----- Original Message -----

From: Laura

To: <Undisclosed-Recipient:;>

Sent: Sunday, December 06, 2009 12:10 AM

Subject: Sabato 05 Dicembre 2009

 

NOI e gli altri

…ieri sarebbe stato il compleanno di mio padre, se fosse vissuto, avrebbe compiuto 70 anni e oggi potrei ancora contare su di lui.

[…]

Chi mi sta intorno si disinteressa di me e mi relega in questa specie di lager, esco pochissimo di casa perché nessuno m’accompagna, in poche parole, vegeto e ammuffisco…

[…]

Se almeno ci fosse mia madre, morta anche lei prematuramente vent’anni fa, poco prima di mio padre, avrebbe certamente maggior cura di me piuttosto che questi […] che pensano solo a stessi e ai propri comodi.

Cara Laura,

mi dispiace che tu sia sopraffatta da pensieri così tristi e disfattisti. Questo non ti aiuta di certo a reagire e nemmeno ad acquistare la comprensione di chi ti sta vicino. Di tua zia mi dicevi un gran bene ed era un buon sostegno, ora anche lei è nel recinto dei cattivi.

Di tuo padre ho ancora molto impressi nella memoria i fatti così come li avevi esposti tu, nel tuo racconto di anni fa che reputo ancora oggi il migliore. Mai stato pubblicato, s'intende, essendo troppo personale e riservato. Ricordo i particolari dei momenti che seguirono la sua morte, tu solo a prestargli soccorso col medico che nemmeno si era reso conto che tu fossi priva della vista. L'infarto, se tale fu, era stato la conclusione di un percorso molto disastrato e sofferto. Tu descrivevi molto bene il tutto, in ogni particolare e capisco che ricordare, adesso, sia doloroso, ma so anche che, se lui avesse seguitato a vivere sarebbe stato vivere soltanto in apparenza e poco, se mai, presente con te. Forse, soprattutto lui, avrebbe avuto bisogno di assistenza costante. Ne saresti stata in grado? La stessa tua madre, anch’essa, oggi, avanti con gli anni, sarebbe stata ancora fisicamente in grado di reggere un peso superiore alle sue forze?

Mi meraviglio di tua cognata che in tempi passati si prendeva molta cura di te e della tua persona: abbigliamento, estetista, pettinatrice... Evidentemente è stata sopraffatta dal troppo carico sulle sue uniche spalle: figli, marito abbastanza assente, genitori malati in ospedale e... cognata (tu) nello stesso appartamento, piccolo e insufficiente per tutti voi. In genere percepisco d'istinto l'indole delle persone e la sua m'era sembrata buona.

Quando tu avevi da poco conosciuto S. (già te l'ho raccontato) la incontrai al supermercato, si accennò a quel tuo momento particolare e la vidi veramente felice: le s'illuminava lo sguardo mentre me ne accennava. Più o meno disse: - Le ci voleva proprio un incontro così... ne aveva bisogno -.

Purtroppo, tutti, spesso, riflettiamo noi stessi sugli altri. In psicoanalisi si chiama "effetto specchio". Io direi piuttosto che riusciamo a contagiare gli altri con il nostro modo di essere. Per quanto valide siano le nostre ragioni, finiamo per trasformarle in ostilità che, quella sì, si riflette e contagia gli altri, rendendoci insopportabili e, quindi, ci esclude.

Penso, purtroppo, che anche la mia sincerità ti risulti come disattenzione e incomprensione, mentre, da anni, ti ascolto, leggo le tue mail giornaliere e cerco, per quel poco, di portarti ad una visione meno disastrosa della vita. In ogni caso, logorarsi e odiare non aiuta, se non a ferire maggiormente se stessi.

Ti abbraccio, Marzia

Marzia risponde