----- Original Message -----

From: Maurizia

To: <Undisclosed-Recipient:;>

Sent: Sunday, September 19, 2010 11:22 PM

Subject: Domenica 19 Settembre 2010

Non augurare il male agli altri

(ovvero…. 11° comandamento…)

Cara Maurizia,

purtroppo non posso pubblicare la tua mail per le molteplici imprecazioni, maledizioni, bestemmie che la costellano. Le stesse delle centinaia di mail che mi hai spedite negli anni e alle quali ho sempre risposto privatamente. Risposte che evidentemente non hanno avuto l’effetto dovuto, dal momento che continui ad augurare le morti più atroci ai tuoi stessi familiari, compresi i nipoti. E non soltanto.

Le tue prime righe di oggi, accennano ad "un’unica nota positiva" del lavoro fuori casa che hai appena cominciato. A me sembra che, in quell’unica nota, ce ne siano diverse:

esci dalla casa dove ti senti oppressa e sempre rinchiusa e mal considerata dai familiari; hai contatti con gente nuova; con la collega ti trovi bene. Tre note positive da non sottovalutare. Se poi la tua collega il martedì non c'è (e di questo già ti lamenti), vorrà dire che avrai un po' più di lavoro rispetto a quel poco degli altri giorni che dici ti faccia annoiare.

Eppure... il seguito della tua mail ripete tutte quell' imprecazioni e lagnanze ormai imparate a memoria. Sempre le stesse. La fotocopia delle precedenti mail.

Non so se ti sia utile psicologicamente rimuginare le solite contrarietà, crogiolarti nella risorsa delle maledizioni, imprecazioni, bestemmie. Se non sai cogliere le poche occasioni positive che la vita offre, qualunque opportunità ti si proponga, chiunque tu abbia accanto, troverai sempre qualcosa che ti disturba e ti fa vivere male.

Naturalmente questo avviene, più facilmente, durante una convivenza, più è lunga e più i contrasti si evidenziano. Naturalmente, quelli che adesso... condividono con te l'alloggio, hanno enormi manchevolezze e ti fanno "uscire di testa", con sfoghi che non risolvono, ma purtroppo alimentano il rancore che ti macera dentro e ti rende cattiva.

Spero bene che, fra qualche tempo, tu non maledica anche la vicinanza dei colleghi di lavoro che ora ti sembrano brave persone. Già imprechi contro il tipo di occupazione, quando c'è gente che da anni cerca un lavoro senza successo, qualunque lavoro, mi riferisco anche a laureati, molti dei quali sono alla disperazione.

Forse qualcuno... maledice te che, in ragione della tua invalidità, lo hai preceduto in graduatoria. E non serve dire che prenderesti volentieri il suo posto, perché la vista non ti aiuterebbe a vivere, ospite disoccupato, nella casa in cui vivi adesso. Sarebbero gli altri a lamentarsi e imprecare contro di te, fino a spingerti, forse, ad andartene a dormire sotto i ponti e a fare l'accattona.

Ma queste sono soltanto ipotesi anche se molto realistiche. Ed è scontato dire che la vista è uno dei bene più preziosi che esistano. Però non è certo una colpa possederlo. Nemmeno un torto verso di te che purtroppo ne sei stata penalizzata. Sono questi i ragionamenti da fare piuttosto che bestemmiare.

Mi dispiace dire che se vai avanti di questo passo non riuscirai mai ad essere felice, nemmeno a xxxxx che sogni come la terra promessa soltanto perché finora non l'hai raggiunta.

Forse sarò troppo diretta o troppo cruda, ma il medico pietoso fa morire il paziente. La realtà va affrontata con intelligenza ed equilibrio, altrimenti non se ne esce.

Sai, ragazza mia, se non vai incontro agli altri con il sorriso, gli altri non ti sorrideranno mai. È, alla fine, anche il mio motto: "Se vuoi un sorriso, sorridi per prima".

Ti abbraccio, nonostante la "strigliata"… con affetto

Marzia

Marzia risponde