----- Original Message -----

From: Catia

To: <confid@confidenzialmente.com>

Sent: Monday, January 30, 2006 11:39 AM

Subject: Re:

Meglio decidere presto

Ciao Marzia,
riparto dalla tua gradita risposta perche' non so piu' cosa fare e sento di avere voglia e bisogno di aiuto.
Forse ti chiederai  "perche' proprio il mio aiuto?"...ma io credo che tu sia l'unica persona con la quale posso confidarmi e sfogarmi proprio perche' "estranea emotivamente " alla situazione e sicuramente piu'razionale per poter dare una lettura distaccata e obiettiva al mio problema.
La mia attenzione e' sempre riguardo al mio compagno e ai suoi problemi di salute (lui e' diabetico insulino-dipendente).
Non so se ricordi che nell'ultima mail ti avevo accennato a problemi agli occhi (retinopatia diabetica) e ad un controllo imminente che doveva fare. Da questo controllo e' venuta fuori la necessita' di effettuare una laserterapia per sanare  piccoli aneurismi.

[…]

 

 

Mia cara Catia, ricordo perfettamente ( anche perché l’altra tua mail è abbastanza recente) e ti sono nel cuore. Capisco la tua situazione e il tuo scoramento nel doverla affrontare. La ragione ti suggerisce una scelta, io ti dico che, qualunque essa sia, non devi poi pentirti o colpevolizzarti.

Questo tuo uomo, così in cattiva salute, è certamente maltrattato dalla sorte più di chi gli deve stare accanto. Ma ciò non toglie che tu abbia diritto ad una vita serena che non sia solo accudimento degli altri e sacrificio. Soprattutto non è giusto che tu privi tuo figlio della tua presenza, mettendolo involontariamente in seconda posizione: il bambino, più di ogni altro, ha diritto ad averti vicina, pronta e sollecita.

Detto questo, il tuo compagno, merita tutta la comprensione per non dire "compassione" che poi non ha il senso che diamo abitualmente alla parola, dal latino il significato è ben diverso, vuol dire: con passione. Nel senso che si diventa partecipi dei problemi dell'altro.

Ancora una volta penso che l'atteggiamento del tuo lui, insofferente e quasi infastidito, sia proprio dovuto al fatto che anche la tua attenzione lo fa sentire "dipendente" e quindi, in un certo senso, menomato. Avrebbe voluto darti di sé ben altro. E questo davvero ispira "compassione".

Del resto, il contenuto della mia risposta precedente, evidenziava quanto solo un grande amore permetta di stare accanto a qualcuno sofferente, senza sentirne sacrificio.

Rifletto e mi dico che, se questo suo continuo atteggiamento di quasi sopportazione verso di te, ti fa star male e il confronto con situazioni simili ti crea ansia e malessere, forse il sentimento che provi non è più quel grande amore che pensavi fosse. Di conseguenza meglio la fermezza di una decisione da prendere oggi, e non in seguito, quando un tuo tirarti indietro sarebbe più difficile o più discutibile e doloroso, ma quasi inevitabile, viste le mortificazioni che sempre più dovresti subire. Dal momento che il tuo compagno sta così attento a non confondere il suo passato con il vostro presente, sempre di più, forse, si appoggerà al passato nell’avanzare della malattia. Forse sbaglio, in tal caso mi scuserai, ma ho quasi la sensazione che tu cerchi da me un incoraggiamento a chiudere la storia.

Può aiutarti, ribadisco il considerare il fatto che tuo figlio per te, come la figlia per il tuo uomo, vada messo al primo posto, senza penalizzarlo per gli altri, perché lui, più degli altri, ha bisogno di te.

Se, viceversa, pensi di conciliare i due affetti, con la stessa dedizione e spirito di abnegazione, avanti e coraggio, ce ne vorrà molto, e altrettanta pazienza, così come ti ha detto quel marito durante l'attesa nell'ambulatorio medico, riferendosi alla moglie malata della stessa patologia. Però… forse quel marito ha inteso dirti esattamente quanto già ti dissi io nella prima risposta: che tutto dipende dalla forza del proprio sentimento e capacità d’amore.

Ti abbraccio, Marzia

 

Marzia risponde