----- Original Message -----
From: Amedeo
To:
confid@confidenzialmente.comSent: Sunday, July 30, 2006 6:36 PM
Subject: Bisogno di affetto.
Non basta chiedere…
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Da quando mi sono lasciato, dicevo, ho amato, o per lo meno cercato di mettermi nel giusto atteggiamento mentale, diverse signorine, intrapreso relazioni che ho puntualmente terminato, perché alla fine ciò che chiedevo era solo un po' d' amore mentre quello che mi era richiesto era o sesso, o costoso divertimento, o amicizia, ma sempre con sesso in allegato.
Appena quindici giorni fa, per esempio, ho terminato una relazione di sei mesi con una donna di trentaquattro anni, la quale ho scoperto avere un fidanzato , una donna estroversa e intelligente di cui cominciavo anche ad innamorarmi, che avrebbe voluto tenermi ancora legato a sé solo perché faccio l' amore in maniera meravigliosa (testuali parole l' ultima volta che l'ho vista).
L'anno scorso, alla fine dell' estate, mi sono lasciato di comune accordo con una ragazza, dopo una relazione di un anno, la quale poi ho saputo aver "lavorato" molto per far naufragare il matrimonio di un mio conoscente, lo stesso che me l'aveva presentata.
In aggiunta, continuamente, ho ed ho avuto storie più o meno intriganti con donne che poi si rivelano disilluse, angosciate, incapaci di amare ma con il fortissimo desiderio di sentirsi amate, spesso in maniera furtiva, spesso solo passionalmente, sempre disposte a raccontare la loro triste storia, a volere amicizia, intimità sessuale, ma non disposte a cedere il cuore.
Non vedo più "il volersi bene" della canzone di Battisti, non lo vedo più negli altri, vedo tanta voglia di "amarsi un po'", questa sì, ma alla fine, personalmente, mi sento sempre più solo.
Ti giuro che ci ho provato sempre, ma alla parola affetto, o alla domanda riguardo al sentimento che la lei di turno sentiva per me, dopo averci fatto l' amore per la decima volta, sono tutte rimaste inebetite, spaventate, le risposte sono diventate generiche, sono emerse storie, altre verità, vuoti incolmabili.
Ma perché?... Dicono: perché legarsi?
Io dico: perché no?
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Caro Amedeo,
mi ricordo perfettamente di te, caro Amedeo. Allora, circa quattro anni fa, uscivi da una profonda delusione che, evidentemente, non è mai stata superata. La sfiducia, nata allora, è rimasta, anzi peggio, è stata convalidata dalle troppe successive conferme. O quelle che ritieni tali.
Intanto, è abbastanza improbabile che tu legga del sentimento negli occhi di una donna appena incontrata, così come è impossibile che tu subito ti appresti a provarlo. A meno che non avvenga quel fortunato incontro che viene definito colpo di fulmine, per altro rarissimo, quell'incontro che io chiamo karmico, come se ci si riconoscesse per essersi amati prima,chissà dove e in quale tempo. In quel caso, solo in quel caso, il sentimento esplode all'improvviso, insieme al desiderio di contatto, alla passione: non si possono disgiungere.
Oggi, purtroppo invece c'è una forte distinzione: attrazione e sesso per il sesso, anzi... l'assenza di sentimento rende tutto molto più intrigante ed eccitante. Questo è quanto accade nei tuoi troppo numerosi e facili incontri, in certi determinato luoghi ed occasioni. Non credo che, da un incontro al pub o discoteca e altro, e il letto subito dopo, nasca amore. Gli si blocca subito l'opportunità. Forse Amore, inteso come il dio greco, sta ad osservare quei due, in quel letto, così abili nel gioco sessuale e si domanda cosa stia a farci lui, insieme a loro.
Non attribuire tutte le responsabilità alle donne che incontri, che si adeguano al tipico comportamento maschile di tutti i tempi, passati e attuali, riconosci anche le tue responsabilità, nel tuo cercare l'amore fra loro e in loro, nel modo meno opportuno.
La ragazza, ultima in ordine di tempo, che ti cerca, col solito e banale gioco degli sms, non rappresenta l'inconveniente della differenza di età, anzi dodici anni di più hanno il fascino dell'esperienza, del saper offrire maggior sicurezza e prospettive, rispetto ai coetanei, a volte così insulsi e sempre in cerca solo di sesso, a proprio uso e consumo senza attenzione alla partner.
Ma non è questo, Amedeo, tu lo sai bene, il malessere è in te, così come la diffidenza e l'incredulità. E, vogliamo dirlo? anche la tua immediata disponibilità alla richiesta di sesso.
Oltretutto, come infinite volte ho detto e scritto, l'amore non si programma, non lo si crea automaticamente a nostro piacimento, arriva, se e quando vuole.
Evidentemente ti sei fatto la fama di amante esperto ed efficiente, ma anche di oggetto di consumo per certo tipo di donne, rese aride e disincantate dalle proprie esperienze passate. Forse qualcuna, meno cinica, semplicemente cerca di non rischiare l'ennesima delusione e quindi rifiuta la richiesta, esplicita o no, di affetto. D'altra parte, tu stesso t'infastidisci se, proponendo affetto, trovi chi apre la valvola di controllo e ti racconta i passati guai e diventa lamentosa.
Ti rendi conto di quanto chiedi? Una donna che sia così intelligente e comprensiva da non affliggerti, che sia generosa e ricca di sentimento, a tal punto da saper amare nonostante tutto, che non ti chieda sesso ma sia piena di attenzioni verso di te e, dolcemente disponibile, se il sesso lo chiedi tu.
E tu sapresti darle altrettanto?
Adesso concludo, ribadendo che, rileggerti, mi ha fatto davvero piacere, mi ha anche gratificata la conferma che, a volte, so capire e anche compatire. Qualche volta, forse, so anche leggere sotto le parole scritte, per quell'intuito (o esperienza) che la vita mi ha dato. Altre volte, č fuor di dubbio, posso anche sbagliare, essendo soltanto un'amica che vuole essere soprattutto onesta e sincera.
Affettuosamente, Marzia