poco poetica e ripetitiva quotidianità. Potrebbe perfino… ripensare con nostalgia a quanto ha abbandonato.
Mi raccomando, che sia lui ad andarsene, non lasciare mai la casa dove stai. Non hai idea di quante brutte sorprese nascano da una separazione. So di fatti veramente spaventosi. Non credo che tuo marito ti farebbe del male, ma… potrebbe essere condizionato dalle pretese di un’eventuale nuova compagna. Lo fanno spettare quegli sms che lui ha lasciato sul cellulare invece che cancellarli.
Forse ti sembrerò troppo severa, ero stata più magnanima nella mia risposta precedente, ma c’è un detto popolare molto saggio riguardo il medico pietoso.
Abbi più fiducia in te e maggior cura.
Ti abbraccio, Marzia